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Bilancio di nove mesi di Miracle Morning e altre buone abitudini

La forza dei rituali quotidiani

Se vuoi arrivare a livelli più alti nella tua vita e nella tua professione devi sviluppare dei rituali. Se eviti di accontentarti e vuoi fare strada in più devi avere nuove abitudini. Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi devi crearti una liturgia del successoLa forza delle abitudini è nota a tutta una serie di categorie di persone. Pensa agli sportivi di grande livello e ai loro allenamenti quotidiani, ai monaci e alla loro liturgia delle ore e ai soldati e al loro alzabandiera. Ma è risaputo che anche grandi personalità si dedicano a dei metodi, delle consuetudini diverse dalla maggioranza delle persone che vive, invece, in balìa degli eventi, senza mai prendere in mano le redini della propria vita. Per esempio il grande investitore Warren Buffett legge ogni giorno per ore e ore. E questo incide molto sulle sue capacità che vengono, quindi, di continuo stimolate, migliorate. Tony Robbins dedica ogni mattina del tempo alla sua "ora sacra". Richard Branson cena ogni sera in famiglia e dedica il dopo cena agli amici. 

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Commento alla liturgia di domenica 17 giugno 2018

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Il Regno dei Cieli è come un campo di grano che al tempo del raccolto viene mietuto: il grano viene riposto nei granai mentre la zizzania è bruciata. Occorre attendere il tempo giusto perché se lo si fa anzitempo si rischia di confondere lo stelo d'erba con quello del grano. In ognuno di noi c'è una parte di grano che porta frutti buoni e un'altra, invece, che porta solo erbacce. Perché adirarsi con gli altri, allora? Ciascuno agisce secondo la sua natura. Nessuno è del tutto buono come nessuno è del tutto malvagio. Piuttosto occorre lavorare come quel contadino paziente che di continuo si occupa del suo campo. Bisogna ogni giorno lavorare su se stessi per entrare nel Regno dei Cieli e goderne gli incredibili tesori. Un lavoro, si badi bene, in cui lasciar fluire l'energia divina, da non negare, da non bloccare, pena la rovina del raccolto.

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Tre grandi strategie per fare affari e prosperare

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Soluzioni o Problemi?

Che cosa offri ai tuoi clienti, alle persone che conosci, soluzioni o problemi?

Ho rivolto questa domanda nei social ai miei contatti e mi è stato risposto: «Soluzioni, ovviamente! Perché mai dovremmo offrire problemi? Se cominciamo a offrire problemi tutti scappano via, perché già nella vita e nel lavoro tutti hanno tanti problemi. Figuriamoci se noi cominciamo ad aggiungerne degli altri». Il ragionamento fila, è giusto. Tuttavia manca un importante pezzetto: il grande segreto del mondo del marketing e del problem solving che dice che è più importante creare problemi che risolverli. Per me è stata una grande scoperta,  qualcosa che davvero mi ha aperto un mondo, che mi ha permesso di avere dei vantaggi che oggi voglio trasmettere anche a te e che sono:

  • la capacità di creare interesse;
  • la possibilità di fare engagement, cioè di coinvolgere le persone;
  • l'attrazione di tanti follower;
  • il raggiungimento di più clienti, che è la cosa più importante di tutte.

...continua a leggere "Come avere successo offrendo problemi"

Eva, il serpente e il dio bambino

Mela-Candela

Liberarsi dai traumi

Quando ti deciderai a vivere una vita senza traumi, un'esistenza libera e felice? Di traumi se ne possono ricevere tanti. Possono essere violenze subite, bullismo minacce ed altri tipi di brutte esperienze che a volte si vivono da bambini o in adolescenza o anche in età adulta. E chi va in chiesa oggi, domenica 18 Giugno 2018, va a liberarsi a purificarsi dai traumi (o almeno vorrebbe). Tu dirai: «un momento, va a liberarsi, a purificarsi dai peccati». Io, invece, sostengo l'equazione che dice: "peccato=trauma". Questo perché sono d'accordo con lo scrittore Igor Sibaldi il quale sostiene:

La parola che Gesù usava probabilmente era khedìe che in realtà vuol dire letteralmente energia bloccata, non vuol dire colpa. In latino peccatum vuol dire colpa contro le regole della società. [...] La parola che più si avvicina al concetto di energia bloccata, da noi è trauma, non è peccato.

