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Il naso di Michelangelo e il vizio dell’incompetenza

Film poster for Ronin (film) - Copyright 1998,...
Film poster for Ronin (film) - Copyright 1998, United Artists (Photo credit: Wikipedia)

C'è un cliente di mio padre, aerografista, che gli sta dicendo che colori usare e come portare avanti il lavoro, anche se non ha idea di ciò che gli sta uscendo dalla bocca. Lo sento ciarlare, ad esempio, di giallo canarino mentre mio padre gli risponde che quel colore è l'ocra. Non ne posso più. Tra poco vado da loro e gli dipingo la faccia e la lingua. Di giallo canarino.

Ci vuole pazienza direte voi e, al limite, "attaccare l'asino dove vuole il padrone". Ci sono sempre quelli che hanno un'idea da dare agli altri anche se non sanno quello che stanno dicendo. Persino Cristo in croce chiese al Padre Celeste di perdonare quelli che non sanno cosa stanno facendo.

Nel gennaio dell'anno scorso per un racconto teatrale chiedemmo ad un giornalista una testimonianza  e questi per poco non diventò attore e regista del racconto. Ma non fu l'unico: quasi tutti ci dicevano cosa mettere in scena e come. Invece di raccontarci i fatti, che erano quelli a cui eravamo interessati. E ai quali un giornalista dovrebbe essere abituato. Credo sia un vizio comune quello di ritenerci esperti in qualche campo anche se non ce ne occupiamo tutti i giorni. Basta vedere i manifesti per strada ad esempio pieni di roba inutile (oltre che propagandare eventi tremendi). Le tipografie sono piene zeppe di grafici dell'ultim'ora tuttofare che guai se mancano loro ad ogni momento, che non possono delegare, perché solo loro sanno come si fa questo e quello.

I nostri curricula sono infarciti di skills, di competenze. Le aule di formazione sono preda di formatori che magari si definiscono senior, esperti anche se è la prima volta che si occupano di ciò che stanno per insegnare. E lo fanno con una prosopopea da grandi esperti. Mi viene in mente il film Ronin quando Spence (Sean Bean) dimostra di non capirci nulla in fatto di armi dopo essersi spacciato per un trafficante di fucili e pistole. Viene cacciato via da Sam (Robert De Niro) che lo smaschera. Ma qui siamo già nel novero dei truffatori tra cui i tanti folcloristici guaritori messi sin troppo alla berlina da trasmissioni nazional-popolari targate mediaset.

Michelangelo Buonarroti
Michelangelo Buonarroti (Photo credit: Wikipedia)

Io parlo invece del vizio del gonfaloniere Pier Soderini che un giorno fa notare a Michelangelo che il naso di una statua era sproporzionato, anche se non era vero. Lo scultore fa finta di assecondarlo e di raffinare il naso, facendo in realtà cadere solo della polvere di marmo che teneva in pugno. A ritocco finito Soderini dice che ora la statua è perfetta.

I teatri sono affollati da amici del teatro. Le mostre da amici della pittura. I concerti da amici della musica. E, di solito, tutti questi artisti  si legano alla beneficenza per riempire spazi altrimenti vuoti.

Sono patetici, qualcuno occorre che glielo dica. Non voglio mettere a bando hobby e hobbysti. Non ce l'ho con i ciclisti della domenica. E non si tratta di mancanza di umiltà da parte mia. Carmelo Bene diceva di non sapere nemmeno lui bene cosa fosse il teatro nonostante  passasse tutta la vita nei teatri. Vorrei solo che chi ha il vizio di parlare troppo imparasse a tacere.

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