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Francesco D’Assisi, l’orto di Giulia e i tradimenti della chiesa e dell’arte

Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quatt...
Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco. Basilica inferiore di San Francesco (Assisi - Italy) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Alì Dea Omoruyi «ma tutti mi chiamano Giulia». Proviene dalla Nigeria ed è responsabile, insieme al marito Rolando, dell’orto urbano del monastero dei benedettini di Assisi, ai piedi della Basilica di San Francesco che si celebra oggi 4 ottobre 2012. La sua storia mi sembra la più bella per ricordare il santo patrono d'Italia. Giulia è vincitrice del premio Oscar Green, promosso da Coldiretti e indirizzato alle innovative idee in agricoltura. Così racconta a Umbria24 la sua vita: «In Umbria mi sono spostata in tanti paesi, sempre lavorando onestamente, sempre conquistandomi la stima delle persone con cui ho lavorato. Ho coltivato a lungo il tabacco, poi ho fatto assistenza agli anziani, ho fatto la babysitter, mi sono occupata di ristorazione e tanti tanti altri lavori. Mi conoscono tutti ormai. Non ho mai preso la strada facile di fare i soldi facilmente come capita anche a tanti stranieri. Anche io se avessi voluto avrei potuto prendere altre strade invece ho sempre scelto la strada del lavoro, anche se questo ha significato tante difficoltà e anche un percorso in solitario. Ho incontrato l’uomo con cui sono stato insieme, l’unico da quando sono in Italia, che poi ho sposato. È un lavoratore ed è con lui che abbiamo fatto tanti sforzi, tanta fatica e tanti sacrifici per andare avanti. Oggi ho due figlie e una nipotina».

La sua è dunque una straordinaria e bella storia di integrazione. Alì Dea Omoruyi è diventata a tutti gli effetti italiana come italiano, anzi il più italiano tra tutti fu Francesco D'Assisi definito infatti “Il più santo tra gli italiani, il più italiano tra i santi”. Solo che a pronunciare questa espresione su di lui non fu Benito Mussolini, come fino ad oggi si riteneva, ma Vincenzo Gioberti. Lo afferma un nuovo studio presentato in questi giorni a Roma.

Così viene ricordato in un tweet tra i più retwittati oggi forse il più amato dei santi italiani mettendo in evidenza la stridente contraddizione con la magnificenza della basilica a lui dedicata. Gli affreschi di Cimabue e Giotto, all'interno di questa basilica, sono oggetto di una raccolta fondi per il restauro. Peccato che

Francesco è stato tradito non soltanto dalla Chiesa ma anche dall' Arte. Il tradimento comincia con la basilica d' Assisi voluta da frate Elia: non si poteva costruire qualcosa di più antifrancescano! Peggio ancora l' orribile chiesa posata nel Cinquecento sopra la Porziuncola. L' ultimo erede dell' immagine autentica del Santo è stato Cimabue. E' stato dimostrato come Giotto fosse molto legato alla borghesia mercantile di Firenze, all' inizio del Trecento: e forse ha rappresentato una figura conforme all' idea che quella gente si faceva del Santo.

Parola dello storico Jacques Le Goff in un'intervista a la Repubblica del 30 novembre 1999.

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