...continua a leggere "Il Trauma Originale e il Perdono"

Risorse, idee, programmi ed esempi di mappe mentali e mappe concettuali

mind map

Estate tempo di mappe

L'estate, specie al suo inizio è il tempo delle mappe. Per diversi motivi. C'è infatti chi viaggia e magari inizia a cercare le tappe e gli itinerari su mappe cartacee o su Google Maps. C'è inoltre chi usa le mappe per capire il mondo di oggi. C'è chi poi in vista degli esami di maturità deve realizzare la famigerata mappa concettuale. C'è ancora chi magari ha più tempo libero in questo periodo e magari si dedica a nuove tecniche di apprendimento come il mindmapping che sarà oggetto del prossimo Mindfulness Caffè a Oria (Br) il 22 Giugno 2018. Se sei da quelle parti in quel giorno scrivimi e vienimi a trovare. Che tu debba o meno creare mappe concettuali per gli esami di stato o no conviene imparare bene e applicare ogni volta che si può questa modalità di rappresentazione grafica del pensiero. Io la uso dal 2005 in pratica per ogni progetto professionale o della mia vita, per generare nuove idee e a volte per fare la spesa. Ti renderai conto degli innumerevoli vantaggi di questo genere di mappe solo imparandole e utilizzandole. Gli usi possono essere infiniti come anche i benefici. ...continua a leggere "Tutto quello che c’è da sapere sulle mappe concettuali che a scuola non ti hanno detto"

Il primo elemento di comunicazione

Qual è la prima cosa che i vostri clienti notano nella vostra azienda? Qual è il vostro biglietto da visita? Come si presenta l'azienda agli occhi dei vostri clienti? Qual è il primo elemento che impatta sulle persone? Può essere sicuramente l'aspetto, il vostro marchio logo, la pubblicità che va in televisione o sul web, la facciata, il capannone della vostra azienda, il furgone e così via. Cioè ci sono tutta una serie di particolari che possiamo ricondurre al Visual Storytelling, che è il modo in cui la vostra azienda si racconta visivamente ancor prima di avere a che fare, di interloquire direttamente con un cliente. Ci sono peculiarità che impattano su di lui, che gli comunicano qualcosa e fanno sì che il vostro brand si sviluppi, entri quindi nella considerazione delle persone oppure no. Da questo punto di vista cosa c'è di meglio di un film aziendale perché le persone possano fare una esperienza immersiva nella vostra azienda: un'esperienza in cui tutti i sensi o quasi sono sollecitati.

...continua a leggere "Il film aziendale: cos’è e perché realizzarlo"

Ultima modifica il 25 aprile 2018 alle 15:37

Il valore della fiducia

Se vuoi vedere i tuoi desideri realizzati, manifestati, devi cercarli: devi specificare quali sono, magari scrivendoli, e cercare le immagini più attinenti. Questa è la mossa fondamentale da cui inizia il viaggio che ti porterà ad essi. Infatti, come dice Wayne Dyer, noi non crediamo a ciò che vediamo ma vediamo ciò a cui già crediamo. San Tommaso non crede perché vede e tocca le piaghe di Gesù, ma vede Gesù e tocca le sue piaghe perché già gli crede, ha fede in lui. Ma come si fa ad avere fede, a crederci? Si tratta solo di un atto volontario, cieco? Quante volte ci dicono o ci diciamo che in questo o quel progetto bisogna crederci? Oppure quante volte succede che ci diciamo o che ci ripetiamo che dobbiamo credere in noi stessi? Che vuol dire quest'ultima espressione "credere in sé stessi"? Alla lettera significa avere fiducia in sé stessi. Come si arriva ad avere fiducia in qualcuno o qualcosa? Davvero quello della fede è un dono che si riceve con il battesimo come dicono i cattolici? Ci si arriva frequentando e conoscendo l'oggetto della nostra fiducia. «Se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l'uno dell'altro» dice la volpe al Piccolo Principe. Ogni domatore o addestratore di animali sa quanto sia importante la fiducia. Lo sanno anche gli attori, soprattutto di teatro. Gran parte del training attoriale è basato su questo indispensabile elemento. È con l'aumentare della confidenza, della familiarità che ogni cosa diventa possibile. E per fare questo bisogna conoscere in profondità l'altro o la cosa con cui si vuole stabilire una relazione. ...continua a leggere "Come realizzare i propri desideri"

