gen 28

La vera realizzazione

Located in Kyoto, Japan, Daigo-ji is the head ...

Image via Wikipedia

Ho diradato di molto le mie pubblicazioni negli ultimi mesi. Pubblico sempre meno in questo e negli altri miei blog e sulle timeline di facebook e twitter. Tanto per cominciare penso che i miei contatti nei social network mi ringrazieranno, come altrettanto faranno i lettori più o meno occasionali di questo blog.  Di meno è meglio, si sa, di fronte alla vastità dell’internet, all’overload informativo con il quale spesso, almeno io, faccio i conti ogni giorno. Non voglio abbandonare la rete e smettere di pubblicare, sia chiaro. Ma d’ora in poi sarò più essenziale, più sintetico e pubblicherò con meno frequenza. La ragione di tutto questo la spiega bene questa storia zen.

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gen 12

Le tre lezioni inglesi

Plastico Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo

Plastico dell' Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari) che nella sede di Res Extensa ha ospitato il workshop.

Dal 6 al 9 Gennaio 2012 si è svolto a Giovinazzo (Bari) Short Latitudes, un workshop che fa parte del progetto del Teatro Pubblico Pugliese, che si avvale della collaborazione del Birmingham Repertory Theatre, dell’Oval House di Londra e dell’Università di Bari. Ho avuto la possibilità di parteciparvi e vi racconto un po’ come è andata facendo tre riflessioni rispetto al territorio in cui vivo ed opero, per lo più, la Puglia: sul senso della scrittura, i temi importanti, il lavoro di squadra.

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gen 03

Le prime luci del 2012

Diogenes Club

Diogenes Club. Claudio Di Ludovico.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Quando le difficoltà si fanno serie è il momento di cominciare ad usare di più e meglio la testa. Quando l’orizzonte è pieno di angoscia ed incertezze è il momento di guardare il senso delle cose da più lati. Per questo per me il 2012 è l’anno dei maghi, l’anno cioè di coloro che giocano con le metafore e con la retorica per ampliare le nostre vedute, per consentirci di vedere ciò che non vedevamo, per rischiarare un cammino che si è fatto piuttosto scuro, buio. Protagonisti di questi strumenti sono gli artisti. Perciò come attore mi sento chiamato in causa, come Diogene, a portare in dono un po’ di quella luce che ogni giorno alimento. Voglio, quindi, raccontarvi un po’ che strade percorrerò in questo anno nuovo nella speranza di incontrarvi, di fare un pezzo di strada insieme a voi o almeno di darvi qualche spunto, qualche opportunità.

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gen 02

L’eredità del 2011

Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal

Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal (starrynight1)

Ad ogni cambio d’anno qualcosa del vecchio anno viene gettato via come simbolo del passaggio, come rito per propiziare buone novità nel nuovo anno. Anche a livello intellettivo tendiamo a mettere da parte ansie, angosce, preoccupazioni dell’anno appena passato per accrescere in noi l’apertura mentale, psicologica a ciò che di buono vogliamo che accada. Purtuttavia portiamo con noi molte cose dei 12 mesi appena trascorsi. In fondo il capodanno è solo una data nella quale facciamo dei buoni propositi anche per migliorare noi stessi e la nostra vita. In questa operazione credo sia utile ed importante considerare che cosa di buono ci ha lasciato in eredità il lasso di tempo che ci mettiamo alle spalle. Perciò la domanda che oggi, 2 gennaio 2012, mi sono posto è: che cosa mi ha lasciato in eredità il 2011? Ve ne parlo non tanto per il narcisistico gusto di raccontarsi ma per aiutare chi ha condiviso con me qualche pezzo di strada o chi vorrà farlo in questo 2012. Voglio permettere a tutti costoro, infatti, di individuare le cose belle fatte insieme in modo da farne di migliori nel corso dei prossimi 12 mesi.

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gen 01

The year of the magicians

the Magician

The Magician. Created for: Photoshop Contest Week 326 ~ My Bunny Milky

2012, dear friends, will be the year of the magicians. I’m not talking about the magicians who cheat a lot of money with cards, filters, pranotherapy and so on. I’m talking about another magic, the magic of who go in search as the knights of the Round Table of King Arthur or the magic rites of initiation to which adolescents are subjected, even today, although we believe to be more culturally advanced of our ancestors. The coming year will bring a transformation. But this transformation depends on our hands, we are ourselves the creators of it as homo faber suae quisque Fortunae. It’s like to get back to the Renaissance in 2012. So we could discover that subtle magical sense of things, that relationship with nature that becomes the primary source of imitation in the arts et cetera. Starring in the new year will be all those who work with metaphors and with all the tools with which the meaning is expanded, enlarged, magnified. New visions of the world will born and will allow us to rework the question of distribution of resources that the international speculation, that caused the economic crisis in Greece and Italy, is concentrating increasingly in the hands of a few. Artists, actors, filmmakers, poets, writers, magicians will give us a new world. Happy 2012 to everybody.

