La taranta della verità

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Campagna.sanvito (Photo credit: Wikipedia)

Non c'è solo la pizzica ballerina e canterina. Esistono altre forme e tra queste la pizzica "triste e muta" che, a dispetto del suo nome, è un vero e proprio carnevale che si esprime con il teatro attraverso cunti e culacchi. Il mio spettacolo Mistero Salentino ne ha recuperati alcuni e di tanto in tanto li propongo al pubblico. Prossimo appuntamento il 13 agosto a San Vito dei Normanni.

Il morso della taranta a volte non riusciva ad essere curato attraverso le ispezioni musicali dei vari musicanti che venivano chiamati a casa dei pizzicati. A volte accadeva che la musica non fosse di alcun aiuto e addirittura i suonatori venissero invitati ad andarsene. E’ il caso, ad esempio, di Filomena, così come ce lo riferisce Ernesto De Martino in La terra del rimorso (Il Saggiatore), che “non era stata morsa da una taranta ‘ballerina’ o ‘canterina’ o ‘libertina’ e perciò non ballava, non si sentiva stimolata da canti gai, non si abbandonava a mimiche lascive: si trattava solo di una taranta ‘triste e muta’, che disdegnava il ritmo della tarantella e che induceva nella sua vittima una disposizione d’animo melanconica, al più esprimibile con una lamentazione funebre”.  Questo genere di tarantati non traevano alcun beneficio dalle tammorre e dagli altri strumenti musicali, non riuscivano a trovare il ritmo giusto e non si sentivano stimolati dai colori. De Martino dedica il terzo capitolo della sua ricerca ai casi di “simbolo non operante”. C’erano casi di tarantati che erano fuori tempo rispetto al ritmo della taranta, che gettavano via i nastri e gli stracci colorati, che gettavano via con stizza le immagini dei santi Pietro e Paolo. E’ il caso, ad esempio, di Michele, pescatore di diciotto anni di Nardò. Si trattava per lo più di casi maschili. Bisogna ricordare, tra l’altro, che il tarantismo non fu un fenomeno che riguardava solo le donne, visti i numerosi casi di tarantati maschi.

Il cattolicesimo ha cercato di incanalare questo fenomeno pagano come è accaduto in tanti altri casi. De Martino stesso assiste il 28 e il 29 giugno del 1959 a ciò che avviene nella cappella di San Paolo a Galatina con alcuni tarantati che si volle curare senza esorcismo musicale, coreutico, cromatico. Quel che l’equipe di ricercatori vede viene descritto in termini di “caleidoscopio in frantumi”: “inerti abbandoni al suolo, agitazioni psicomotorie incontrollate, atteggiamenti di depressione ansiosa, scatti di furore aggressivo, e ancora archi isterici, lenti spostamenti strisciando sul dorso” ecc. In simili occasioni alcuni tarantati agitavano i pugni contro il portone, contro le immagini sacre, salivano sui tabernacoli e si lasciavano andare ad atti di isteria. Altri pizzicati ancora davano vita a delle vere e proprie rappresentazioni sceniche. Siamo quindi nel carnevale delle società di anciéne regime, il carnevale del mondo alla rovescia. E’ in un contesto come questo che nascono i culacchi: “racconti satirici salentini, a volte di spirito anticlericale, che hanno origine nella notte dei tempi, e che ricordano tanti gli episodi dell’Aretino, del Rabelais o del Bandello” (quinta di copertina di Lu nanni orcu, raccolta curata da Alfredo Romano per Besa).

Cunti e culacchi dello spettacolo Mistero salentino, storie di santi, di matti e di gatti sono dunque espressione della pizzica “triste e muta”, segno di una taranta diversa, che trova solo nella narrazione orale la sua cura, la sua via di sfogo, quella verità che Marianna di Anguillara Sabazia, la nonna di Ascanio Celestini, o Mimina di Ceglie Messapica, mia nonna, o le altre nonne del salento conoscevano bene e raccontavano ad altre donne e ragazzini. Significativo che io tenga questo spettacolo a San Vito dei Normanni che è uno dei paesi dove si è affermata la tradizione dei barbieri violinisti e di tutto quel filone che viene chiamato "pizzica de core" nella quale è preponderante la parte musicale con gli strumenti a corda.  Nel feudo, dunque, di gruppi come quelli de La Taricata, che porta avanti questa tradizione musicale, mi permetto di portare una pizzica che non è né ballerina né canterina, ma satirica, carnascialesca, parlantina.

L'appuntamento con lo spettacolo Mistero Salentino, storie di santi, di matti e di gatti è per le ore 21 del 13 agosto 2011 in Largo Monsignor Passante (anche noto come piazzetta dell'Arciprete) a San Vito dei Normanni (Brindisi) in occasione della terza edizione di Rezzica, la festa della rezza e della pizzica. Lo spettacolo sarà intervallato dalle danze del gruppo Danzare d'Amore.

Per questo evento è disponibile il comunicato stampa.

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