La terza allegra tappa del viaggio nella morte

Teschio dell'Amleto sul cadavere di Cliff, in Più leggero di un suspir
Teschio dell'Amleto sul cadavere di Cliff, in Più leggero di un suspir.

Si chiude martedì 19 luglio la trilogia dei viaggi attorno alla morte iniziata con il Macbeth, proseguita con il Moby Dick e che si conclude con lo spettacolo comico Più leggero di un suspir. A partire dalla fine dell'inverno fino ad ora ho avuto la possibilità di lavorare come attore in due spettacoli e come assistente alla regia in un terzo lavoro ancora in fieri come il Moby Dick. Tutti e tre con la regia di Enzo Toma il quale non ha fatto mistero di dire che per lui questi tre spettacoli sono un viaggio nell'Ade. Con il Macbeth, che ha debuttato il 29 aprile a Torre Santa Susanna, questo viaggio è iniziato a partire dall'insostenibilità del peso del potere di cui  Macbeth stesso è testimone fisico e che non si può concludere che nella morte prima della lady e poi di lui. Nel Moby Dick, che debutterà al Festival Castel dei mondi di Castel del Monte il 3 settembre 2011, è Achab che alla prigionia in cui è costretto dal capodoglio preferisce quella libertà che può voler dire la sua fine. Più leggero di un suspir, poi, si apre con il funerale di uno degli attori della compagnia che a quel punto danno vita a un alternarsi di personaggi e di morti all'interno delle opere di William Shakespeare:  La Tempesta, Antonio e Cleopatra, Otello, Riccardo III, Sogno di una notte di mezza estate, Romeo e Giulietta, Amleto. Gli attori, però, come i clown, si ostinano a non morire, a fare della loro morte un pretesto per rimanere in scena il più possibile. Si tratta, quindi, di una tragedia “perché tutti muoiono, e pure piena di lacrime”, ma si tratta però delle lacrime “più allegre che mai occhio umano poté versare”.

Giuseppe Vitale
Questo sono io nei panni di Trinculo.
Essi danno vita allo spettacolo teatrale dal titolo scritto da Francesco Niccolini per la regia di Enzo Toma in scena martedì 19 Aprile 2011 alle ore 21 e 30 presso l’ex-Fadda sulla via per Brindisi a San Vito dei Normanni. Gli attori sono Francesco Ocelli, Yuma Longo, Tina Di Santo, Gionata Atzori, oltre a me. C'è anche l'amichevole partecipazione come capocomico di Cesare Pasimeni. L’ingresso è gratuito. Lo spettacolo è il saggio conclusivo del corso di teatro tenuto da Enzo Toma e Francesco D'Agnano durante la stagione 2010-2011 presso il teatro Melacca di San Vito all’interno del progetto Teatri Abitati del Teatro Pubblico Pugliese.  Per informazioni si può contattare Yuma Longo via email all’indirizzo yumalongo@yahoo.it oppure via telefono al numero 349 3336102.
Zulietta
Zulietta (Yuma Longo) e il grazioso serpente del Nilo.

E' uno spettacolo di "sangue, parole e amore, nell'ordine che volete" come dice il capocomico prima della scena madre di Chiappa-Giulietta e Trinculo-Romeo.  E' la ragione stessa per cui gli attori mettono in scena ciò che di più importante possono giocarsi: le loro morti. E a questo credono in profondità, danno il meglio della loro cialtronesca arte. Non si avvedono di essere dei servi, degli zanni, che vogliono recitare le parti dei giovani, con tutto il corredo di rozzezza che diventa a tratti poetica in questo sforzo e alla fine anche complice con il pubblico. Più leggero di un suspir è allora uno spettacolo leggero, un niente, uno zero, qualcosa che rischia di volar via al primo soffio di vento martedì sera. Perché andarlo a vedere allora? Perché per fortuna resta ben ancorato al baule su cui è disteso il cadavere del sig. Cliff che con tutta la sua pesantezza non ci fa compiere il folle volo dell'Ulisse di Dante il quale non ebbe freni. Noi il freno ce l'abbiamo ed è la paziente e visionaria regia di Enzo Toma. Perché un attore anela alla libertà, forse il suo destino è di non arrivarci mai o forse la trova nelle tensioni del suo corpo, nella sua distensione, nelle sue lacerazioni sempre vere ma sempre controllate perché domani "a grande richiesta" si replica e bisogna restare in forma per farlo.

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