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La vita dei sikh in scena, tra controversie e riprese

Prove di Behzti
Uno scatto durante le prove di Behzti. In primo piano Marialuisa Longo (a sin.) e Lucia Zotti. In secondo piano Francesco Ocelli (seduto) e Monica Contini.

Vi racconto della mia partecipazione ad un reading particolare, di un testo che appartiene ad una piccola ma significativa comunità religiosa. Qualche particolare sul testo, su questa cultura e gli appuntamenti con la sua messa in scena.

In questi giorni sto partecipando al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti. autrice sikh londinese che ho conosciuto durante il workshop Short Latitudes a Giovinazzo (Bari). Grazie a questo testo ho quindi fatto una immersione all'interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell'Agro Pontino e nella pianura padana. Proprio in questi giorni i sikh italiani sono saliti sulla ribalta della cronaca per via della petizione che hanno promosso e consegnato al ministro Riccardi per chiedere la liberazione dei due maro' detenuti in India. E' significativo anche che andremo in scena mentre a Brescia, sabato 14, si festeggerà il “Baisakhi”, la Festa del Raccolto.

Come dice la nota del Teatro Pubblico Pugliese, organizzatore di Short Latitudes

Protagoniste sono Balbir e sua figlia Min, la quale passa la totalità del tempo a prendersi cura della madre malata, che non sta mai zitta. La storia inizia nel momento in cui le donne si stanno preparando per uscire di casa dopo moltissimo tempo e andare al tempio. Madre e figlia si avviano verso il tempio ma quando Balbir incontra i vecchi amici, un trauma, rimasto chiuso nel suo inconscio per tantissimi anni, affiora. Le piccole illusioni di Min e Balbir vengono frantumate e disperse in un mondo di aspirazioni disperate e pericolose sfide.

La prima volta che è stato rappresentato a Londra questo testo, nel 2004, è stato oggetto di una feroce controversia, perché conteneva scene di violenza e abuso che si dipanano all'interno del Gurdwara, l'edificio sacro sikh. L'autrice mi ha raccontato che dopo la prima, nel Dicembre di quell'anno, i sikh  bloccarono l'accesso al teatro per le repliche e che per sei mesi e stata costretta a vivere barricata in casa per paura di rappresaglie. La comunità riteneva infatti offensiva per la loro religione la piece. Lo spettacolo è stato riprogrammato nel 2010 dal British Theatre, dove si era tenuto la prima volta. Ma senza alcuna pubblicità, amareggiano ancora una volta l'autrice.

Eppure Gurpreet non voleva essere offensiva con quella che è la sua stessa religione. Voleva offrirne uno spaccato con una storia in parte autobiografica. A me piace molto perché mi ricorda due aspetti della mia vita: l'ipocrisia di certi ambienti parrocchiali e religiosi in genere; il clima familiare e in parte la storia della mia ex e di sua madre, per quanto riguarda la loro segregazione in casa e i loro rapporti con l'Islam, a cui appartengono.

Con la traduzione di Luca Scarlini e prodotto da Maccabè Teatro il reading di Behzti vede la regia di Enzo Toma degli attori che sono: Lucia Zotti, Marialuisa Longo, Giuseppe Vitale, Francesco Ocelli, Giancarlo Luce, Monica Contini, Ermelinda Nasuto. Il testo sarà messo in scena in modo integrale anche se in forma di lettura (sebbene gli attori non avranno il copione in mano o su un leggìo) cercando di farne emergere la cruda bellezza.

Gli appuntamenti:

  • giovedì 12 aprile ore 9.30 San Vito dei Normanni, Teatro Melacca
  • venerdì 13 aprile ore 10.30 Taranto, Teatro TaTÀ
  • venerdì 13 aprile ore 22.00 Torre Santa Susanna, Teatro Comunale
  • sabato 14 aprile ore 11.00  Taranto, Teatro TaTÀ
  • sabato 14 aprile ore 20.30  Taranto, Teatro TaTÀ
  • giovedì 19 aprile ore 11.00 Bari, Università di Bari, Palazzo ex-poste.


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