Il primo movimento della Kater tra i due mari

Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012
Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012.

Chi si ricorda del naufragio della Kater i Rades, perché è importante parlarne e che cosa si sta facendo per far conoscere la vicenda ad essa legata.

Ieri mattina, 19 marzo 2012, mi è capitato di parlare con un gruppo di amici e conoscenti sulla stazione ferroviaria di Brindisi del naufragio della Kater i Rades, la motovedetta albanese speronata al largo di Brindisi il 28 marzo del 1997 dalla corvetta Sibilla della Marina Militare italiana. Queste persone, pendolari che lavorano a Brindisi ricordano molti particolari dell'evento, tra cui il fatto che circa 120 albanesi, profughi, stavano tentando di raggiungere Brindisi per scappare da una situazione di guerra. Ricordano anche che morirono soprattutto donne e bambini, visto che si trovavano nella stiva al momento dell'affondamento. Questo mi ha rinfrancato e mi ha fatto capire che al lavoro a cui sto collaborando da gennaio, il workshop di drammaturgia e narrazione,  ha una ragion d'essere anche nella memoria che i brindisini e i pugliesi tutti hanno nella storia dell'immigrazione albanese in Italia. Perciò ho ragione di ritenere che l'evento che stiamo preparando insieme agli amici del laboratorio per il prossimo 28 marzo abbia un suo posto non solo nella commemorazione di quella tragedia ma anche nel racconto di un futuro migliore per i due paesi che si affacciano sul canale d'Otranto.

Porto di Brindisi
Porto di Brindisi, in prossimità del luogo dove ogni anno si tiene la commemorazione delle vittime del naufragio.

Sempre ieri ho fatto una passeggiata lungo il porto di Brindisi fermandomi vicino la capitaneria di porto, laddove ogni anno si tiene la commemorazione delle vittime del naufragio. Al mattino presto era un po' freddo e ho provato ad immaginare quanto freddo abbiano sentito le donne, i bambini, gli uomini che in tre minuti si sono trovati in acqua: questo è stato il lasso di tempo tra i due colpi della Sibilla alla Kater e l'affondamento, dopo che la motovedetta albanese si era ribaltata proprio per lo speronamento. Ho pensato ai figuranti della passione nelle nostre cittadine che al momento della crocefissione sono seminudi e ahimé spesso nelle sere di marzo spira un vento freddo...

Peschereccio in prossimità del castello aragonese di Taranto
Peschereccio in prossimità del castello aragonese di Taranto.

Il giorno prima, invece, ho avuto la possibilità di incontrare, a Taranto, il supertestimone dei due processi che ci sono stati in questa storia: il capitano di fregata Angelo Luca Fusco. E' stata una chiacchierata intensa, ghiotta di particolari nuovi ed inediti. Mi sento onorato per quanto mi ha raccontato con grande disponibilità ed umanità. Mi è stata utile anche per dare una direzione  al racconto proprio del suo punto di vista dell'intera faccenda che farò durante l'evento del 28 marzo prossimo. Ne ho approfittato per fare una passeggiata sul lungomare di Taranto vicino alla sede del Maridipart il dipartimento della marina militare, su corso due mari, presso cui Fusco il giorno del naufragio era titolare della guardia. Il compito suo e degli altri ufficiali e sottufficiali era di registrare le posizioni delle navi nel canale d'Otranto e di impartire gli ordini alla corvetta Sibilla che era alle dipendenze dell'ammiraglio Alfeo Battelli, presente anche lui nella sala operativa. Allora ho capito che questa vicenda della Kater i Rades la devi percorrere lungo due mari: non solo l'Adriatico ma anche lo Ionio. Non è un caso che sia Brindisi sia Taranto abbiano a loro volta come due mari: il seno di ponente e il seno di levante Brindisi; mar Piccolo e mar Grande Taranto. E' la nostra condizione di messapi, di terra tra le due acque secondo l'etimologia di messapia, ad essere interpellata, quali naufraghi sempre in balìa delle acque e delle imbarcazioni che le attraversano.

Il popolo del mare di Antonio Catalano.
Il popolo del mare di Antonio Catalano.

Siamo come il popolo del mare che lo attraversa ma che abita anche le due sponde. Siamo in un esodo perenne e i 24 corpi, le donne e i bambini soprattutto, vittime del naufragio della Kater sono le nostre stesse carcasse dei nostri corpi che, arroganti, hanno dimenticato la loro condizione amniotica primigenia. Allora l'appuntamento del 28 marzo a Brindisi magari ci riporta nel mare, nell'acqua. Ci vediamo alle ore ore 17:00 sul lungomare Regina Margherita, nei pressi della capitaneria di porto, per l'omaggio ai naufraghi del 28 marzo 1997 a cura dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi e delle Associazioni e Reti Antirazziste che hanno pubblicato un comunicato stampa. Alle ore 18 e 30, poi, con replica alle 20:30 presso la Casa del Turista, sempre sul Lungomare Regina Margherita Kater I Rades via crucis per un venerdì santo primo movimento di Francesco Niccolini con la regia di Fabrizio Pugliese: performance finale con il gruppo di lavoro del laboratorio di ricerca e scrittura. In scena: Giuseppe Vitale, Marianna Di Muro, Luana Pirelli, Cristina Belgioiso, Laura Giannoccaro, Emanuele De Matteis e Fabrizio Pugliese. Dietro le quinte: Antonella Zellino, Annamaria Mita, Emanuele Amoruso, Simonetta Dellomonaco, Paolo Mongelli, Daniele Guadalupi, Francesca Vetrano e Luigi D’Elia. Il giorno dopo 29 marzo, poi, a  San Vito dei Normanni alle ore 11:00 al Teatro Melacca la replica per i ragazzi delle Scuole Superiori.

Scarica e diffondi la locandina dell'evento, grazie. Solo per lo spettacolo i posti sono limitati e quindi è necessaria la prenotazione al 331 3477311.

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3 pensieri su “Il primo movimento della Kater tra i due mari

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