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Come gestire le emergenze

Emergency stop
Emergency stop. Esa L.

Come si gestisce un'emergenza? Come si affrontano i problemi di un'emergenza come il terremoto? Che cosa fa un problem solver  in situazioni come queste?

Quando hai un'emergenza sbaglia, vai avanti, fai presto. Poi però analizza la situazione e fai interventi a monte del problema.

E' chiaro che di fronte a un'emergenza bisogna agire subito. Se bisogna salvare una vita non c'è da aspettare come non c'è tempo da aspettare se una frana si sta abbattendo su un paese o su una strada, tanto per fare due esempi. Credo che ora di fronte ai terremoti che stiamo avendo in Italia, per avere un esempio ancora più vicino a noi in questi giorni, siano importanti queste tre considerazioni:

  1. ricordarsi che si sta solo tamponando una situazione e quindi tornare appena possibile a fare interventi definitivi e strutturali;
  2. i terremoti in Italia non dovrebbero più essere considerati emergenze, ma normalità: quasi tutta l'Italia è a rischio sismico;
  3. se le previsioni sui terremoti che alcuni ricercatori stanno cercando di mettere a punto del ricercatore, tra cui Gianpaolo Giuliani tornato a farsi sentire in occasione del recente terremoto in Emilia, non sono attendibili al 100% bisognava comunque dar loro ascolto perché di fronte a certi fenomeni aspettare o no di avere tutte le informazioni può fare la differenza.

Più in generale sulla gestione delle emergenze voglio proporvi un paragrafo di Fai luce sulla chiave, un ottimo libro sul problem solving o, meglio, sul problem setting che è l'arte di definire i problemi prima di risolverli, un'arte che quasi sempre trascuriamo. Dipende da questa trascuratezza se abbiamo un cattivo rapporto con i problemi. I problemi, prima ancora di affrontarli, vanno definiti nel loro contesto e nelle loro caratteristiche. Ma che cosa fare di fronte ad un'emergenza che non ci lascia tempo per questa analisi? Sentiamo cosa dice l'autore del libro, Umberto Santucci.

Spesso gli eventi precipitano in modo tale che non si ha il tempo di applicare una qualsiasi metodologia per definire e risolvere i problemi. Di fronte all'emergenza non c'è tempo per analizzare la situazione, e si corre subito ai ripari con azioni tampone.

Le decisioni spesso devono essere molto rapide, e non hanno lo scopo di valutare le alternative per scegliere la migliore, ma di imboccare subito una strada che porta fuori dalla crisi.

Spesso si va per tentativi, e si cerca di agire subito sugli effetti senza risalire alle cause, e non si può fare altrimenti. Se una persona è caduta nell'acqua e non sa nuotare, la prima cosa da fare è tirarla fuori. In un secondo momento si può cercare di capire perché è caduta nell'acqua, o si può perfino insegnarle a nuotare. E' importante ricordarsi di aver adottato un intervento tampone, e di procedere all'analisi della situazione e alla corretta definizione del problema.

In caso contrario l'emergenza si ripresenterà in modo sempre più grave, costringendoci ad un continuo tamponamento che rimanda la vera soluzione del problema.

Se l'emergenza si ripresenta puntualmente e diventa la normalità, ovviamente non è più un'emergenza, ma una nuova condizione in cui ci si viene a trovare. Dunque modi e tempi vanno riprogettati per adattarsi alla mutata situazione. Spesso ci si trova in difficoltà perché si reagisce nello stesso modo a situazioni che sono cambiate. Un esempio classico è il traffico. Nelle grandi città, ma ormai anche nei paesi, c'è ormai da più di 30 anni, quindi non è emergenza, è normalità. Ma noi continuiamo a pensare di muoverci come se il traffico non ci fosse o fosse diverso. Se c'è il traffico dobbiamo cambiare noi, magari andando più lenti (in bicicletta) per arrivare prima.

Oggi sempre più ci troviamo ad operare in sistemi complessi e turbolenti. Se dovessimo decidere ed agire solo quando possediamo tutte le informazioni necessarie resteremmo paralizzati. Tom Peters propone di agire velocemente a costo di sbagliare, e di diventare capaci di gestire e superare l'errore. E' il concetto di failure management, che Peters compendia in tre parole: fail, forward, fast. Sbaglia, vai avanti, fa presto.

Spesso chi opera nelle organizzazioni fa il contrario. Per paura di sbagliare non fa e non decide nulla. Ma così poi le cose diventano urgenti e spesso ingovernabili

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3 thoughts on “Come gestire le emergenze

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