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Storia della mia guarigione dalla confusione

Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's liv...
Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's live-action version of The Lord of the Rings. (Photo credit: Wikipedia)

Tanto tempo fa in Persia viveva un sovrano conosciuto con il nome di Yunàn. Questi possedeva un'immensa fortuna e un potente esercito di guerrieri, ma portava su di sé i segni della lebbra. Furono interpellati tutti i medici e i saggi del regno che cercarono di curarlo con medicamenti tremendi che spesso gli provocavano le più atroci sofferenze. Senza alcun risultato, anzi la malattia avanzava. Finché non giunse a corte il venerando saggio Rubbàn che lo curò non solo senza sofferenze ma addirittura facendolo divertire e giocare sulla pubblica piazza con lo scettro con cui colpiva una palla. Il re guarì e il saggio ricevette grandi riconoscimenti.

È la prima parte del racconto Il visir Yunàn e il saggio Rubbàn de Le mille e una notte. Lo prendo a prestito per raccontarvi, in breve, la mia ultima guarigione, che è andata pressapoco allo stesso modo.

Prima delle vacanze natalizie, infatti, mi ero ammalato di confusione, di mancanza di chiarezza d'intenti e di idee. Cominciavo a non capire cosa volevo fare nella mia vita. Da diversi anni conosco la mia direzione che è quella dell'attore da una parte e del formatore dall'altra. Però non riuscivo a focalizzare su quali attività concentrarmi, su quali progetti investire, su dove andare. E più mi sforzavo di pensarci più vedevo la nebbia. Fino al momento in cui cominciavo a vedere tutto nero: ogni percorso chiuso ed impossibile davanti a me. Non che mi mancassero le idee che in realtà non mi mancano mai. Il punto è che ogni volta che ne partorivo una subito la bocciavo, mi sembrava sbagliata, irrealizzabile, impossibile. Potete immaginare la frustrazione nel sentirmi un vulcano di idee con un tappo che gli impedisce di liberare le sue energie. Mi sentivo come Yunàn: un ammalato che più cerca di curarsi e più soffre.

Finché non è arrivato un saggio che mi ha proposto un gioco. Prendi una palla di vetro e guardaci dentro, mi ha detto. Dimmi, come ti vedi tra un anno, alla fine del 2013. Ma attenzione, non dirmi cosa pensi che accadrà così come stai adesso. Immagina di avere una bacchetta magica e di trasformare di colpo la tua vita. Chi sarai, come starai, dove sarai a dicembre 2013? Non mi serve pregarmi tanto. Ci sguazzo nell'immaginazione, nella fantasia io. E così gli ho scritto una pagina di diario alla data del 22 dicembre 2013. Questa pagina cominciava così:

Sono tornato da New York a Oria, da qualche giorno, per trascorrere le vacanze di Natale assieme alla mia famiglia. In questi giorni sono in uscita due film nei quali ho ottenuto ruoli principali:
una produzione americana, una commedia western nella quale sono uno sceriffo dall’apparenza goffa e pasticciona che deve cimentarsi in ardue prove nelle quali si salva soprattutto grazie al sense of humour;
una produzione italiana nella quale interpreto un boss che ha una sfrenata passione per la cucina.
Il film italiano l’ho girato tra febbraio e marzo. Poi a Giugno sono andato all’Esper Studio a New York per il loro workshop di sei settimane dove ho re-incontrato un insegnante e attore conosciuto due anni fa in Toscana.

Vi lascio immaginare il resto che è ancora più fantastico. Si può dire che ho immaginato come se il 2013 fosse l’anno più rivoluzionario, più positivo, più pieno di belle novità ed opportunità pazzesche della mia vita. Sapete qual'è stato l'effetto? Prima di tutto mi sono divertito tanto a scrivere quella pagina. E quando l'ho finita e l'ho riletta mi sono detto: sì, questo è quello che voglio!  

Caricature of Harry potter
Caricature of Harry potter (Photo credit: Wikipedia)

Bella forza, direte voi. In questo siamo bravi tutti. Tutti sogniamo di sfondare e di avere una grande carriera. Ma poi la realtà è un'altra. Sapete qual'è l'errore che facciamo in questo ragionamento? Farci bloccare dall'emisfero sinistro del nostro cervello e dalla sua logica, spesso criticona. È quel che stava accadendo a me ogni volta che tiravo fuori un'idea che dopo cinque minuti cassavo e buttavo via. Invece farmi una fotografia senza filtri logici ha permesso al vulcano di non avere più impedimenti. È come se una magia mi avesse liberato dall'incantesimo che mi bloccava. Lo confesso: con i miei occhialini da intellettuale mi sono sentito un po' Harry Potter e un po' genietto  😎

Il grande Gandalf o, se volete, Rubbàn che mi ha liberato dalle catene corrisponde al nome di Umberto Santucci, consulente e formatore free lance nel campo del problem solving e di altro ancora. Conosco da anni Umberto e devo a lui quel poco che so di mappe mentali, di pensiero visuale, di problem solving. Quindi per me è stato naturale rivolgermi a lui, chiedere la sua consulenza.

Avrai sognato un po', starete pensando ora. Ma poi di concreto cosa è successo? Prima di tutto ho smesso di mettere freni e impedimenti a quel che voglio fare. Che non è poco. Tuttavia non ci siamo limitati a questo. Con Umberto abbiamo continuato a giocare nei nostri rispettivi ruoli: abbiamo compiuto un vero e proprio percorso nello spazio di un tempo brevissimo come le vacanze natalizie. Così dopo la fotografia di fine 2013 mi ha fatto preparare altri elaborati come il calendario a ritroso del 2013, il racconto del 2013, la scheda di un progetto e, infine, il mio primo diagramma di Gantt. Perciò di fronte a qualunque problema vi consiglio di contattarlo e di chiedere la sua consulenza. Nello spazio di 15 giorni sono passato dal non sapere dove cacchio il tesoro si trovava, alla mappa del tesoro, alla sua individuazione e alla fine l'ho anche trovato. L'invidia di tutti gli esploratori!

Quel tesoro, cari amici, è il capire cosa si vuole fare nella vita ed avere un'idea più precisa ed organizzata possibile su come riuscirci. Conosco, a questo punto, l'obiezione: a che serve programmare come un project manager le proprie attività se poi gli imprevisti mandano all'aria i tuoi piani? Chi fa questa considerazione non prende in esame due aspetti:

  1. visto che ci sono terremoti, che al momento non possiamo prevedere, e uragani, non sempre di facile previsione, nel mondo, che facciamo smettiamo di costruire o sistemare le nostre abitazioni?
  2. gli imprevisti fanno parte del gioco così come gli eventi casuali e ne possiamo addirittura approfittare, così come accadde a Daguerre che dimenticò un cucchiaio su una lastra argentata e diede inizio così all'invenzione della fotografia.

Nella storia di Yunàn e Rubban il saggio poi perse i favori del sovrano perché altri aspiranti consiglieri del re con la loro invidia riuscirono a metterlo in cattiva luce. Tanto che Yunàn ordinò la morte di Rubbàn. Questi però con uno stratagemma riuscì ad evitare la sua morte e a provocare quella del sovrano Yunàn. I saggi hanno un grande potere nelle loro mani che è quello di liberarci dalla realtà che ci pietrifica. Sta a noi usarlo a nostro favore o contro di noi stessi.

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7 thoughts on “Storia della mia guarigione dalla confusione

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