L’apertura e la resistenza di Francesco D’Assisi

Oggi abbiamo un piu' acuto bisogno dell'orientamento della luce e di quella lampada (riferimento all'olio offerto dal Molise per la lampada votiva) e della parola di Francesco a fronte dell'inaudita ipertrofia del legislativo e dell'economico che, nutrendo l'arrogante pretesa di piegare tutto alle loro leggi, proprio cosi' tradiscono la sostanziale perdita di ogni legittimità.

Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quatt...
Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco. Basilica inferiore di San Francesco (Assisi - Italy) (Photo credit: Wikipedia)

Sta a vedere che se Francesco D'Assisi, che si festeggia ogni 4 ottobre, oggi fosse vivo si scaglierebbe assieme a Berlusconi contro "l'ipertrofia del legislativo" come la chiama Raffaele Fitto. Com'è bello tirare per il saio, come meglio si vuole, il santo patrono d'Italia. Francesco vicino al potere dei potenti dunque. Nulla di più falso. D'altronde non è la prima volta che si dipinge il poverello a proprio piacimento. La sua figura è stata edulcorata a partire dagli affreschi di Giotto ed oggi viene adoperata a seconda di dove tira il vento. Bastano due risposte di altrettante interviste allo storico medievista Jacques Le Goff per rendersene conto. Il primo estratto è tratto dall'intervista che gli è stata fatta da 30 giorni.

Come si pone Francesco di fronte a questi profondi cambiamenti del suo tempo?
LE GOFF: San Francesco è l’esempio sorprendente di un uomo aperto verso la nuova società, con tutti i suoi mali e le sue contraddizioni. Egli è un uomo che osserva con simpatia, con amore, senza livore gli uomini del suo tempo, pieni allo stesso tempo di peccati e di bellezza creaturale. È inevitabilmente un apostolo della nuova società. Ma, nel medesimo momento, predica pure, per dir così, la “resistenza” nei confronti di chi auspica una cattiva evoluzione delle cose, e in particolare nei riguardi di chi desidera e lavora per una vittoria del “regno del denaro”. Mi sembra che in Francesco coesistano prodigiosamente due atteggiamenti che normalmente è impossibile far convivere: l’apertura e la “resistenza”.

La seconda risposta è stata data al Corriere della sera.

Lei dipinge Francesco quasi come un rivoluzionario.
"Cosa molto piu' vicina al vero Francesco di quanto non lo sia la sua predica agli uccelli, a proposito della quale ho cercato di dimostrare che non rappresentava proprio il momento idilliaco che si dice. Nauseato dalla curia, si rivolge agli uccelli dell' apocalisse e dice loro di attaccarla con i loro becchi. Siamo molto lontani dalla visione edulcorata, presentata in particolare da Giotto che ha dipinto un Francesco pronto a soddisfare la borghesia fiorentina, quindi tutto tranne che un rivoluzionario. Ora, Francesco detesta tutti coloro che detengono il potere temporale, in particolare i prelati, tanto piu' che in praelatum c' e' il prefisso prae, "al di sopra di, davanti a", prefisso di dominio.

Se fosse vivo oggi Francesco sarebbe come Gandhi, come Marthin Luther King, come Aldo Capitini, ecc. Ma ancor di più sarebbe come quell'esseno maestro di giustizia (che taluni chiamano Gesù Cristo) la cui edulcorazione è partita addirittura all'epoca della scrittura dei Vangeli.

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