Esame di coscienza pubico

Opera di Uccio Biondi
Roberta, dal ciclo Monne Terranee di Uccio Biondi.

Ieri sera ho promesso sulla mia bacheca di Facebook di non regalare mimose e di non fare auguri per la festa della donna ma piuttosto di fare un esame di coscienza pubblico per tutte quelle volte che sono stato maschilista. Non è un caso se ho intitolato questo mio post Esame di coscienza pubico. La speranza è quella di ricordarmene così da evitare di esserlo in futuro. Se cambiamento ci deve essere è bene interpretarlo in prima persona, su di sé, a partire da ciò che non va nei propri atteggiamenti. Spero che il mio piccolo contributo possa essere utile.

Inizio allora la mia disamina a partire da tutte quelle volte che sono stato maschilista con mia madre. In questo seno provengo da un lungo retaggio maschilista, da una società che si presenta come patriarcale nella quale, ancora oggi, vedi i maschi in piazza a chiacchierare e a bere nei bar e le donne chiuse in casa. Per fortuna questo riguarda sempre di più gli anziani. Tra i giovani e i giovanissimi c'è qualche cambiamento infatti. Ma l'aver relegato sempre di più mia mamma alle faccende di casa è il frutto di una sub-cultura non troppo dissimile da quelle di certi paesi africani dove i maggiori carichi di lavoro, anche nei campi, sono affidati alle donne.

Sono stato maschilista tutte quelle volte che non ho saputo immaginare o vedere una donna in ruoli istituzionali sempre più ingiustamente riservate agli uomini come la presidenza della repubblica. Per questo motivo mi auguro che il prossimo presidente in Italia sia Franca Rame.

Ho rischiato di perdere una grande opportunità di dialogo tra i due sessi e soprattutto la possibilità di esplorare la natura profonda della donna, che è un grande privilegio che solo agli attori è concesso. Stavo per rifiutare, infatti, il ruolo della strega in un allestimento del Macbeth di William Shakespeare da parte di Enzo Toma. Per fortuna ho accettato e in quell'occasione ho avuto un confronto con le condizioni minime dell'essere muliebre.

Non sono stato esente da maschilismo nella storia con la mia ex, l'algerina Nesrine. Infatti non riuscì ad ascoltarla più di tanto e a comprenderne le vere esigenze, lei che veniva da un altro continente e da un'altra religione. Ho forse avuto una pretesa, tutta fallocratica, di avere io il polso della situazione che invece mi sfuggiva.

E dopo essermi un po' confessato voglio qui trascrivervi dei brevi versi del poeta Abu Nuwàs che cito da Le mille e una notte. Sono parole che riprendono e completano quelle dell'emiro Harùn ar-Rashid che un giorno ammirò sua moglie Zobeide fare il bagno. Siano il mio omaggio all'altra metà del cielo.

Il mio occhio ha visto per un attimo una delizia,
ma l'amore ha attizzato per mia sventura
la separazione dalla gazzella che mi ha catturato il cuore;
all'ombra di due alberi frondosi sul pube
versa l'acqua delle brocche d'argento
che scintillavano come un plenilunio.
Magari potessi restare lì un'ora o due!

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