Il Ritorno di Giuseppe

Mille anni al mondo, mille ancora
Mille anni al mondo, mille ancora (Photo credit: ho visto nina volare)

La maga oritano-milanese della musica oggi mi ha mandato questa canzone di De André. Mai canzone può essere più emozionante oggi per me sia perché sono molto legato a quel Giuseppe evangelico, sempre che sia esistito, sia perché di ritorni ne sto vivendo tanti in questo periodo come i miei ritorni a Bologna, Roma e Milano di questi giorni e altri ritorni ancora di cui magari parlerò presto nel blog nei prossimi giorni. Parto per qualche giorno a presto. Eccovi il video e il testo della canzone  con la voce del grande De André.

Stelle, già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose
nell'insegnarti la notte.

Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno,
scandisce la distanza
lungo il morire del giorno.

Ai tuoi occhi, il deserto,
una distesa di segatura,
minuscoli frammenti
della fatica della natura.

Gli uomini della sabbia
hanno profili da assassini,
rinchiusi nei silenzi
d'una prigione senza confini.

Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d'una bambola magra,
intagliata del legno.

"La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi."

E lei volò fra le tue braccia
come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso,
una volta ignorato,
la tenerezza d'un sorriso,
un affetto quasi implorato.

E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
d'una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre.

E a te, che cercavi il motivo
d'un inganno inespresso dal volto,
lei propose l'inquieto ricordo
fra i resti d'un sogno raccolto.

 

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