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L’esperienza numinosa della scrittura

Portrait de Carlo Levi by Carl Van Vechten, ph...
Portrait de Carlo Levi by Carl Van Vechten, photographer (created/published: 1947 June 4) (Photo credit: Wikipedia)

A occhi chiusi ascoltiamo
la musica interiore,
smarriti tra domande e pensieri:

il nostro spirito corre
agli otto angoli dell'universo,
la mente si libra a distanza grandissima;

soltanto allora la voce interiore
può farsi chiara
mentre gli oggetti divengono numinosi.

Descrive così Lu Ji ne L'arte della scrittura, che ho cominciato a commentare ieri in un primo post, l'inizio del processo di scrittura. Esso richiede una profonda meditazione a cui solo la meditazione degli orientali può arrivare. E', come si vede, una meditazione che ci riporta al centro dell'universo dopo aver corso ed esplorato ogni suo angolo, anzi gli otto angoli. Quell'otto non è casuale. In Giappone l'otto rappresenta la quantità indefinibile ed indica il Giappone stesso. La forma ottagonale, poi, "è quella di templi buddisti imperniati su colui che fa girare la ruota del centro stesso dell'universo" come si può leggere su Wikipedia. E' quindi uno spaziare ovunque in cui nessun luogo rimane inesplorato e tutto questo senza neanche compiere un passo. E' l'universalità archetipica, quella iscritta nel nostro stesso essere nell'universo e prenderne parte, quasi come delle monadi che rispecchiamo ogni caratteristica, ogni dettaglio dell'universo.

Una meditazione e quindi un processo di scrittura da cui noi occidentali siamo tagliati fuori? Non proprio se pensiamo al Carlo Levi di Cristo si è fermato a Eboli. Non è un caso se l'aggettivo "numinosi", estraneo alla cultura orientale e con cui è stato con tutta probabilità tradotto qualcosa di riferito al sacro e alla divinità, sia stato usato anche dallo scrittore e poeta italiano oltre che dalla traduttrice Anna Rusconi. Numinoso sta ad indicare "l’esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore ed attira" come possiamo leggere nel Vocabolario Treccani. E' questo tipo di esperienza che Levi vive ad Aliano (da lui chiamata Gagliano come fanno i suoi abitanti stessi). Infatti egli scrive:

In questa atmosfera numinosa passavo le mie ore, protetto dagli angioli la notte, e dalla sapienza stregonesca di Giulia durante il giorno. Curavo i malati, dipingevo, scrivevo, in quella solitudine abitata dagli spiriti e dagli animali…

L'inizio del percorso di scrittura sembra quindi suggerire un'intensa atmosfera spirituale all'interno della quale collegarsi agli otto angoli dell'universo, simbolo tra l'altro dell'infinito matematico: l'otto ruotato di novanta gradi, che costituisce una sorta di spirale a doppia elica, una pista da percorrere e nella quale il momento più propizio è quello che passa per il centro, il momento magico, numinoso, in cui la voce interiore s fa chiara, nitida e nel quale la nostra scrittura può iniziare a fluire.

Qual'è la tua esperienza in proposito? Ti capita di iniziare a scrivere in questo modo? Raccontaci qualcosa nei commenti. Appuntamento a domani con il tipo di parole che scaturiscono da questa chiarezza.

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1 thought on “L’esperienza numinosa della scrittura

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