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La montagna di Kurukshetra

Particolare - locandina.
Particolare della locandina di La guerra di Kurukshetra.

Ieri sera sono stato alla prima di La guerra di Kurukshetra di Francesco Niccolini con la regia di Giorgio Barberio Corsetti al teatro Abeliano di Bari. Voglio far conoscere le mie impressioni da spettatore così che chi deve pensare se andare a guardarlo possa magari trovare qualche nota a supporto della sua decisione. E chi lo ha già visto abbia qualche spunto di confronto.

Iniziamo con la prima considerazione che un aspirante spettatore cerca da subito: lo spettacolo merita proprio, anzi è da non perdere. Le due ore di durata , senza pausa, filano  in un susseguirsi di poesia, sorprese, bravura degli attori, video design ben congeniato e altro ancora. A un certo punto ho addirittura perso cognizione del tempo, non mi sono ricordato da quanto tempo fossì là ad assistere alla guerra delle guerre, al poema dei poemi. Perché siamo di fronte alla genesi e all'apocalisse ciclica di ogni vicenda umana. Il Mahābhārata, uno dei più grandi poemi epici dell’India di cui uno spettacolo racconta una parte, è anche questo.

La seconda freccia la voglio scoccare a favore degli attori pugliesi tra cui Marcello Prayer, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno, Ippolito Chiarello che cito perché conosco di più, di cui conosco il valore (e non sono il solo). Mi fa proprio piacere che il regista li abbia selezionati e che in un'intervista li abbia lodati.

Il terzo aspetto che mi sta a cuore è quello della "machina" teatrale che non a caso cita con una sola "c".  Il latino "machina" è più vicino al Mechanè greco: la gru che sollevava l'attore che impersonava il dio nel teatro dell'antica Grecia. La scelta per questo spettacolo di due praticabili mobili spesso inclinati e altre volte in orizzontale è un espediente di alta efficacia per risolvere tanti cambi scena e delle vere e proprie scene tra cui cito soprattutto la zangolatura del mare.

Come ogni spettacolo ci sono, com'è ovvio che sia, delle imperfezioni, qualcosa che non funziona, qualche scelta non del tutto chiara. Anche qui ce ne sono. Personalmente ho trovato un po' di difficoltà all'inizio ad entrare nella storia che è piena di personaggi, vicende, colpi di scena, ecc. Nonostante che conoscessi un po' questo poema tenere il filo non è stato del tutto facile. Quindi raccomando attenzione sin da subito.

Tuttavia non è detto che lo spettatore ogni volta debba stare del tutto a suo agio, che ogni cosa gli sia data come come pappa pronta. Forse deve anche lui scalare un pezzetto di quell'Himalaya che viene citato nel poema in modo non diverso da come ha dovuto fare Niccolini, l'autore con le cui parole termino il mio post:

Non esiste una montagna più faticosa da scalare, altrettanto crudele e straordinariamente bella. Non esiste un atto d'accusa più lucido, spietato e disperato contro la follia dell'uomo, né inno più palpitante all'infinita bellezza del creato.

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2 thoughts on “La montagna di Kurukshetra

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