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I problemi e l’arco sempre teso

Il sogno di Hans
Il sogno di Hans. Di acido nucleico.

Quante volte di fronte ai dei problemi siamo seri e concentrati? Quante volte ci succede di essere tesi, di fare grandi sforzi ma di non intravedere nemmeno la soluzione?

Un cittadino ateniese, al vedere
Esopo in una frotta di ragazzi
giocare a noci, si fermò di botto
e rise come se vedesse un folle.
Più maestro che vittima del riso
intese il vecchio, e piazzò sulla via
un arco con il nervo rallentato:
"Orsù , o sapiente, interpreta il mio gesto",
disse. Si fece gente. Quello pensa,
suda, ma non fa luce sull'enigma,
finché s'arrende. E il saggio vittorioso:
"L'arco si spezza se sta sempre teso,
se lo rallenti è pronto al tuo volere".
Così l'anima deve anche giocare
per essere più valida al pensiero.
Fedro, Favole.

Un vecchio ateniese deride dunque Esopo che sta giocando con dei ragazzini, gli dà del pazzo. Esopo allora prende un arco con la corda allentata e gli chiede di interpretare il suo gesto. All'arrendersi del vecchio di fronte all'enigma Esopo spiega che un arco se lo tieni sempre teso si spezza. Se, invece, lo allenti l'arco è pronto a fare ciò che vuoi. Il gioco è appunto ciò che allenta la tensione. Il vecchio ateniese deride Esopo perché pensa che non ci si dovrebbe distrarre da ciò che conta, dai problemi. Invece Esopo gli fa capire che con il gioco si acquisisce quella flessibilità dell'arco che poi dopo consente di poterlo meglio utilizzare.

Allo stesso modo spesso di fronte ad un problema è meglio giocarci intorno che pretendere di risolverlo direttamente. Questo proprio come abitudine. Perché un problema quando ti sta di fronte e ti sembra insormontabile in realtà sei in una condizione in cui stai guardando un solo lato del problema, quello che ti sovrasta e non ti permette di pensare. Il gioco sviluppa appunto questa abitudine di allentare il pensiero, di permettergli un'elasticità e quindi una maggiore estensione delle sue possibilità. E' come quando un atleta si allena ed estende il suo corpo e lo prepara alla disciplina alla quale vuole dedicarsi.

Quante volte succede, invece, che di fronte ad un problema di soldi, di salute o d'amore ci concentriamo come per richiamare tutte le nostre forze, tutte le nostre facoltà? Eppure più ci concentriamo più la soluzione ci sfugge. E' addirittura la nostra mente stessa che subito si distrae e pensa ad altro. E noi pensiamo che sia una debolezza e allora moltiplichiamo i nostri sforzi di concentrazione fino a diventare esausti. Per questo cercare le soluzioni ai problemi, in questo modo, ci sfinisce.

Non è un caso che in ambiti formativi e di problem solving per le aziende si siano diffusi i role playing, i giochi di ruolo nei quali si immagina una situazione narativa, degli attori, un master. Ci sono poi anche dei giochi di ruolo in cui non è richiesta immedesimazione in un personaggio, come i business game. Sono delle forme molto strutturate e d avanzate di gioco che con un adeguato debriefing permettono di imparare molto divertendosi tanto. Ma alle volte anche giochi più semplici, con poche regole, tradizionali come giocare a nascondino oppure all'acchiaparella o a palla avvelenata e così via possono darci grande duttilità mentale. Perciò fortunato è chi gioca con i propri figli ad esempio.

Ma quando hai un problema urgente è il caso di giocarci su? Quando abbiamo un'urgenza prima di tutto essa può essere gestita secondo la tecnica delle tre effe messa a punto da Tom Peters che è: fail, forward, fast (sbaglia, vai avanti, fai presto). Ne ho parlato nel post Come gestire le emergenze.  Tuttavia anche di fronte ad un'emergenza si può ricorrere al gioco. Questo perché il gioco non è solo preparazione alla vita, come accade con i bambini, ma un'abitudine mentale con la quale fotografare all'istante una situazione e vederne potenzialità e sviluppi.

Come si fa a giocare attorno ad un problema? Come si fa a non lasciarsi condizionare da esso? Come può il gioco portare alla soluzione? Lo vedremo presto in un prossimo post che sto preparando e che presto pubblicherò. Torna su questo blog presto per leggerlo. Intanto voglio chiederti: giochi mai? Lasci mai spazio al gioco tra le tue attività? Hai avuto esperienze in cui il gioco ti ha aiutato? Rispondi nei commenti.

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