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La luce e la chiave ovvero la messa a fuoco dei problemi

Messa a fuoco...
Messa a fuoco... Aldo Cavini Benedetti.

Le complicazioni e l'aumento dei disagi di fronte ai problemi che la vita ogni giorno ci presenta dipendono dal fatto che noi non sappiamo comprenderli, non sappiamo definirli i problemi. Perché succede questo? Provo a spiegarlo con una storiella che poi commenterò.

 

Un poliziotto, durante la sua ronda notturna, vide un uomo ubriaco che cercava qualcosa sotto un lampione.

«Che cosa sta cercando?».

«Le chiavi di casa».

«Le ha smarrite qui?».

«No, laggiù».

«E perché le cerca qui sotto il lampione?».

«Perché laggiù è troppo buio, mentre qui c'è una buona luce».

Questa storiella raccontata da Paul Watzlawick in Istruzioni per rendersi infelici e che io cito da Fai luce sulla chiave di Umberto Santucci ci racconta molte cose su di noi e il nostro atteggiamento di fronte agli smarrimenti e ai problemi. Watzlawick la racconta a proposito di giochi che noi facciamo il passato ovvero quando facciamo in modo che il tempo invece che guarire ferite e dolori lo trasformiamo in uno strumento di infelicità. Perciò, racconta lo psicologo austriaco, spesso cadiamo nella trappola di credere che gli adattamenti ad una certa situazione usati nel passato siano i migliori e quindi torniamo ad usare sempre quelli. Questo però porta ad una doppia cecità: l'adattamento che utilizziamo non è il migliore ed escludiamo altre possibilità. Le conseguenze sono la complicazione del problema e l'incremento del disagio invece della soluzione. Occorre in realtà capire che non c'è una sola soluzione e questa va quindi messa in discussione.

Santucci dal canto suo afferma che tutti noi ci impegniamo nella soluzione di un problema senza averlo prima definito. E' un errore molto comune quello di mettersi subito a cercare una soluzione senza aver capito di che problema si tratta, in quale contesto sorge, come si presenta o si ripresenta. In altri termini è come se ci chiamassero a fare i fotografi per un matrimonio e noi, che non siamo fotografi, accettiamo. Quando però stampiamo le foto esse sono tutte sfocate, non hanno la giusta messa a fuoco. Immaginate che disastro.

Che cos'è la messa a fuoco in fotografia? Essa non è altro che la concentrazione della luce per ottenere un'immagine più chiara, più nitida. Come nella storiella citata all'inizio: invece che cercare la chiave dove essa non si trova e cioè sotto la luce del lampione occorre prendere una luce portatile e fare luce laddove invece la chiave si trova. Avete mai fatto caso a come si mette a fuoco un'immagine prima di fotografarla? Sia che usiamo una reflex sia che usiamo una macchina compatta bisogna stare qualche istante almeno a cercare la soluzione migliore, provando e osservando che succede finché siamo sicuri della nitidezza di ciò che stiamo fotografando. Fuor di metafora di fronte ai nostri problemi per avere la migliore definizione di essi bisogna provare a descrivere il problema sotto diversi punti di vista finché non troviamo una spiegazione che ci rende tutto più chiaro.

Quindi vanno messe al bando:

  • le cattive abitudini che ci fanno vedere male le situazioni;
  • le pigrizie che non ci fanno capire tutti i termini della questione;
  • i giudizi sommari che liquidano troppo presto una faccenda;
  • i pregiudizi che ci impediscono di comprendere noi stessi e gli altri;
  • le tesi preconfezionate che non ci fanno ragionare con la nostra testa.

Se invece vogliamo perseverare con il solito modo di affrontare i problemi senza capirli, senza definirli, senza metterli a fuoco le conseguenze che poi possiamo avere si stanno rivelando in questi giorni a seguito del terremoto in Emilia, giusto per fare un esempio. Infatti in tanti, in troppi, alimentano bufale e catastrofismi che portano solo confusione oppure finiamo con il vedere complotti inesistenti. Invece qui c'è da comprendere che il terremoto è una condizione naturale, un po' dimenticata, in Emilia e allora il problema da mettere a fuoco è: come facciamo a conviverci? Come possiamo portare avanti le nostre attività? Come costruiamo o ricostruiamo le case?

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4 thoughts on “La luce e la chiave ovvero la messa a fuoco dei problemi

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