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Ultima modifica il 23 aprile 2018 alle 20:23

creatività e pensiero laterale tra scuola e lavoro

Guestpost di Rossana d’Ambrosio Scrivi anche tu il tuo guestpost.

Che cosa si intende per creatività?

La creatività può essere intesa come la capacità di trovare soluzioni nuove e originali a determinate problematiche in diversi ambiti.
La creatività è applicabile ovunque, dalla ricerca di soluzioni per i piccoli problemi quotidiani, all’arte, alla medicina, al problem solving nella gestione aziendale.

A che cosa serve la creatività?

Evoluzionisticamente parlando la creatività di pensiero ha certamente favorito le persone più portate a trovare soluzioni ad affermarsi sulle altre.
È evidente che la capacità di risolvere i problemi abbia giocato un ruolo determinante sulla sopravvivenza attraverso il superamento delle difficoltà, mettendo in pratica una serie di astuzie su come proteggersi dai pericoli, su come procurarsi il cibo, su come realizzare una dimora sicura, etc.
Invece parlando di creatività artistica, quella che ha portato l’uomo ad esprimersi con il disegno, la pittura, la scultura, la musica, la danza, possiamo dire che la molteplicità di questi linguaggi abbia contribuito a creare un substrato culturale, un collante sociale, utile per aggregare, per favorire la condivisione e la solidarietà.
Inoltre non va sottovalutato l’aspetto di gratificazione sotto il profilo psicologico individuale. In definitiva, alla domanda “a che cosa serve la creatività?” possiamo rispondere “serve a vivere meglio perché ogni atto creativo offre gioia e gratificazione”.
Le emozioni positive agiscono come propulsore benefico, come attivatore di endorfine (in grado di lenire il dolore e abbassare il livello di stress).
I benefici si riscontrano in particolare sul fronte psicologico, ma non solo. Infatti, i benefici si riverberano anche sulla salute fisica come ci insegna la PNEI (scienza che studia il rapporto mente/corpo considerando l’apparato Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico come un tutt’uno). ...continua a leggere "Creatività e pensiero laterale tra scuola e lavoro"

Il-miracolo-di-the-miracle-morningSei alla ricerca di una svolta nella tua vita? Ti trascini senza sapere bene dove stai andando e perché? Vorresti sollevarti dalla tanta mediocrità che ti circonda ma finisci con il restarci invischiato e non riuscirci?

Se ti senti così devi sapere che non sei l'unica persona, capita a molti, anzi capita alla maggioranza. Guardati in giro, quasi tutti stanno nelle stesse condizioni, chi più chi meno. In tanti la mattina vorrebbero che la sveglia suonasse il più tardi possibile, vorrebbero poltrire e non andare al lavoro o non doversi alzare per vivere la stessa insopportabile vita di sempre. Chi non ha mai provato queste sensazioni nella sua vita? Eppure ho detto "quasi tutti". C'è qualcuno che ha un'esistenza proprio diversa, non comparabile con quella del 95% della popolazione mondiale. Prova a digitare "Richard Branson" su Google, ad esempio. Ti puoi anche fermare al primo risultato, su Wikipedia, se hai poca curiosità, o se già lo conosci. Potrai vedere che amministra 400 società e che ha un patrimonio di 5.2 miliardi di dollari secondo la rivista Forbes. Io lo seguo su Facebook dove di continuo posta video e foto incredibili, pieni di energia, ispiranti. Ecco, lui fa parte di quell'altro 5% che di sicuro non si lamenta e non vive un'esistenza all'insegna del pessimismo, della rabbia.

