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La condizione minima del bene

santo sepolcro
Foto di Fabrizio Comolli.

«Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?» si chiedono Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome mentre vanno al sepolcro del figlio dell'uomo con i loro oli aromatici. Ma quando vi arrivano quella grande pietra è stata già posta di lato, rotolata via. Quello che poteva essere un grande ostacolo è superato con facilità, addirittura senza fare nulla, alcuno sforzo. E' sufficiente il recarsi nel posto che reclamava la loro opera in quel momento. Non occorre altro a queste donne. E' poco importante chi o cosa abbia rimosso quel masso. Quel che importa davvero è la condizione minima del bene. Quante volte ci capita vedere benefattori improvvisati che si agitano e fanno ogni sforzo, con vari gradi d'esibizione, nei loro maldestri tentativi di fare il bene? Quante volte li vediamo pieni delle migliori intenzioni di questo mondo nell'atto di compiere sforzi immani per poi fallire miseramente? Sia chiaro che nessuno di noi è immune da questo. Può accaderci quando crediamo di essere noi, con le nostre forze, a compiere il bene. E quando crediamo di dover mettere in atto chissà quale grande macchina o esercito del bene. A proposito di esercito, pensiamo per un attimo ai soldati delle missioni di pace che mettono in piedi delle guerre per ottenere la pace. Invece le donne del Vangelo di oggi (Marco 16,1-7), deboli, prive di strumenti addirittura, ottengono con facilità ciò che occorre per compiere la loro opera di pietà. E' l'augurio che faccio a coloro che per un motivo o un altro passano da questo blog e ai miei amici: possiate conoscere la condizione minima ed essenziale del bene, così da preservarvi dai fallimenti.

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