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Zeman, il guru che si adatta per amore

Zdenek Zeman
Zdenek Zeman (Photo credit: Wikipedia)

Il quotidiano Leggo, di ieri 31 gennaio 2013, riferiva di alcuni cambiamenti che Zeman avrebbe introdotto negli allenamenti della Roma, di cui è il coach, a seguito delle prese di posizione della società nei suoi confronti che non aveva gradito le sue esternazioni sulla mancanza di disciplina dei giocatori. Torneranno dei giocatori che non stava più schierando, gli allenamenti saranno meno duri, e ci dovrebbe essere più dialogo tra lui e la squadra. Chi conosce le formazioni di questo tecnico sa che esse, atleticamente, riescono ad arrivare alla fine del campionato con più birra delle altre. Proprio grazie al gran lavoro in allenamento. Che ne sarà di questo aspetto? Si potrà dire che ora è in secondo ordine rispetto al salvare la panchina? Molti sono i dubbi sul fatto che il boemo miri proprio a questo. Ha fama di uno che non cambia mai o quasi. La dirigenza gli avrebbe chiesto di essere meni guru e più allenatore, spingendolo così, tra l'altro, a rinunciare alle sue esternazioni. Vedremo quindi uno Zeman inedito da qui alla fine del campionato o sta cercando, piuttosto, di ricucire un deteriorato rapporto con alcuni giocatori? Dopo la partita con il Cagliari, che si giocherà stasera, tornerà quello di prima?

La sua situazione è quella del leader di un gruppo messo sotto accusa, anche se giura di aver chiarito tutto. Spesso in tali situazioni ci si dimette. Oppure si cerca il compromesso, adattandosi. Tuttavia l'adattamento deve essere duplice: anche il gruppo deve introdurre qualche cambiamento accogliendo le richieste. E Zeman prima dell'ultima partita con il Bologna lo aveva invocato questo cambiamento, chiedendo più disciplina. Ci si aspettava una presa di posizione della società con un richiamo ai giocatori e invece, come spesso accade nel calcio, è stato tirato in ballo l'allenatore. Quanto è salutare un comportamento di questo genere per il team? Che posizione prederanno i giocatori? Che ruolo hanno le regole se queste vengono invocate dall'allenatore che però viene smentito? E quanto è giusto che questi rinunci a quelli che fino ad allora sono stati i suoi punti di forza? Non dipendono forse da simili situazioni le spaccature all'interno di un gruppo?

D'altronde la società ha obiettivi che non riguardano la vittoria della squadra ma la costruzione di un nuovo stadio. Zeman ama la squadra e la città. Avrà accettato di cambiare per questo? Farà il bene della squadra in questo modo?

Aggiornamento del 2 febbraio 2013: Zdenek Zeman non è più l'allenatore della Roma. Per il momento la squadra è affidata ad Aurelio Andreazzoli. Il direttore sportivo Walter Sabatini ha così commentato:«Io sto malissimo per questa situazione. Questa stagione non finirà cosi. Zeman è stato sfortunato ma vedrete che questa storia non finirà cosi». Invocare la sfortuna in generale non è da professionisti, specie in questa occasione. Con grande amarezza ho appreso dell'esoner del boemo al quale rinnovo tutta la mia stima.

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