...continua a leggere "Il miracolo di The Miracle Morning"

Lavorando sul divano
Avete presente il modello del titolare dell'azienda che sta in ufficio a tutte le ore tutti i giorni della settimana, persino quando i dipendenti non ci sono? Avete presente quel boss che arriva per primo la mattina e va via per ultimo il pomeriggio o la sera? Conoscete un imprenditore che sta sempre nella sua azienda, che faccia bello o cattivo tempo? Uno che sta sempre nella sua impresa? Sono sicuro che molti di voi ce l'hanno presente, che a tanti succede, che ci sono moltissimi imprenditori che ancora continuano a fare questo. Ebbene, si tratta di un modello superato di gestire la propria azienda. Direi di più: è un modello inefficace e diseducativo. Superato perché ormai tanti altri imprenditori gestiscono l'azienda con molto, molto meno tempo. Addirittura a un certo punto diventano non più necessari alla loro azienda stessa. Diventano deleteri se ci sono ancora. Devono lasciare agli altri ciò che loro facevano prima, hanno fatto all'inizio. Ci sono persino degli imprenditori seriali che continuamente aprono aziende. È inefficace perché il ruolo dell'imprenditore non è stare in azienda ma deve stare sicuramente altrove, quindi non fa funzionare le cose come meglio dovrebbero. È diseducativo perché si tratta di un tipo di impresa in cui tutto dipende dal capo, diventa una roba monocratica, il titolare diventa una sorta di Re Sole dell'azienda tolto il quale c'è solo il buio ovunque, non funziona più niente. Inoltre non avvicina sicuramente i giovani a creare impresa perché se uno si deve seppellire dentro una fabbrica, ad esempio, che è pur sua, schiavo di se stesso, chiaramente I giovani con le nuove esigenze molto più aperte, molto diverse dal passato, da questo punto di vista, diventa qualcosa di non appetibile. Mettiamo che avete 2 o 3 o 5 aziende, come fate? Chiedete il dono dell'ubiquità oppure fate come determinati personaggi storici, i dittatori, che a un certo punto utilizzavano dei sosia per riuscire a stare in più luoghi. Quindi che fate ordinate, assumete dei sosia perché sembra che ci siate proprio voi in quel momento nelle aziende A, B, C ed E?

...continua a leggere "Come condurre aziende senza uffici ed email"

Per cosa utilizzi Facebook, Twitter, Instagram e gli altri social network? Per passare un po' di tempo? Per restare in contatto giusto con qualche amico? Per postare le foto delle vacanze al mare o qualcosa di questo genere? Sono tutti usi legittimi ma c'è molto di più, ci sono opportunità che spesso ci si lascia sfuggire. Facebook, ad esempio, solo in apparenza sembra un luogo dove vengono inseriti post tra i più strambi. Nel tempo è diventato una rete in cui le aziende e i professionisti interagiscono sempre di più con le persone, in cui il singolo è portato a scambiare informazioni con dei brand. Il bello è che con il passare del tempo ce ne accorgiamo sempre di meno perché è bravo il team di questo grande social a farci percepire il meno possibile la presenza di inserzioni sponsorizzate e questo è un grande vantaggio per le imprese che vi fanno l'advertising, la pubblicità perché stanno risultando sempre meno invasive nei confronti delle persone. Questo significa che Facebook ci può aiutare molto ad attrarre e conquistare dei clienti, sia attraverso le inserzioni sponsorizzate, da fare attraverso la pagina del brand, sia attraverso il nostro account come persona. In genere chi vuole promuovere delle attività è bene che apra una pagina facebook alla quale ho già dedicato un post a proposito degli argomenti, dei link che è bene pubblicare per parlare ai propri potenziali clienti. Tuttavia abbiamo comunque un account con il quale restiamo in contatto magari con le persone più care, con degli amici, con altre persone che via via nel tempo abbiamo conosciuto. Vogliamo che questo profilo resti lì inutilizzato? O vogliamo solo farne un uso limitato? Sarebbe un peccato perché ci potrebbe servire per trovare, attrarre e conquistare clienti attraverso dieci passi, a mo' di suggerimenti, di cui parlerò ora in questo post. Essi riguardano un po' tutti i social che fanno più o meno parte ormai della nostra vita. Si tratta di una strategia trasversale che riguarda i nostri account. ...continua a leggere "Come coltivare clienti sui social"

