Il campionario dei modi di complicarci la vita

|Lights|
|Lights|. Di Edoardo Costa.

Ho appena avuto una conversazione in chat che ritengo significativa perché ha un po' di cose da insegnarci e sulle quali riflettere. Perciò vi riporto il dialogo tra me (Giuseppe) e Rosa (nome di fantasia di una ragazza italiana di 20 anni) emendato da ogni riferimento personale. Lei è stufa dell'Italia e vuole cercare lavoro all'estero. E' evidente che è seccata per una serie di motivi e magari stufa, stanca, delusa. Ho provato a farle alcune domande, senza dare nulla per scontato, per provare a capire la sua reale situazione. Non ho avuto successo perché dopo poche brevi battute si è seccata ancora di più. Magari non sono bravo a consolare le persone in chat. Tuttavia sono emerse alcune questioni che fanno sì che spesso non riusciamo a venire a capo di situazioni difficili nelle quali incappiamo:

  • il partito preso;
  • il non avere un obiettivo preciso;
  • il mito del posto fisso sempre tardo a morire;
  • il pensare che solo noi abbiamo vissuto la situazione più difficile di tutti e che magari gli altri non ci capiscono.

Si tratta, insomma, del classico campionario dei modi per rendere più complicate le difficoltà che abbiamo. Sia chiaro che non giudico da nessun punto di vista questa ragazza che anzi ringrazio perché mi dà la possibilità di fare luce su certi errori che tutti commettiamo in situazioni simili alla sua.

Il partito preso
Giuseppe: che fai di bello?
Rosa: cerco lavoro fuori
Giuseppe: fuori dove?
Rosa: dall'italia
Giuseppe: dove vuoi andare e perché?
Rosa: svizzera o londra
xkè l'italia è uno schifo
Giuseppe: perché dici questo?
Rosa: xkè è cosi
non c'è un bel niente
Giuseppe: niente di cosa?
Rosa: di lavoro
Giuseppe: non c'è lavoro in Italia?
Rosa: no
Il non avere un obiettivo preciso
Giuseppe: che lavoro cerchi?
Rosa: ragazza alla pari
Giuseppe: be' le ragazze alla pari si cercano straniere infatti
quindi è chiaro che in Italia non lo trovi
Rosa: infatti non sto cercando in italia
Giuseppe: allora perché dici che in italia non c'è lavoro?
Rosa: xkè è cosi
non ci sono diritti e doveri
non pagano per il lavoro che fai
e tante altre cose
che mo non sto qui ad elencare
Giuseppe: quali cose? è così come? hai provato a cercare lavoro in Italia?
Rosa: certo ma con la crisi che c'è non si trova
Giuseppe: certo cosa, lo hai cercato?
Rosa: siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Giuseppe: che lavoro hai cercato? per quanto tempo' e dove? e poi scusa non stavi lavorando come commessa?
Rosa: si appunto ma non mi bastano i soldi
Il mito dello stipendio e del posto fisso
Rosa: non posso vivere cn 400 euro
part time
Giuseppe: non ti bastano i soldi per cosa?
Rosa: x pagare le spese che ho
l'italia è uno schifo
odio qst nazione
e prima me ne vado meglio è
bhe se vivi in italia sai come funziona
poi se prendi uno stipendio di 2000 euro
allo stai appost
Solo io so cosa significa... gli altri non possono capire
Giuseppe: apposto per cosa?
Rosa: ad arrivare a fine mese
a farti passare qlk sfizio
dimmi io ho 20 anni che futuro posso mai avere qui
Giuseppe: non predico il futuro, non ho la sfera di cristallo e poi saperlo sarebbe deleterio
Rosa: si va bhe viviamo nelle favole
forse non sai cosa significa arrivare la sera e non avere nemmeno un po di pane da 
mangiare
Giuseppe: che ne sai se non lo so?
Rosa: x parlare cosi vuol dire che non l'hai mai provato
Giuseppe:  perché, come parlo?
Rosa: va be dai grazie x la chiacchierata
è stato un piacere ciao
Giuseppe: buona serata
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3 pensieri su “Il campionario dei modi di complicarci la vita

  1. Cecilia

    Ciao Giuseppe!
    ho letto con molto interesse questo tuo articolo. E' uno spunto interessante. Ringrazio te e Rosa per averci offerto l'opportunità di riflettere in merito. Di riflettere sul fatto che spesso, e lo scrivo perchè mi rendo conto di farlo spesso anch'io, perdiamo molte energie a vedere quello che ci manca, quello che non c'è. Solo che così non le usiamo per cercare qualcosa di alternativo!per accorgerci delle alternative, per creare rete, per guardare a ciò che abbiamo, che, personalmente parlando, può essere un punto di forza e uno spunto da cui partire...
    Spesso ci sentiamo "accusati" di "sbagliare" (passami i termini) quando ci fanno notare che può esistere anche un'altra prospettiva di vedere le cose. Il punto è che, sentendoci così, si chiude prima di capire che lo scambio di prospettiva può essere una risorsa molto molto importante!
    grazie Giuseppe per questa occasione di scambio!
    Cecilia

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    1. Giuseppe Vitale

      Spesso ci sentiamo “accusati” di “sbagliare” (passami i termini) quando ci fanno notare che può esistere anche un’altra prospettiva di vedere le cose. Il punto è che, sentendoci così, si chiude prima di capire che lo scambio di prospettiva può essere una risorsa molto molto importante!

      Sì è vero quando si parte con una accusa di questo tipo nei confronti di una persona che ha una qualche difficoltà il risultato è la chiusura e il rifiuto della conversazione. La prospettiva bisogna farla trovare alla persona stessa che si trova in difficoltà, così come sanno fare i coach abili e così come Socrate con la sua maieutica a suo tempo insegnò.

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      1. Cecilia

        Si,credo comunque che oltre all'abilità del coach, o del counselor, o altro, sia necessaria anche una disponibilità (più o meno consapevole) della persona. Non possiamo cogliere e vedere una nuova prospettiva, se partiamo dal presupposto che non vogliamo vederla.

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