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Due brani di pizzica “triste e muta”

Giuseppe Vitale
Giuseppe Vitale in Mistero Salentino.

Questa sera si terrà il concertone finale della Notte della taranta a Melpignano (Lecce). Questo evento è ormai un grande festival di musica popolare nato quindici anni fa. Quest'anno maestro concertatore è Ludovico Einaudi e sono attesi nella cittadina cento mila presenze. La pizzica è oramai nota in tutto il mondo non solo come fenomeno antropologico ma anche dal punto di vista musicale fin da quando nella notte dei tempi i musicanti andavano di casa in casa presso i tarantati per liberarli con le loro note dal morso della taranta. Tuttavia non tutti riuscivano ad essere curati in questo modo perché ci sono diversi casi di donne e uomini, soprattutto, che non trovavano il passo o il ritmo e che non traevano giovamento né dal punto di vista musicale né da quello visuale: rifiutavano i colori e le immaginette dei santi Pietro e Paolo. Si tratta della pizzica "triste e muta" e ne parla Ernesto De Martino nel suo noto studio. Se vuoi saperne di più puoi leggere un mio articolo dal titolo: La taranta della verità. Questa forma di pizzica era piuttosto malinconica e dava vita a un periodo di depressione più o meno lungo. Ed è attorno a questa malinconia, attorno ad un diverso tipo di musicalità che vi propongo due brani che a volte uso nel mio spettacolo Mistero Salentino: una filastrocca e una poesia in dialetto sul maltempo con l'augurio che agli abitanti di New York sia risparmiato il peggio dall'uragano Irene in arrivo. Buon ascolto. Cliccate sul player per ascoltarli.

Le pettole, filastrocca cegliese

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Malitiempu, poesia in dialetto brindisino

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