Marcoule ovvero l’incidente possibile

incidente Marcoule
Una delle prima immagini dopo l'incidente di Marcoule. Il Secolo XIX.

È una nuova dimostrazione che un incidente è purtroppo possibile.

E' il commento di Corinne Lepage, vecchio ministro per l’Ambiente francese sull'incidente avvenuto oggi, 12 settembre 2011 alle ore 11 e 45 locali, presso il sito nucleare di Marcoule, in Francia. Come apprendiamo dal sito dell'Ansa c'è stata l'esplosione di un forno che

ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro. Per il momento "non c'è stata fuga radioattiva all'esterno", fa sapere il Commissariato dell'energia atomica (CEA). I pompieri hanno comunque eretto un perimetro di sicurezza intorno alla centrale, a causa del rischio di fughe.

Il commento di Lepage mi sembra il più appropriato per guardare con lucidità a questo che è solo uno dei tanti incidenti verificatisi presso le centrali nucleari sparse per il mondo. A parte quello che è avvenuto con Fukushima e con Chernobyl, anche se nel primo caso c'è stato un forte terremoto, si verificano spesso piccoli incidenti, per così dire, in questo tipo di centrali di produzione di energia. Per fortuna questa volta si tratta di scorie  bassa intensità e i pericoli sono molto limitati, come ha dichiarato Francesco Trojani, tecnico dell'Enea.

Marcoule è una centrale che stanno disinstallando e che ha una lunga storia nucleare. Dal 1952 ad oggi sono tantissimi gli incidenti che hanno riguardato strutture di questo tipo. Ora la domanda è: quale sarà il prossimo? In quale centrale nucleare si verificherà il prossimo disastro? In Europa ci sono diversi reattori a rischio. E in diverse centrali del mondo la tragedia è stata più volte sfiorata.

A quest'ora, le 18 e 40, l'allarme sembra cessato in Liguria, la regione italiana più vicina alla centrale. Ma non bisogna aspettare il prossimo incidente. Bene fa Legambiente a chiedere lo stop al nucleare in Europa. Non possiamo continuare a correre questo tipo di rischi, quand'anche fossero installate centrali di nuova generazione perché anche in quel caso i pericoli non cesserebbero del tutto. Non è saggio proseguire su questa strada.

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