La “poesia in progress” di Ungaretti a M’irradeo d’immenso

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English: Giuseppe Ungaretti during I World War Italiano: Giuseppe Ungaretti (Photo credit: Wikipedia)

Ci saranno ancora le "poesie di guerra" di Giuseppe Ungaretti oggi alle 18 nella mia diretta M'irradeo d'immenso su Tirradeo. Dopo il battesimo della rubrica, infatti, molto è rimasto da dire sulle sue poesie brevi perciò ho deciso di dedicargli una seconda puntata. Si tratta delle poesie che egli compose sul fronte della prima guerra mondiale, sul Carso: un altopiano roccioso, brullo, spoglio e nel quale all'improvviso si aprono dei crepacci. Un'ottima immagine questa per la poesia stessa di Ungaretti: una poesia necessaria, essenziale nella quale si scavano degli abissi come scrive il poeta stesso.

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso.

E' a questa parola scavata, levigata, lavorata a lungo che egli affida quella precisione che, insieme al ritmo rapido, folgorante determina in molti aspetti il suo poetare.  Un lavorìo che compie per tutta la vita dove le varie versioni di alcune poesie sono in realtà altre poesie ancora, altre ipotesi di lavoro che Eugenio Montale raccomanda al lettore di seguire, definendo Ungaretti un "poeta in progress". Esamineremo, durante la mia diretta, alcune di queste versioni ed entreremo di nuovo nella sua officina poetica. Anche questa volta proporrò diverse sue poesie. Infine confronteremo queste ultime con alcune poesie di quell'ermetismo di cui Ungaretti è considerato l'iniziatore.

Vale la pena dedicare un'oretta, oggi, a queste folgoranti poesie ungarettiane per ricalibrare anche la nostra stessa parola, eccessiva e sovrabbondante in una quotidianità nella quale messaggi di stato, email, sms, chat rischiano di farci perdere la radice stessa della parola. Non credete? Perciò vi invito già da ora a collegarvi alle 18 su Tirradeo e a chiacchierare, in libertà e tranquillità, con me su quello che la lettura delle poesie vi stimolerà, sulle vostre domande, questioni e proposte. A più tardi.

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