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dic 31

L’anno dei maghi

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Image via Wikipedia

Il 2012, cari amici, sarà l’anno dei maghi. Non i maghi che truffano un sacco di soldi con carte, filtri, pranoterapia e roba simile, no. Parlo di un’altra magia, la magia di chi si mette alla ricerca come i cavalieri della tavola rotonda di Re Artù o come la magia dei riti di iniziazione a cui gli adolescenti sono sottoposti, anche oggi, nonostante crediamo di essere più progrediti culturalmente dei nostri progenitori. L’anno che verrà porterà dunque una trasformazione, come canta la canzone L’anno che verrà di Lucio Dalla. Ma questa trasformazione dipende dalle nostre mani, ne siamo noi gli artefici come l’homo faber suae quisque fortunae. Un po’ torneremo al Rinascimento dunque nel 2012 perché potremmo riscoprire quel sottile senso magico delle cose, quel rapporto con la natura che diventa la fonte primaria dell’imitazione necessaria nelle arti e non solo. Protagonisti dunque nell’anno che sta per nascere saranno tutti coloro che lavorano con le metafore e con tutti gli strumenti con cui il senso viene dilatato, ampliato, magnificato. Nasceranno così nuove visioni del mondo che ci permetteranno di rielaborare anche la questione della distribuzione delle risorse che la speculazione internazionale, all’origine della crisi economica di Grecia e Italia, sta concentrando sempre più nelle mani di pochi.  Artisti, attori, registi, poeti, scrittori, prestigiatori ci regaleranno  un nuovo mondo. Buon 2012 a tutti.

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dic 30

Preparando il blog per l’anno nuovo

Personalizando WordPress 1.5

Image by juanpol via Flickr

Anno nuovo, sito web nuovo. Non potevo sfuggire a questa massima. Dopo una sperimentazione durata dall’estate di wordpress, infatti, sono giunto ad una release del blog di cui sono abbastanza soddisfatto. vi voglio quindi parlare un po’ dei dettagli tecnici di questo blog. Proprio oggi, 30 dicembre 2011, ho effettuato l’aggiornamento passando alla versione 3.3.  Prima di farla ho però seguito questa to do list per stare sicuri:

  1. backup di tutti i file via ftp;
  2. backup del database mysql ospitato su aruba;
  3. disattivazione di tutti i plugin;
  4. aggiornamento di wordpress;
  5. riattivazione dei plugin.

Siccome però il mio host è aruba subito dopo l’aggiornamento il sito non era disponibile, dava un “internal server error“: ho dovuto riattivare i permessi.

Giacché c’ero ho eliminato alcuni widget che non mi sembravano più utili e ne ho inseriti altri. Ecco l’elenco di widget che potete vedere all’opera nella colonna di destra:

Ho poi ho aggiornato il tema Sonic all’ultima versione, la 1.2.7, impostando l’immagine della testata che vedete su in alto. Infine ho cambiato il plugin dei captcha utilizzando Captcha plugin.

Per oggi mi sembra che ho fatto una gran bella manutenzione, non credete? ;-) Spero che queste informazioni vi siano utili per l’aggiornamento dei vostri blog. Alla prossima.

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dic 27

La gioia di scrivere e leggere poesia

viva la poesia

Viva la poesia. Di Jorge Mejía.

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi a un’acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio — anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola«bosco».

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
le lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasciano scampo.

In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta
di cacciatori con l’occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.

Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d’occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non un cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

C’è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?

La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta d’una mano mortale.

Wislawa Szymborska

Ho voluto trascrivere nel mio blog questa poesia nel primo volume della collana Un secolo di poesia che presenta oggi, 27 dicembre 2011, Il Corriere della Sera che sta pubblicando le grandi voci della poesia del Novecento. Mi sembra una iniziativa degna di nota, degna della vostra attenzione. Perché credo che la gioia di scrivere poesia è anche la gioia di leggerla.

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dic 24

Perché questo Natale…

buttati che è morbidoPerché dell’immagine si dovrebbe farne una quiete. Perché delle fate non se n’è mai vista l’ombra, se non solo sotto l’estasi di un bianco veneto mattutino. Perché in lingue più tirchie, la parola “perché” cambia, se accompagnata a un punto interrogativo?

