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Qual’è il problema a Taranto?

ILVA - Taranto
ILVA - Taranto. Di Marcello Lombardi.

Taranto in questi giorni è sotto la luce dei riflettori, come si suol dire, per la vicenda del sequestro degli impianti a caldo dell'ILVA disposta dalla magistratura e quindi per la ridda, prevedibile, che in proposito si è scatenata e che vede coinvolti gli operai, i sindacati, i dirigenti, i giornalisti, i cittadini, il sindaco, l'arcivescovo, gli ambientalisti, il governo, ecc. Ognuno di questi soggetti si sta producendo in una serie di dichiarazioni che neanche i magistrati ci hanno risparmiato. Ognuno dice la sua ed è giusto che sia così. E' una questione importante e che ha tutta la sua urgenza. Si può parteggiare per una o più delle parti in gioco a seconda delle proprie convinzioni, informazioni, necessità, ecc. Ogni posizione che non sia contro la legge e lesiva della dignità delle persone è legittima. Opinabile, più o meno aderente alla realtà dei fatti, ma pur sempre legittima. E' una gigantesca riunione di condominio, per usare un'immagine ben descritta da Adriano Pennati nel suo libro, in cui bisogna decidere questioni capitali come quelle che coinvolgono la vita, la salute, l'ambiente e il lavoro. Ora, però, quando ci sono riunioni di condominio per questioni molto meno importanti spesso si finisce con il litigare. Ed è quello che a Taranto sta succedendo. I più infuriati di tutti, a torto o a ragione, sono gli operai che ieri avevano bloccato la città e la cui protesta è poi rientrata in uno sciopero che è stato indetto per il 2 di Agosto. Tuttavia siamo di fronte ad un gigantesco litigio, anzi ancora peggio perché è intervenuta la magistratura con il sequestro di sei impianti a caldo e con l'arresto di otto tra dirigenti e tecnici.

E' quindi scoppiata una emergenza, una tempesta come purtroppo spesso succede in Italia. Gli animi mentre scrivo sono ancora scossi ed agitati e pure io, lo confesso, sono un po' in ansia per quel che accadrà ora, preso come sono da legami e affinità culturali con i tarantini e la città dei due mari. Tuttavia oggi voglio fare un ragionamento il più freddo e distaccato possibile. Voglio analizzare la situazione, o almeno provarci, dal punto di vista metodologico del problem solving.

Perciò dopo essermi documentato il più possibile la domanda è: ma il problema qual'è a Taranto? E' stato individuato oppure no? Perché, per esempio, dire che vogliamo sia il lavoro sia l'ambiente pulito è enunciare un desiderio, nient'altro. Adriano Pennati in Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni definisce un problema come lo "scostamento capace di generare effetti negativi tra un dato reale e un dato di riferimento". Prendiamo, ad esempio, la questione legata all'inquinamento. Quali sono i dati di riferimento delle emissioni inquinanti lo stabilisce la legge e di recente con la cosiddetta legge antidiossina la Regione Puglia ha rivisto al ribasso i valori consentiti. Quali sono i dati reali invece lo sappiamo grazie alle misurazioni che devono essere indipendenti. Ora è accaduto che la magistratura guardando le perizie ha riscontrato che le emissioni di sostanze inquinanti sono superiori rispetto a quello che le leggi permettono. Non solo, ha contestato anche dei reati ad alcuni dirigenti e tecnici del siderurgico e ha disposto il loro arresto. La questione dell'inquinamento è dunque per forza di cose ora legata all'iter giudiziario. Se la pubblica accusa ha ragione nell'affermare il legame tra sostanze inquinanti e malattie e decessi dei tarantini lo stabiliranno i giudici. Può non piacere e possiamo protestare nei confronti dei giudici, ma è un fatto che ora bisogna affrontare.

C'è una seconda domanda ora che bisogna affrontare: c'è solo l'inquinamento? O c'è dell'altro? Siamo di fronte ad un solo problema o ad un gruppo di problemi? Ne parlerò domani in un secondo post che dedicherò all'argomento.

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2 thoughts on “Qual’è il problema a Taranto?

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