Piccolo elogio della revisione

Illustrations from File:I promessi sposi (1840...
"I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII (1840)" di Alessandro Manzoni, Tip. Guglielmini e Radaelli, Milano 1840) (Wikipedia)

Chi scrive, soprattutto per professione, sa quanto sia importante la revisione, anche in tempi di scrittura veloce, sminuzzata, spesso istantanea a cui ci stiamo abituando tra social network, micro-blogging e chat. Spesso però, in generale, non facciamo caso ad essa: prendiamo per buona la prima stesura e andiamo avanti. Ma così facendo  lasciamo che le parole cozzino le une con le altre. E se confondiamo le parole il nostro scritto ne soffrirà, come anche la sua chiarezza. Sono ammonimenti de L'arte della scrittura di Lu Ji che da qualche tempo sto commentando in questo blog.

Già ho avuto modo di accennare alla necessità della revisione citando Francesco Petrarca e le sue "sciocchezze". In quello stesso post abbiamo esaminato la scelta delle parole giuste. Ora è il momento di scendere ancora più in dettaglio, di passare al setaccio quella prima selezione con una accuratezza che ci suggerisce lo stesso Lu Ji:

Il generale ispeziona le sue truppe
nei particolari più minuti,
fino al singolo capello.

Viene raccomandato allora un altissimo livello di dettaglio, come se dovessimo esaminare al microscopio parole, espressioni ed ogni altro dettaglio. Nulla ci può sfuggire. Niente può essere lasciato al caso. Così il copywriter che dovrà riflettere i valori e gli obiettivi dell'azienda per cui scrive dovrà mostrare uno stile sempre fedele ad essi. Il giornalista che scrive per le agenzie dovrà eliminare ogni interpretazione e trasmettere i fatti nel modo più cristallino possibile. Lo sceneggiatore dovrà rivedere infinite volte la sceneggiatura in funzione delle richieste della produzione, della regia, degli altri tecnici. La scrittura, del resto, è perenne revisione, per definizione. Pensiamo a Giuseppe Ungaretti che rielabora di continuo i suoi primi componimenti e ne pubblica più versioni. E benedetta sia la revisione perché è grazie ad essa che Alessandro Manzoni trasformò un romanzo mediocre quale era il Fermo e Lucia in quel capolavoro che sono I Promessi Sposi.

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