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Mio fratello Mimmo, il Minotauro e il terrore dell’oblìo

Mimmo militare
Mimmo durante l'addestramento del servizio militare, svolto nell'inverno del 1996 presso la caserma dell'aeronautica militare a Viterbo.

Da qualche giorno a questa parte ho notato tra le statistiche del mio blog che qualcuno cercava foto ed informazioni su mio fratello Cosimo,  chiamato Mimmo. Si avvicinava, infatti, la fatidica data del 18 agosto, giorno in cui quindici anni fa, nel 1997, perdeva la vita in un incidente stradale. Accadde verso le 17 e 10, mentre era alla guida della sua prima auto, una FIAT Croma usata comprata con la sua prima paga da pizzaiolo. Quel giorno stava andando a lavoro presso la pizzeria Primula Rossa di San Pietro in Bevagna (Taranto) nonostante il titolare, Leonardo, lo avesse invitato a riposare, visto che aveva lavorato tanto per il ferragosto. Mimmo però non voleva venir meno agli impegni presi e imboccò, come ogni giorno di quella estate, la S.P. 57 che collega Oria a Manduria. Appena imboccata si fermò al distributore dell'AGIP per fare rifornimento ma non vi trovò carburante. Decise che avrebbe fatto un tentativo ad un altro distributore a Manduria. Non vi arrivò mai. Alla progressiva chilometrica 32+146, presso "Palombara piccola"vide sopraggiungere un autotreno che occupava "parzialmente la corsia riservata al senso opposto di circolazione" come accertò la perizia del tribunale. Quell'autotreno trasportava a Foggia barbabietole da zucchero caricate nelle campagne di San Pancrazio Salentino (BR) in contrada Scazzati.

Questi sono alcuni dei riferimenti che ho voluto citare, tra i tanti nudi e crudi, della perizia che venne stilata. Vi ho fatto ricorso per non lasciarmi anche io offendere dall'oblìo, oggi che sono passati 15 anni dalla sua improvvisa, inaspettata dipartita. Morì a 20 anni ed oggi quindi avrebbe 35 anni Mimmo. Forse avrebbe avuto una sua famiglia oggi, dei figli, una pizzeria tutta sua o magari chissà quale altro lavoro, anche artistico grazie alle sue eccezionali doti nel disegno e nell'arte dei madonnari, che aveva iniziato a sviluppare. Ora la sua tomba al cimitero, i pochi ricordi che conserviamo di lui, una pagina facebook cercano di arginare gli effetti devastanti dell'oblìo.  Al quale, beninteso, non è stato condannato solo lui. Ma l'oblìo è persino peggiore della morte quando colpisce non solo un ventenne, come mio fratello, ma un ragazzo con una grande generosità riconosciuta da tutti. L'oblìo, poi, si fa una vera e propria bestia da combattere quando ci dimentichiamo che tanti, troppi giovani muoiono sulle strade. Per questo, spero prenda piede la proposta dell'omicidio stradale. In troppi muoiono ancora oggi anche andando al lavoro. Allora l'oblìo diventa sistema, diventa quel tributo di morti che paghiamo per scelte non fatte dalle persone comuni ma sui tavoli di aziende o, peggio ancora, di istituzioni. Tutto questo senza tener conto dei pericoli per le persone. Per anni mi sono chiesto perché gli autotreni della coop. AGRI a.r.l. devono passare da una strada così stretta, dove l'incidente ha più di una probabilità di verificarsi? Il pensiero, in questi giorni, poi va a Taranto dove della salute a nessuno è importato un fico secco: non solo dei tarantini, ma degli stessi operai. Sono tavoli, questi, dove l'emergenza non è contemplata.

Mio fratello prese con entusiasmo il suo lavoro. Subito dopo la sua qualifica professionale di pizzaiolo conseguita presso l'associazione A.M.A.R. (Ass. Maestri d'Arte Ristoratori Pizzaioli) di Brindisi trovò impiego proprio come pizzaiolo. Stefania, la sua seconda ed ultima ragazza, ricorda come egli volesse insegnarle a fare le pizze: voleva portarla dove lavorava per farle insieme, magari con la prospettiva di aiutarla a trovare un lavoro. Per l'inverno voleva partire a lavorare per la Val D'Aosta. Ma quell'entusiasmo, quelle prospettive furono brutalmente bloccati da un autotreno con 183 quintali, sui 114 dichiarati, di barbabietole che travolse la Croma. Forti le responsabilità del conducente dell'autotreno che viaggiava a cavallo della mezzeria stradale e senza l'autorizzazione per il rimorchio che stava trascinando.  Quel Minotauro ingoiò mio fratello e la sua automobile, la divorò, la masticò e la sputò. Figlio dell'ebrezza del malaffare, della cattiva gestione, del sopruso quel Minotauro è ancora vivo mentre i figli della gente conoscono un ingiustificato oblìo che mi fa orrore ma al quale mai mi arrenderò.

