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I muri e il cambiamento

Berlin 1989, Fall der Mauer, Chute du mur
Berlin 1989, Fall der Mauer, Chute du mur. Credit: Raphaël Thiémard.

Continuo a parlare di cambiamento a seguito di alcuni articoli che ho letto sul Falling Walls, conferenza che si tiene ogni anno a Berlino. In questo mio post cerco di spiegare come riuscire a ottenere quei cambiamenti personali che ci sembrano spesso difficili.

Quali muri devono ancora cadere? A Berlino durante l'edizione 2011 del Falling Walls scienziati ed esperti di diverse discipline ne hanno descritti alcuni come il muro della guerra, il muro che limita l'evoluzione, il muro dell'inizio del tempo ed altri.  Una sintesi di tutti gli interventi la si può trovare in un articolo di Luca De Biase.  Tra di essi Elke U. Weber ha parlato del muro della resistenza al cambiamento.  Se ci sono muri da abbattere, da una parte, dall'altra le persone non amano il cambiamento, in genere: perché preferiscono lo status quo. Questo in estrema sintesi l'intervento della professoressa colombiana. Hanno addirittura paura di cambiare. Noi tutti sappiamo, ad esempio, che dobbiamo cambiare la nostra alimentazione, che dobbiamo fare esercizio fisico, che dobbiamo cambiare alcune nostre abitudini ma non lo facciamo. Un mio prozio, per fare un altro esempio, è morto per un cancro ai polmoni molto probabilmente causato dalle tante sigarette che fumava. Eppure fino all'ultima ora non ha mai smesso un istante di fumare.  Tra il cambiare e il non cambiare scegliamo quasi sempre quest'ultima opzione. Bisognerebbe, invece, invertire la scelta. Soprattutto a livello personale, che è più difficile. A livello politico, infatti, quando arriva l'ora del cambiamento persino l'invincibile Berlusconi può essere costretto alle dimissioni.

Per capire come sia possibile cambiare bisogna, secondo me, tornare davanti al muro, al problema, all'ostacolo, che sono la stessa cosa. Quali le opzioni di fronte ad esso? Vediamole.

  1. Possiamo scavalcarlo se siamo abbastanza atletici e troviamo degli appigli. E' quel che facevo io da ragazzino insieme ad altri adolescenti quando volevamo andare a giocare gratis a pallone in un campetto di un istituto tutto recintato: uno dei muri aveva qualche tufo mancante che ci permetteva di arrampicarci.
  2. Possiamo saltarlo se è abbastanza basso o, perché no, imitare chi salta con l'asta e proiettarci così al di là di esso. Da piccolo mi divertivo spesso a saltare i muretti a secco disseminati dappertutto in Puglia.
  3. Possiamo salire e scendere usando una scala: è quel che fa mio padre quando deve recuperare Puffetta, la nostra gatta, che si inoltra negli adiacenti orti di casa nostra.
  4. Possiamo abbatterlo se abbiamo una ruspa, o della dinamite o una picozza. E' quel che Dudù e gli altri fanno per accedere al tesoro di san Gennaro in Operazione San Gennaro.
  5. Possiamo aprirci un varco in esso: è la strategia de La banda del buco.
  6. Possiamo scavare un tunnel sotto di esso. E' ciò che fu fatto con il tunnel della libertà sotto il Muro di Berlino.
  7. Possiamo sorvolarlo con un aliante o altro veicolo volante.
  8. Possiamo aggrapparci a un albero accanto ad esso e scendere dall'altra parte.
  9. Possiamo pregare davanti a un muro e aspettare la ricostruzione del tempio come fanno gli ebrei con il muro del pianto.
  10. Possiamo fare in modo che non noi ma l'oggetto delle nostre ricerche scavalchi il muro per cercarci: un po' come fanno animali e cacciatori quando emettono richiami per le loro prede.
  11. Se è un muro in un locale ed è un muro portante e non possiamo aprirci finestre né abbatterlo possiamo farci dipingere su un trompe l'oeil. Il muro resta ma attraverso un trucco, un'illusione ottica non si vede più. Altre volte magari certi muri diroccati, in parte franati, adiacenti ad altre abitazioni è meglio lasciarli dove sono, magari puntellarli per evitare che crolli qualche abitazione adiacente come è successo a Barletta con il crollo della palazzina di via Roma.
  12. Se ci inseguono e capitiamo in un vicolo cieco possiamo ingannare i nostri inseguitori nascondendoci oppure correre verso di essi per disorientarli e scappare proprio dalla parte da cui provengono: l'ho sperimentato io quando da bambino un pastore tedesco mi inseguì.
  13. Un muro che appare solido potrebbe essere di carton gesso o addirittura di cartone, possiamo sfondarlo con facilità.
  14. Potrebbe essere proprio il muro ciò che ci occorre per fermarci nella nostra corsa senza limiti, quel limite che ci occorre. E' su un limite che Leopardi concepisce quel capolavoro che è L'Infinito.
  15. Potremmo anche mimetizzarci su un muro, come i camaleonti.

Alcune di queste soluzioni possono sembrare fantasiose ma proprio la fantasia ci permette di guardare alle situazioni da più punti di vista e trovare una soluzione che all'apparenza non appare subito. Dobbiamo essere capaci di trovare più opzioni possibili, ce lo raccomanda anche Seth Godin. Se un muro non possiamo superarlo in nessun modo forse allora non è un muro, è qualcos'altro, è un limite invalicabile. Chi impara a porre i problemi in modo giusto riduce i muri a muretti più piccoli, lo riduce ad una scalinata.  E' quel che ci insegna il problem setting.

La difficoltà vera non sta nel superare o abbattere un muro ma nell'osservarlo e nel dotarsi degli strumenti giusti per farlo. Allora per rispondere alla domanda sul perché non riusciamo a cambiare noi stessi o la nostra vita possiamo rispondere: non lo facciamo perché non rimuoviamo o non superiamo gli ostacoli al cambiamento. Questo accade perché non li vediamo o non vogliamo vederli. Questa cecità dipende dal fatto che non mettiamo a fuoco ciò che sta davanti a noi. In altre parole non abbiamo imparato a definire i problemi. Ci ostiniamo a sbattere la testa contro il muro o a restare rassegnati al di qua di esso e ci sentiamo stanchi e oppressi. Oppure facciamo come Achab: cerchiamo di abbatterlo quel muro che ci opprime.  Tutto cambia, infatti, quando diciamo: hey, c'è un modo per abbattere o superare o ridurre questo muro. Tutto quello che occorre è considerare e provare tutte le opzioni, anche quelle più folli. Achab docet.

Sul tema del cambiamento puoi leggere:

Sul tema dello status quo puoi, invece, leggere:

E tu quali resistenze incontri nei tuoi cambiamenti? Ti va di parlarne nei commenti?

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1 thought on “I muri e il cambiamento

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