Il tasto F8 per risolvere i problemi della vita

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Taking a Break to Read. Cybertoad on Flickr.

Quando si avvia, o si riavvia, il computer compare, ad un certo punto, la frase "Per la risoluzione dei problemi premere F8". Premendo per tempo quel tasto si accede alla modalità provvisoria che è la modalità diagnostica di Windows nella quale sono caricate solo le componenti specifiche necessarie per eseguire il sistema operativo. Molte funzionalità non si avviano, possiamo così intervenire su quelle problematiche o su eventuali malware (software maligni). Gli informatici e gli smanettoni conoscono bene il tasto F8 e vi ricorrono tutte quelle volte che devono sistemare un qualche errore che compromette il sistema operativo, ad esempio.

Premi un tasto e hai a disposizione la possibilità di analizzare un problema e le opzioni per risolverlo. Comodo vero? Magari nella vita avessimo un tasto simile. Ci sono due notizie in proposito: una cattiva e una buona. La cattiva notizia è che questo tasto non c'è, perché siamo immersi nel continuum spazio-temporale. La buona notizia è che esistono anche per noi, per fortuna, delle modalità provvisorie all'interno delle quali è più facile individuare i nostri problemi.

Questa procedura si basa sulla riduzione della complessità in modo da prendere in considerazione solo le variabili necessarie. Se dovessimo prendere in considerazione tutte le variabili l'operazione sarebbe troppo lunga e costosa. Sono affermazioni di Umberto Santucci contenute in Fai luce sulla chiave (L'Airone). A questo riguardo egli fa l'esempio dei problemi di aritmetica delle scuole elementari: se il fruttivendolo ha acquistato un chilo di mele a 30 centesimi quanto guadagna se vende un quintale di quelle mele a 80 centesimi al chilo? Questo problema è una semplificazione perché non tiene conto del fisco, ad esempio, o del fatto che una parte di quelle mele magari erano marce e le ha dovute buttare, quanto quel fruttivendolo spende per tener su la sua bottega, ecc. Per sapere quanto davvero guadagna, quindi, non è sufficiente l'aritmetica. Eppure essa basta al problema che ho esposto.

"Il mio problema è particolare, è complesso". Quante volte sentiamo questa espressione da persone alle prese con un problema o più problemi. Ebbene, come abbiamo visto, se davvero vogliamo risolvere il problema bisogna ridurlo alle sue condizioni di base e lasciar perdere la complessità perché altrimenti ci costa troppo tempo e fatica risolverlo. Non solo: non riusciamo manco a identificarlo. Risolto un problema, infatti, anche piccolo funzionare meglio tutto il sistema. Ancora una volta l'informatica ce ne dà l'esempio: una volta cancellato un malware, o un virus, o sistemate le chiavi di registro o disinstallando questo o quel software il nostro pc ritorna a performance eccellenti. Forse è il caso che anche noi cominciamo una bella dieta dalla complessità di cui vi parlerò nel prossimo post nei prossimi giorni. Stay tuned.

Intanto raccontatemi, nei commenti, vi sentite sommersi dalla complessità del vostro problema e della vita? Come la affrontate?

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