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La Memoria Minerale e la menzogna

Foto di Carmelo Raineri.
Foto di Carmelo Raineri.

È periodo di Memoria Minerale questo per me. Ma non sono il solo. I protagonisti li trovate, infatti, tra i cittadini di Mesagne. Stanno accadendo eventi strani in questa cittadina. Come il laboratorio teatrale per gli anziani, la banca cittadina della memoria, il laboratorio d'arte di Antonio Catalano. Ora uno dei prossimi eventi sarà dedicato al teatro di narrazione attraverso un festival che si terrà a Settembre. È l'aspetto che conosco meglio perché vi sono coinvolto insieme ad altri partecipanti con cui sto condividendo il laboratorio tenuto da Francesco Niccolini per la parte di narrazione e da Fabrizio Pugliese per quella attoriale.

Italiano: Chiesa Madre - centro storico
Italiano: Chiesa Madre - centro storico (Photo credit: Wikipedia)

Questa memoria è allora la ricerca di un'appartenenza, di un transito su un territorio o, meglio, del senso di un passaggio: i legami, i ricordi, i sogni. Può riguardare chiunque: chi è invecchiato tra una piazza e una via, chi ci ha passato qualche anno, chi vi si trova per la prima volta. "Chissà queste pietre che cosa raccontano". Quante volte lo abbiamo pensato passeggiando in un centro storico? Di solito sono gli archeologi o gli esperti di storia e di arte che custodiscono questi segreti. Se però passiamo alle storie della gente, delle famiglie, delle persone allora nessuno è esperto e ciascuno è esperto. Ognuno di noi, infatti, ha la sua storia legata ad un balcone magari, ad una fontana, ad un distributore di carburanti, come nel mio caso. La storia che racconterò sarà infatti quella della mia famiglia dal 1977 al 1980, anni in cui ero bambino e i miei portavano avanti la piccola stazione di servizio della Fina presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia vicino Oria. Ma la ricerca dell'identità può dare senso a se stessa. Penso, ad esempio, ad Ubaldo Lay, protagonista di una delle storie del laboratorio e di cui si sta occupando Giancarlos Stellini. È un po' l'emblema di chi viene catapultato in questo o quel luogo, non ne ha memoria ma pian piano rintraccia i fili di una relazione.

Planimetria del centro storico di Mesagne.
Planimetria del centro storico di Mesagne.

A me piace pensare a Memoria Minerale come ad una mappa dei luoghi e dei sogni. Non è un caso che la forma del centro storico  di Mesagne ricordi quella di un cuore. Incalcolabili i capolavori narrativi che questo straordinario scrigno racchiude. E che ora possiamo, almeno in parte, mappare come si fa con l'isola del tesoro. Poco importa, a questo punto, se la mappa sia reale o meno. D'altronde nessuna rappresentazione è reale. Anzi benvenuti siano i ricordi imprecisi, edulcorati, inventati persino. Benvenuta sia la menzogna con cui la finzione è impastata, con cui le nostre storie sono infarcite, con cui vi sedurremo. Raccontiamo noi stessi, i nostri luoghi, ciò che abbiamo vissuto eppure raccontiamo altre storie, altre direzioni che avrebbero potuto prendere le vicende, altri svincoli del destino. Solo così tutti, ma proprio tutti, ci ritroveremo cittadini delle città invisibili, nodi della rete della nostra stessa effimera esistenza.

Tornate spesso nel blog perché avrò molto da raccontarvi intorno a Memoria Minerale e al festival di settembre.

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3 thoughts on “La Memoria Minerale e la menzogna

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