Ultima modifica il 24 aprile 2018 alle 16:27

Italy Sicily Panorama Holiday Landscapes Landscape

L'urban experience

Quando è accaduto che avete prenotato la vostra ultima vacanza in una città? Che cosa avete percepito? E soprattutto che cosa ricordate? C'è qualcosa in particolare che vi ha spinto a tornare presso l'albergo o il bed & breakfast dove avete soggiornato? C'è qualche ricordo dentro di voi delle emozioni provate? Tutto questo e altro fa parte di ciò che potremmo definire Urban Experience e cioè l'esperienza di vacanza che singolarmente o insieme a degli amici o con la famiglia abbiamo passato in una località urbana. Essa riguarda tutte le emozioni che abbiamo vissuto in questa occasione, ciò che abbiamo provato, se ci siamo divertiti o annoiati, se abbiamo fatto qualcosa che ci piaceva o piuttosto abbiamo un po' subito quel che ci passava il convento, se abbiamo fatto questa vacanza perché gli altri ci volevano andare o se è stata una nostra precisa scelta. Di questo e di altro ancora si occupa l'Urban Experience e in questo post capiremo di che cosa si tratta e perché sta per rivoluzionare le vacanze in città.

...continua a leggere "L’Urban Experience, cos’è e perché sta per rivoluzionare le vacanze in città"

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immagine_post_sondaggioIn questo post ci occuperemo di come lanciare con un sondaggio gratuito online. Vi spiegherò come promuovere il vostro ebook ancor prima che sia finito e avere già una buona lista di contatti a cui distribuirlo e che poi vi tornerà utile nel momento in cui avrete bisogno di feedback, recensioni, condivisioni ecc. Capiremo perché farlo e vedremo step by step come muoversi. Ciò che sto per raccontarvi è il frutto di una recente esperienza personale a riguardo della promozione del mio ebook sul Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. La sua mission è quella di fare di ogni problema una grande storia. Per fare questo il Problem Teller parte da un determinato problema e inizia a definirlo nelle sue parti principali, grazie al problem setting, l'arte di definire i problemi prima di risolverli. Una volta definito il problema inizia lo storytelling, il racconto del problema. Il Problem Telling è un ponte tra il problem solving da una parte e lo storytelling.

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diari

Voi ce l'avete ancora il buon vecchio caro diario di carta? Io sì e in questo post di oggi, 15 Febbraio 2017 (giorno del mio 43° compleanno), voglio raccontarvi perché dovreste farlo anche voi. E cosa c'è di meglio, per parlarvene, se non lasciare la parola all'ultima pagina di diario che ho scritto ieri notte, quando di ritorno da una cena ho sentito la necessità di rivolgermi al mio vecchio amico di cellulosa?

Caro Diario,

ancora ti tengo, seppure all'epoca di Snapchat, Facebook, Twitter e Instagram. Era il 1995 o giù di lì quando cominciammo, ti ricordi? Abitavo di fianco alla cittadella universitaria, in via Cesare De Lollis, alla casa dello studente a Roma. Un mio amico mi aveva parlato  dei taccuini di Albert Camus, di Hemingway e altri. Fu così che presi un primo rudimentale quaderno con il raccoglitore ad anelli e iniziai in mezzo ai fumi dell'incenso che ogni tanto bruciavo nella mia cameretta. I miei amici calabresi suonavano le canzoni di Guccini e di Rino Gaetani, morto qualche anno prima sul raccordo anulare. Io ancora scrivevo a mano o, meglio, stavo solo iniziando allora ad usare i programmi di videoscrittura dei 486 dell'Università. Poi arrivarono il world wide web, l'email e il blog. Le pagine di diario scritte a mano si diradarono, ma esistono ancora. Anzi, ad esse ritorno spesso perché ho riscoperto il valore della manualità nello sviluppo della creatività. Perciò spesso spengo il computer e riutilizzo carta e penna, e a volte anche i colori quando disegno le mappe del pensiero.

