Le mappe mentali e le mappe concettuali sono delle mappe, come dice il loro nome stesso, molto utili nello studio e nel lavoro perché ci permettono di fissare e sviluppare idee e informazioni. Pur avendo alcune caratteristiche in comune (il fatto che sono rappresentazioni grafiche, l’uso di concetti-neurone, le connessioni tra i concetti) hanno delle differenze che in questo mio blog sto esaminando. Così dopo aver dato un’occhiata generale alle due mappe, aver visto le logiche di pensiero che adottano, aver esaminato le loro geometrie e le loro strutture, in questo post esaminerò il loro punto di partenza.
Le mappe concettuali partono da una “domanda focale” che è consigliato appuntarsi nella mappa stessa. Dopodiché si cercano tutte le connessioni e le implicazioni di quella domanda. Da questo punto di vista la mappa concettuale esalta al massimo le connessioni con aspetti che potrebbero apparire distanti.
- Mappa concettuale sul punto di partenza.
La mappa mentale parte invece da un’idea o problema centrale e subito si va alla ricerca di tipo associativo-immaginativo di tutto ciò che sta attorno all’idea o al problema: idee-chiave che solo in un secondo momento si strutturano meglio. In fondo le mappe mentali fanno riferimento molto di più delle concettuali alle capacità creative, emozionali, persino sentimentali di una persona. Un esempio su tutti ce lo offre Roberta Buzzacchino che in una mappa mentale sui sistemi complessi inizia a fare dei ghirigori, dei florilegi, usa tanti colori e disegni. Provo ad illustrare il punto di partenza delle mappe mentali con questa mappa che ho creato appositamente.
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