La lettura e l’acqua fresca

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

Some kid reading a book.
Some kid reading a book. Di Brendan Murphy.

La lettura di cose scritte da persone morte è una cosa morta anch'essa, è come bere la feccia della loro saggezza. Molto meglio parlare con persone sagge viventi: ci si abbevera alla fonte diretta. Meglio conversare con loro. Ma allora dobbiamo abbandonare la lettura? No se riusciamo a conversare con gli autori dei testi. Ma com'è possibile se sono morti? Ci hanno lasciato qualcosa di scritto e se facciamo loro delle domande le loro parole, comunque fissate, ci risponderanno ogni volta in maniera diversa. Le nostre domande non resteranno senza risposta. Ciascuna risposta, poi, formulerà nuove domande, così l'acqua continuerà a fluire e resterà sempre fresca.

Quel che è dunque importante, nella lettura, è fare delle domande al testo, evitare di leggere in modo passivo o perché si deve. O, meglio, fare delle domande a chi ha scritto quel testo, anche se egli non è più in vita. Perché magari l'autore ha risposto alle nostre domande, se l'è già poste anche lui. In fondo, infatti, le domande più importanti delle persone, con il passare dei secoli, non cambiano. E se l'autore non ci ha risposto in un testo cerchiamolo in altri testi della stessa mano. Se neanche essa ci risponde cerchiamo presso altre mani che hanno vergato altre pagine. Se neanche così troviamo risposte avremo comunque imparato a fare domande e cercare risposte. Magari un giorno scriveremo noi, per altri, le risposte che cercavamo.

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Un pensiero su “La lettura e l’acqua fresca

  1. Mr.Loto

    Ottima osservazione; è una cosa che, effettivamente, mi capita spesso di pensare quando leggo degli autori dall'intelligenza particolarmente vivace come Sant'Agostino, ad esempio.
    Un saluto.

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