...continua a leggere "Il diario di carta per il viaggio della vita"

bambino_bolle_saponeChe cosa avete fatto stamattina quando vi siete svegliati? Quale piede avete messo per primo a terra? Oppure vi siete alzati usando tutti e due i piedi? E dopo avete fatto colazione, magari con qualcosa di nutriente? Vi siete lavati? Avete letto le email, le notizie, ecc.? Poi siete andati al lavoro, avete fatto una corsa o accompagnato i figli a scuola? Ognuno di noi, già da quando apre gli occhi dopo aver dormito di notte, ha i suoi rituali quotidiani. Essi non si svolgono solo in casa nostra ma in molti posti. Ad esempio in caserma il protocollo richiede l'alzabandiera mattutino. A scuola c'è l'appello. Anche i religiosi hanno i loro rituali, anzi dovremmo dire che soprattutto loro li onorano o sono tenuti a farlo. La loro stessa vita è basata sui riti. Infatti cominciano la giornata con le lodi mattutine, poi la messa. Perché tutti questi rituali? Essi, innanzitutto, ci servono a svolgere la nostra vita, a fare le cose in maniera ordinata, senza che ci dimentichiamo qualche cosa di importante. Ma li usiamo anche per una esigenza di comunicazione e quindi,alla fine, di spettacolo vero e proprio. La ragione di tutto questo è che la nostra stessa mente è un teatro, il nostro stesso cervello è composto da un palco, una galleria, quinte: è un vero e proprio edificio teatrale. Al suo interno si svolge una rappresentazione con tanto di copione, pubblico, applausi, ecc. La buona notizia è che sfruttando tutto questo noi possiamo fare il nostro show: possiamo dirigere le attività della nostra vita dove più vogliamo. Vi sto parlando di un potente strumento che viene utilizzato da attori, psicoterapeuti, problem solver: il "Magico Come Se".  Già in un precedente post abbiamo parlato di un altro efficace strumento costituito dagli occhi e quindi dallo sguardo che utilizzano tutti questi professionisti e quelli che io chiamo i "Problem Teller" e cioè tutti quelli che usano il Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. Il Problem Telling unisce le tecniche del problem solving a quelle del racconto e della recitazione. Il "Magico Come Se" è uno strumento utilizzato proprio in quest'ambito. Matteo Rampin nel suo libro Arte della scena e problem solving ne parla ampiamente a partire dalle sue fonti primarie che sono san Paolo e Pascal che invitano i fedeli a comportarsi come se avessero fede, anche se all'inizio non ce l'hanno perché è proprio questo "come se" che fa la differenza. È un efficace strumento di transizione che noi a volte già utilizziamo quando ad esempio diciamo: «Vabe' andiamo a vedere questo evento a cui sono stato invitato, non  ci credo, non mi piace però facciamo come se mi interessasse». Lo utilizziamo anche quando ad esempio diciamo: «Perché no?». Magari ci viene presentata un'opportunità di business come un invito ad un evento di network marketing. Forse siamo scettici, non ci crediamo, forse non ci vogliamo andare però diciamo a noi stessi: «Perché no?». Io ho conosciuto due grandi leader che usano questa forma di entrata automatica qual è il Multi Level Marketing appunto. Anche loro all'inizio non pensavano che si guadagnasse granché, che non ne valeva la pena. Si tratta di Carlos Calçada Bastos e Alfio Bardolla che ora sono president team in una multinazionale del network marketing e che devono a questa attività parti molto importanti del loro patrimonio. Loro sono passati dall'essere scettici all'inizio, dal rifiuto proprio, all'essere dei milionari grazie al "Magico Come Se".

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