Comincia così un bel post della mia amica artista Angela Rubino, autrice anche della vignetta, che ha scritto nel suo profilo Facebook e nel quale ha avuto la bontà di citarmi. Infatti più volte mi ha sollecitato ad usare un suo testo comico o a fare qualcosa con lei visto e considerato che l’ho conosciuta anche come valente attrice-improvvisatrice. Ve lo propongo perché con diletto, divertendoci, Angela ci parla di molti perché che sarebbe meglio non evitare in questo Natale.

Ma soprattutto perché mi fate gli auguri per il 25 dicembre? Non sono stata incoronata regina con Carlo Magno, tantomeno ho partorito essendo vergine, ma solo avendo un Vergine accanto (suo marito fa Vergine di cognome n.d..r.) e ricordo che quel giorno faceva un grande caldo, era luglio e tra le corsie dell’ospedale si sentivano televisorini echeggiare parate di mondiali di calcio così indimenticabili da far rabbrividire i mercanti sferici di palle lanciate dalle bocche durante i dopo partita. Perché dopo un estenuante tour di regali per convenzione, perché mi sento esausta? Perché la commessa della profumeria dopo che le ho precisato di non avere più polsi disponibili, continuava a spruzzarmi essenze alcoliche fino a rendermi simile a una zoccola di un saloon appena uscita da uno spaghetti western. Perché Giuseppe Vitale non considera questo? Perché questo crescendo teatrale potrebbe essere uno spunto per farne una sua interpretazione comica. Succede perché non si trova più neanche un barattolo di miele di acacia o di castagne il giorno della vigilia di Natale e tocca caramellare le cartellate col millefiori. Perché se al salumiere chiedo di fare un panino per il ragazzo senegalese che sta fuori dal supermercato, mi sento attorniata da sguardi increduli, non tanto per l’acquisto, ma per il fatto che abbia fatto la fila al bancone per questo. Ma soprattutto, perché il salumiere gli ha messo il prosciutto nel panino? “Mi scusi, mettiamo che è musulmano”. “Ormai l’ho fatto signò, perché?” Niente, non dico niente, perché nel frattempo uno accanto mi dice: “Se stanno qua, si devono adeguare”, ancora, “Perché se hanno fame, non devono pensare alla religione”. Buon non so perché.

Su questo stesso argomento potete leggere anche:

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dic 24

L’alma madre di un Dio fattosi quotidiano

Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji

Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji

E’ possibile essere credenti in Dio ma non accettare l’Immacolata Concezione di Maria? Bisogna per forza accettare il dogma o è possibile un’altra lettura del Natale? Io dico che non solo Maria non era vergine ma che anzi la potenza di Dio passa per il corpo della donna e dell’uomo e dei loro atti. Maria è l’Alma madre proprio in virtù di questo.

Oggi, 24 dicembre 2011 e vigilia di natale, ho riletto, infatti, il primo capitolo del Vangelo di Matteo dove si narra di come Giuseppe assume la paternità legale di Gesù e cioè tra i versetti 18 e 25.  E mi sono soffermato su alcuni versetti che voglio commentare con brevità.

Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo

recita il versetto 18.  La domanda è: come opera lo Spirito Santo? E prima ancora: cosa o chi è lo Spirito Santo? La parola spirito in ebraico significa soffio, vento. Quindi è qualcosa di fisico, qualcosa di tangibile. Lo Spirito Santo è appunto la stessa azione di Dio. Di quest’ultimo sappiamo che le vie sono infinite, che nulla gli è impossibile.  Perciò lo Spirito Santo non è qualcosa di separato dalla vita di tutti i giorni e quindi non dovrebbe disdegnare le vie quotidiane ed ordinarie d’agire, quelle che usiamo tutti noi. Perciò tutte le donne, o quasi, sono incinta per opera sua se ci pensiamo. Perché protendere per una via a tutti i costi miracolistica e soprannaturale? Non è forse la vita stessa e il suo perpetuarsi un miracolo sufficiente?

Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Giuseppe insomma non applica la legge prevista in questi casi, quindi non espone alla diffamazione con il ripudio legale la sua promessa sposa. Ma chi ha reso incinta Maria? Dio risponderanno i cattolici ed hanno ragione, nella stessa misura in cui tutte le nostre madri sono rese incinte da Dio perché tutti siamo figli di Dio. Noi siamo figli indiretti si potrebbe ribadire mentre Gesù è il figlio diretto di Dio, perché attraverso di lui si compisse l’opera della salvezza la quale prevede che Dio stesso si faccia uomo. Quindi Gesù è Dio stesso e non può quindi essere figlio di un uomo. Ora il punto è: se non può essere figlio di un uomo come fa Dio a farsi uomo? Oppure ha solo preso le apparenze di un uomo? Ma su questo la chiesa cattolica non ha dubbi: Gesù fu vero uomo.  D’altronde spesso nel Nuovo Testamento compare l’espressione “il figlio dell’uomo” a proposito di Gesù. Quindi non credo che sia contraria alla fede in Dio il ritenere che Maria fosse incinta di un altro uomo. So che qui scateno le ire di chi difende il dogma dell’Immacolata concezione. Però invito tutti a riflettere su quello che succede ad Agar, schiava di Abramo e di sua moglie Sarai di cui si narra nel sedicesimo capitolo della Genesi. Lei non poteva dargli dei figli perciò lo invita ad unirsi con la schiava. Dal parto di Agar, i discendenti di Ismaele, verranno fuori gli arabi del deserto. Ora è vero che dopo Sarai diede alla luce Isacco, dal quale nacque la stirpe davidica che porterà fino a Gesù, però in un primo momento questa schiava fu ripudiata. Tanto che l’angelo del Signore la richiama indietro dicendole

Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine.

Ora se la discendenza di Agar deriva da una unione carnale con Abramo perché Gesù dovrebbe essere esente da essa? Perché non pensare che Maria abbia vissuto una sorte simile a quella della schiava? Impossibile perché Maria era vergine si dirà, citando Isaia 7,14:

Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele.

Ora però la traduzione greca, dalla quale derivano la gran parte dei testi biblici che conosciamo, traduce con “la vergine” il termine ebraico ‘almah che designa sia una giovane sia una donna appena sposata. Invece il termine ebraico per “vergine” è bethulah. La questione è origine di una controversia. C’è chi ha confrontato la versione della Bibbia della C.E.I. con quella della Società Biblica di Givevra e ha rilevato che spesso nella prima si prende a pretesto la tradizione quando un qualche termine si discosta dalle dottrine cattolico-romane.  La Bibbia di Gerusalemme, che ho consultato io e dalla quale ho preso le citazioni che leggete su, su questo punto dice che siccome la Septuaginta (la versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione vuole tradotta direttamente dall’ebraico da settanta saggi ad Alessandria d’Egitto) propende per la verginità allora la traduzione consacrata nei vangeli è quella che parla di verginità di maria. Che è come dire: siccome questo errore ci è comodo lo perpetuiamo. Ma è un grande peccato perché invece di portarci sulla strada della sacralità del grembo di Maria ce ne distoglie. Perché è probabile che quel concepimento fosse avvenuto per una violenza, per esempio, magari ad opera dei soldati romani. So che qui invento, che non ci sono testi che avvalorano un evento simile ma Matteo ci narra il Natale dal punto di vista di Giuseppe che si trova questa donna in uno stato tale in cui avrebbe dovuto metterla alla gogna, magari senza che lei ne avesse colpa. Ed è qui lo scarto che restituisce il senso di un intervento divino: divino è quell’amore di Maria che porta avanti la sua gravidanza e non la nasconde al promesso sposo e divino è l’amore di quest’ultimo che accetta e ama un figlio non suo. Insistere, invece, sull’immacolata concezione lo trovo un facile rifugio per i pigri della fede, per coloro che non si vogliono sforzare di leggere i segni di Dio nella storia e che hanno bisogno di magie e miracoli.

Un Dio fattosi bambino lo trovo il più grande atto di profezia fatta da Dio. E’ la Parola stessa, il Verbo che si fa carne, come dice il prologo del Vangelo di Giovanni. Per fare questo è necessario passare da quello stretto passaggio che sono le parti basse dell’uomo, la sua pancia e ciò che vi sta ancora più sotto perché è proprio il bacino il centro di quella meraviglia dell’universo che è il corpo umano. Perciò non vi è nulla di più mistico del fare l’amore. Non c’è bisogno di rendersi eunuchi per entrare nel regno dei cieli. Gesù Bambino sia ancora una volta il simbolo di coloro che, credenti o no, sono alla ricerca dei segni di un Dio fattosi quotidiano ed ordinario.

Maria diventa allora l’Alma madre in virtù del suo amore, un amore che Dio riversa su di lei come riversa su tutte le madri del mondo. La sua anima è grande in virtù della sua gioventù, non della sua verginità.

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