Ryanair tra sciopero e truffe

aereo ryanair

Ryanair. Foto di Mikel Ortega.

Bisogna intervenire a livello di Unione europea per assicurare che il diritto di sciopero sia eliminato nei servizi aeroportuali essenziali, in modo che le proteste egoistiche di questi sindacati non possano più disturbare i programmi di viaggio dei passeggeri europei.

Parola di Stephen McNamara portavoce di Ryanair in diretta polemica con lo sciopero di ieri 6 settembre 2011 che cito da un articolo su Fareitalia. La cronologia dei fatti e le reazioni potete leggerle in un articolo del Corriere. Questo webmagazine dell’associazione Fareitalia sostiene che lo sciopero dei dipendenti di questa compagnia aerea è illegittimo e più in generale che lo sciopero politico sia illegale.

È inaccettabile, infatti, che al momento in cui una legge finanziaria preveda il raggiungimento di un certo rapporto deficit/PIL entro un dato anno, un sindacato possa intervenire con scioperi generali contrattualmente ingiustificati e non diretti alla tutela di un diritto costituzionale, ma completamente ed esclusivamente motivati con rivendicazioni politiche, mirando a far fallire il raggiungimento di quell’obbiettivo.

Queste le loro conclusioni. Che ne pensate cari lettori? Dobbiamo raggiungere il rapporto deficit/PIL. Quindi sospendiamo i diritti dei lavoratori, le loro prerogative, mettiamo da parte la loro dignità, disponiamo di loro come meglio crediamo. Giacché ci siamo vietiamo gli scioperi e pure i sindacati. Poi magari aboliamo i partiti e le rappresentanze politiche. Vi ricorda qualcosa vero?

Non capisco le lamentele di questa compagnia aerea visto che i loro passeggeri sono in aumento. Ryanair però parla di servizi aeroportuali essenziali. Vorrei ricordare a questa compagnia aerea che pur non essendo io un esperto di diritto sono a conoscenza del fatto che almeno in Italia, dove si è svolto lo sciopero, i servizi pubblici essenziali sono garantiti con la legge numero  146/1990, successivamente modificata dalla legge 83/2000. Se poi ci siano state violazioni o meno a questa legge è un altro paio di maniche.

L’occasione è per me buona per fare qualche riflessione su questa compagnia aerea che trova i suoi estimatori e i suoi critici. Tra i primi c’è Gabriele Massari che lancia un grido: “Italiani non viaggiate con Ryanair, non ne siete in grado!”. E scrive:

Italiani, non potete viaggiare con Ryanair… proprio non é nel vostro DNA. Non ne siete in grado. Evitate. Prendete Alitalia o qualsiasi altra compagnia. Spenderete il quintuplo, ma voi ci risparmierete in salute ed il resto dei passeggeri risparmierà in tempo.

Ryanair non sarebbe quindi adatta al malcostume degli italiani in fatto di viaggi in aereo.  Non nego che siamo famosi nel mondo per furberie, lamentele inopportune ed esagerate, pretese assurde. Ma da che mondo è mondo è l’azienda che deve sapersi adeguare al cliente e abituarlo a ciò a cui non è abituato. Altrimenti dobbiamo prendere milioni di viaggiatori e cambiar loro testa e abitudini di botto. E la Ryanair, da questo punto di vista, lascia a desiderare: impone regole e comportamenti che lasciano spaesati i nuovi clienti ed è insistente in modo non poco fastidioso con i prodotti che vende a bordo. In proposito potete leggere il diario di un mio volo con questa compagnia. Se poi volete proprio divertire provate a fare qualche ricerca sulle truffe di questa compagnia. Tra le tante, ne ricordo tre:

  1. cancellazione dei voli;
  2. le procedure di prenotazione;
  3. voli al completo.

E a voi quali disavventure sono capitate? Raccontatemelo pure nei commenti.

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Una risposta a Ryanair tra sciopero e truffe

  1. Io vorrei capire, dal mio post, dove si evince che io sarei un estimatore di Ryanair.
    Non l’ho mai scritto.

    Sono una persona che però si sente offeso dall’inciviltà dei suoi connazionali. Questo si.
    Ryanair era un pretesto per prendere questo discorso. Ma tra le abitudini italiane c’è quella di puntare il dito sempre da un’altra parte, possibilmente la più vicina.

    Ma se scrivessi un post riguardo la maleducazione degli italiani alla guida nell’ora di punta, questo non vorrebbe certo dire che sono un estimatore del traffico.
    O forse si?

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