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Godersi uno splendido secondo tempo anche se stai perdendo

mini mappa intervallo juve roma
Mini mappa mentale realizzata sul mio taccuino durante l'intervallo di Juve-Roma del 29 settembre 2012.

Questa che vedete a sinistra è una mappa mentale rapida che ho realizzato sabato scorso, 29 settembre 2012, durante l'intervallo della partita Juventus-Roma, che la squadra capitolina ha perso per 4 ad 1 dopo un primo tempo disastroso in cui ha preso ben 3 gol. Ero al bar a vedere questa partita. Ho avuto la tentazione di alzarmi ed andarmene, perché c'era poco da vedere: è stata una brutta partita in cui giocava solo la squadra di Torino. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e mi sono messo a disegnare una mappa per non lasciarmi prendere dalla delusione: sono infatti un convinto tifoso di Zeman e quindi potete capire che questo match era carico di qualche significato in più. Soffrivo e avrei voluto fare qualcosa per invertire l'incredibile situazione di subordinazione con cui i giallorossi sono entrati in campo: erano lenti e non correvano, non  mettevano in atto nulla degli schemi del boemo, subivano e basta. Così quando il primo tempo è finito mi sono chiesto: se ci fossi io in una situazione simile, se capitasse a me? Se partecipassi io ad una qualche competizione e facessi brutta figura? Perché quando giochi senza nerbo, senza forze, di brutta figura si tratta. Mi sono immaginato coach della Roma e ho tirato fuori i rami della mappa che vedete e dei quali voglio ora parlarvi.

Zdenek Zeman
Zdenek Zeman (Photo credit: Wikipedia)

Primo: non arrendersi. Non alzare bandiera bianca. Così avrei esordito nel mio discorso davanti ai giocatori. A meno ché uno non è masochista e non vuole prenderle la regola fondamentale è continuare a combattere. È la premessa irrinunciabile. Dopodiché avrei fatto una domanda a tutti i giocatori: una sola perché hai solo 15 minuti, non c'è tempo per una lunga disamina. La domanda sarebbe stata: ragazzi, dove stiamo sbagliando? Facciamo un rapido elenco a mo' di brainstorming di tutti i nostri errori. Ammettiamoli e guardiamo loro in faccia. Subito dopo li avrei esortati a due cambiamenti: nella mentalità vincente e non rinunciataria e nella tattica di gioco con le opportune correzioni e sostituzioni del caso. È ovvio che avrei cercato di smuovere ogni leva motivazionale, cercando di ricaricarli al massimo. Per evitare di fare solotanto parole avrei chiesto loro di rientrare in campo giocando e mettendo in atto le correzioni:

  • subito dal primo secondo;
  • bene, con la massima diligenza;
  • con il ritmo e la velocità che proprio mancavano.

Avrei chiestoa ciascuno di loro di credere al massimo nelle proprie capacità, nelle proprie potenzialità, nella propria stella: si tratta di campioni che dal punto di vista individuale sono il fior fiore del calcio, per lo più sono giovani che possono sviluppare molto ogni loro caratteristica al contrario dei giocatori della squadra avversaria più avanti con gli anni e con una carriera già avviata o alle ultime fasi. Ma è chiaro che da soli non si va da nessuna parte in un gioco come il calcio dove la squadra conta più che mai. Ed allora avrei ricordato loro le proprietà di una rete dove ogni singolo nodo ha grande importanza quanto più si connette agli altri. Più passaggi e più assist ai compagni: questi ti rendono un vero campione. Infine avrei dedicato gli ultimi minuti per mandare in filodiffusione nelle loro orecchie Il mio secondo tempo di Max Pezzali.

Non ruberei mai il posto a Zdenek Zeman, di cui sono grande tifoso, che ammiro per il calcio vincente e divertente. Sono sicuro che saprà far crescere la sua squadra. Spero che i giocatori e l'ambiente avranno la pazienza necessaria. Purtroppo nel secondo tempo la Roma ha migliorato solo di poco la sua situazione: la sua prestazione è rimasta insufficiente, deludente. Mi aspettavo più determinazione e più coraggio, da giovani privilegiati quali sono i giocatori di questa e di altre squadre. Tuttavia quel che è successo ci dà l'opportunità per riflettere sul nostro secondo tempo, non credete?

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