La soluzione a Taranto: non dalla politica ma dalla policy

Contro l'aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci
Contro l&39;aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci.

Qual'è il problema a Taranto? E' stato individuato in termini certi e falsificabili, come vuole una corretta procedura di problem solving? Quel che è sicuro è che è stata la magistratura a riscontrare scostamenti tra i dati di riferimento e quelli reali nelle emissioni inquinanti. E poi quella dell'ambiente non è la sola questione in gioco perché bisogna considerare anche la salute, il lavoro, l'economia. Ci sono diversi problemi. Ieri abbiamo provato a dare tre criteri per capire quale di questi affrontare per primo in termini di gravità, frequenza con cui il problema si presenta ed urgenza. Oggi in questo terzo post dedicato alla questione del sequestro dell'ILVA a Taranto voglio continuare ad analizzare la situazione partendo dagli attori che vi sono coinvolti, tenendo fuori i magistrati i quali devono solo applicare la legge:

  • il governo che ha stanziato 336 milioni di euro per il Piano di Risanamento Ambientale, anche se secondo il consiglio comunale serviranno ben altre risorse;
  • il presidente della Repubblica che utilizza anche in questo caso la sua moral suation facendo degli appelli;
  • i sindacati CGIL, CISL e UIL che prima avevano indetto uno sciopero per il 2 agosto ma che dopo i sigilli da parte della procura concordano con l'ingegner Buffo, responsabile Ambiente dell'ILVA, la linea da tenere;
  • il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che in un'intervista sostiene che l'impresa di Riva è arrogante e che gli ambientalisti hanno troppi pregiudizi;
  • il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante, che si dice sorpreso della tempistica con cui si stanno apponendo i sigilli;
  • i dirigenti dello stabilimento che oggi sono comparsi davanti ai magistrati per gli interrogatori di garanzia e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere;
  • l'associazione di categoria Federacciai per la quale l'Ilva è ''uno stabilimento all'avanguardia'' e che parla di ''un errore dei magistrati che fotografano una situazione vecchia di quindici anni";
  • le associazioni ambientaliste come ad esempio Donne per Taranto che per le quali la salute viene prima del lavoro.

Come si vede gli attori, di cui ho esposto qui un elenco semplificato, sono tanti e con interessi non solo diversi ma contrastanti. E' del tutto evidente che occorre qualcuno super partes che riunisca tutti attorno ad un tavolo e che imposti un minimo di policy per arrivare ad individuare degli obiettivi che accomunino tutti e, se non ci riesce, che abbia la necessaria autorevolezza per imporli. Fino a prova contraria questo ruolo spetta al governo, finora latitante. In altri termini la soluzione ai problemi che il sequestro dell'ILVA comporta ad ogni livello: locale, nazionale, ecc. va trovato in termini di politica pragmatica e non di politiche di parte. Ed è un ruolo questo nel quale solo lo stato può giocare tanto più che in questo momento abbiamoun governo tecnico e quindi lontano da ideologie e interessi di parte.

Appuntamento a domani con il seguito di questo ragionamento quando parleremo sulla tempistica nella soluzione dei problemi e cercheremo di capire come si potrebbe rimediare alla situazione che si è creata.

Enhanced by Zemanta
Print Friendly

Rispondi