I problemi di Taranto disattesi o ignorati

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English: Aerial photograph of the city of Taranto, in Puglia, Italy. Español: Vista aérea de la ciudad de Tarento, en Apulia, Italia. Italiano: Taranto (Puglia, Italia) dall'aereo. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si definisce un problema? Prima ancora di affrontarlo, non appena se ne manifestano i primi segnali, non appena la nostra auto mentre la guidiamo, ad esempio, inizia a fare un piccolo insolito rumore da qualche parte che prima non notavamo. Anzi, ben prima che un qualche pezzo del motore o della carrozzeria inizi ad usurarsi, come si fa con i pezzi dei motori degli aeroplani, dopo gli studi dell'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy. Cito la sua legge dal testo di Adriano Pennati, Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni (Franco Angeli):

Tutto ciò che a bordo di un aereo, è nelle condizioni di guastarsi, a suo tempo lo farà e lo farà nel momento peggiore.

Perciò i pezzi degli aerei oggigiorno vengono, in genere, cambiati dopo un tot di ore, non si aspetta che il loro ciclo di vita termini. Questo previene le emergenze. Un'urgenza, infatti, non c'è solo quando si manifesta ma essa è latente, è già presente nei veicoli, nelle situazioni, nelle relazioni, nei prodotti, nelle attività, ecc. Perciò va sempre anticipata, già nel momento stesso in cui installo un programma sul computer ad esempio, o un dispositivo nuovo sull'automobile, sulla moto, ecc. A maggior ragione tutte le possibili conseguenze di grandi opere come quella dell'ex Italsider, ora ILVA, a Taranto vanno studiate con attenzione visto che riguardano la vita di centinaia di migliaia di persone all'interno e all'esterno di quella che è diventata la più grande acciaieria d'Europa.

I primi studi sull'inquinamento atmosferico e marino risalgono alla fine degli anni sessanta. I problemi evidenziati in quella occasione furono affrontati con alcuni accorgimenti come la messa a dimora di alberi e il servizio che provvedeva ad innaffiare il parco minerario. Inoltre tra la città e lo stabilimento furono innalzate delle barriere architettoniche per scongiurare gli effetti del vento. Intanto, però, nulla riusciva a fermare il degrado urbano di Tamburi, della città vecchia e di Salinella. Soprattutto non si riuscì, o non si volle, scongiurare la dichiarazione di Taranto, da parte del Ministero dell'Ambiente, nel 1990 come area ad elevato rischio ambientale. Il Piano di disinquinamento del Golfo di Taranto, poi, approvato dalla Regione Puglia nel 1998 fallì per contrasti tra le autorità. Notizie tutte queste che prelevo da Oltre l'acciaio di Antonella Rinella (Progedit) che esamina anche tutti i punti disattesi dalla gestione Riva come, per esempio, la questione dello spostamento delle batterie dei parchi minerali prima promessa e poi non realizzata. Il libro si ferma al 2002, anno in cui è stato stampato. Dieci anni dopo, nel 2012, ci troviamo di fronte ai provvedimenti della magistratura che tanto stanno scaldando gli animi in questi giorni.  Tutto questo è una conferma, se volete, di quanto da diversi post in qua sto cercando di dimostrare e cioè che i problemi derivanti dalla presenza del siderurgico non sono stati individuati con correttezza, che non si sono stabilite le giuste priorità e che gli attori coinvolti nelle questioni litigano tra di loro oppure non arrivano mai ad accordi soddisfacenti. Gli scontri di oggi tra i sindacati che conducevano un comizio pro ILVA, parole del Corriere della Sera, e i comitati di base ne sono un ennesimo esempio. Che i problemi della presenza dello stabilimento sono ignorati, poi, anche da dirigenti d'azienda e professori di economia come Gian Maria Gros-Pietro, tra i tanti, lo si può notare in un'intervista che ha rilasciato.

Il risultato di tutto questo è la gigantesca emergenza nella quale ci troviamo oggi e il drammatico dilemma tra salute e lavoro, fermo restando che nessun tipo di attività umana può mettere in pericolo l'incolumità e la salute degli esseri umani oltre che dell'ambiente. E di fronte ad un'emergenza come questa l'unica cosa che si può fare è tamponare la situazione, come sta facendo la magistratura. Ma oltre a mettere una toppa all'immane disastro che si è creato cosa altro si può fare? Basterà il decreto legge che il Ministro dell'Ambiente Clini domani proporrà al consiglio dei ministri dopo il tavolo tecnico tenutosi oggi a Bari?Proverò a ragionarci su nei prossimi post.

 

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Un pensiero su “I problemi di Taranto disattesi o ignorati

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