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2 thoughts on “Mio fratello Mimmo, il Minotauro e il terrore dell’oblìo

  1. Stefania Donatiello

    La tua descrizione precisa, benchè mi faccia rabbrividire serve a chiarire la vicenda dei fatti e le effettive responsabilità. Continua a cercare giustizia e a lottare contro l'oblio ma perfavore per quanto sia dura cerca dentro di te un perdono perchè lui non ce lo restituiscono. LLui lo so che sarebbe pronto a lottare per te ma al tempo stesso a dispiacersi del suo stesso rancore. Ti dico questo ma al tempo stesso sappi che io stessa faccio fatica a domare sia la rabbia che il dolore ma quando provo questo risentimento se mi fa male dentro mi ricordo le sue parole "in amore non serve chiedere scusa"..certo lui lo diceva a me che ero il suo amore ma tu stesso parli della generosità di memmo e della generosità del suo cuore. Usa quindi la tua rabbia per lottare e ottenere giustizia per lui e per tutti gli altri che come lui hanno patito...in un modo che davvero I miei occhi stentano sia a guardare che a dimenticare...Non usare invece la tua rabbia per chiedere vendette o dare giudizi perchè lui ha lottato tanto affinchè non si giudicassero gli errori di un altro...a meno a me questo mi ha insegnato. Lo so che è dura....Inoltre sappi e ricordatelo sempre che per qualsiasi I cosa su questa giusta causa io sono pronta a lottare con te.
    Per Mimmo: Stasera vado a lavorare the una ragazza che the poco ha perso il suo affetto più caro per un incidente stradale. Non sai che fatica trattenere le lacrime e sopportare la sua rabbia. Ora lei si comporta come se fosse l'unica al mondo ad aver provato tutto questo e purtoppo il suo ritardo e il suo vissuto sembra le impediscono di confrontarsi e cercare alternative al dolore...Io sarei l'unica che in questo momento potrei starle vicino...che ironia..proprio ora...ho provato a prendermi un pò di tempo per non far si che il mio dolore si riattivasse ancora più forte ma è stato vano ed ora tengo duro ad affrontare ancora questa notte come tutte le altre che passerò con lei sperando giorno dopo giorno che anche lei ed io più forte possa aiutarla a ripercorrere le altre strade che le consente il destino.

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  2. Stefania Donatiello

    La tua descrizione precisa, benchè mi faccia rabbrividire serve a chiarire la vicenda dei fatti e le effettive responsabilità. Ti prego...Continua a cercare giustizia e a lottare contro l'oblio ma perfavore per quanto sia dura cerca dentro di te un perdono perchè lui non ce lo restituiscono. Lui lo so che sarebbe pronto a lottare per te ma al tempo stesso a dispiacersi del suo stesso rancore. Ti dico questo benchè io stessa faccio fatica a domare sia la rabbia che il dolore ma quando provo questo risentimento se mi fa male dentro mi ricordo le sue parole "in amore non serve chiedere scusa"..certo lui lo diceva a me che ero il suo amore ma tu stesso parli della generosità di Mimmo e della generosità del suo cuore. Usa quindi la tua rabbia per lottare e ottenere giustizia per lui e per tutti gli altri che come lui hanno patito...in un modo che davvero I miei occhi stentano sia a guardare che a dimenticare...Non usare invece la tua rabbia per chiedere vendette o dare giudizi perchè lui ha lottato tanto affinchè non si giudicassero gli errori di un altro...a meno a me questo mi ha insegnato. Lo so che è dura....Inoltre sappi e ricordatelo sempre che per qualsiasi cosa su questa giusta causa io sono pronta a lottare con te.
    Per Mimmo: Stasera vado a lavorare the una ragazza che the poco ha perso il suo affetto più caro per un incidente stradale. Non sai che fatica trattenere le lacrime e sopportare la sua rabbia. Ora lei si comporta come se fosse l'unica al mondo ad aver provato tutto questo e purtoppo il suo ritardo e il suo vissuto sembra le impediscono di confrontarsi e cercare alternative al dolore...ma so che ha sentito che di me può fidarsi e sa che io la posso contenere. Io sarei l'unica che in questo momento potrei starle vicino...che ironia ;)..proprio ora.. :(...ho provato a prendermi un pò di tempo per non far si che il mio dolore si riattivasse ancora più forte ma è stato vano ed ora tengo duro ad affrontare ancora questa notte come tutte le altre che passerò con lei sperando giorno dopo giorno che anche lei ed io più forte possa aiutarla a ripercorrere le altre strade che le consente il destino.

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