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Il governo di Rigoletto

Letta - Rigoletto
Enrico Lettra - Rigoletto

Rigoletto è capo del governo.  D'altronde chi meglio di lui può interpretare il nuovo verbo berlusconiano: «Non importa chi guida il governo...». Chiunque va bene purché chi amoreggiava con la bella figlia dell'amore o con altre fanciulle possa continuare a farlo.  Il fido Rigoletto si sacrifica e cerca anche di proteggere la sua amata figliola. In questo remake del Rigoletto il libretto è stato scritto da Berlusconi e D'Alema. Sono loro i duchi che continuano a tramare e a salvare i loro privilegi. Rigoletto si ritroverà ancora una volta con la figlia uccisa nel finale del terzo atto. E sarà di nuovo complice, suo malgrado. Pure stavolta crederà di salvarla e invece contribuirà alla sua fine.

Soltanto che ora siamo a Montecitorio e non a teatro. La figlia di Rigoletto è l'Italia che lui si troverà morente tra le braccia, dopo essere stata ferita a morte e chiusa in un sacco. E Rigoletto deve così arrendersi, la maledizione ha avuto il suo corso, come sempre nelle tragedie, mentre i ruffiani e i potenti lo sbeffeggiano cantando:

La donna è mobile
Qual piuma al vento,
Muta d'accento - e di pensiero.

Sempre un amabile,
Leggiadro viso,
In pianto o in riso, - è menzognero.

Di chi può essere allora caro Rigoletto quel corpo nel sacco? Tu credevi di vendicarti del prepotente stupratore di tua figlia ma il sudore freddo riga il tuo viso. Puoi tu forse sottrarti alla tua sorte? Sfuggire alla maledizione? Magari, chissà, se anche tu dismetti il tuo costume di salvatore della patria, se togli gli abiti di scena, se smetti di cantare un'opera divenuta farsa. Magari il direttore dell'orchestra manda a casa i musicisti cialtroni e licenzia i cantanti tromboni. Non dire però, caro Rigoletto, che ti accingi a ricalcare la tua farsa che non sai a cosa vai incontro, a quale destino tu conduci l'Italia.

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