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Semplicità e emozioni: grandi vie per il successo

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emotion icon (Photo credit: Łukasz Strachanowski)

"I più stupidi fanno più soldi e quelli intelligenti falliscono più spesso". Così Jacopo Fo commentava nel 2007 una ricerca dell'università dell'Ohio secondo la quale il quoziente intellettuale non è determinante per avere successo nella vita. Due sono i fattori che portano al successo gli stupidi mentre gli intelligenti falliscono, secondo lui. Il primo è la semplicità. Gli intelligenti, infatti, tenderebbero a realizzare progetti così tanto complessi da fallire. Gli stupidi invece farebbero dei progetti modesti e realizzerebbero una cosa per volta. Il secondo è l'intuito. Gli intelligenti tenderebbero ad analizzare, valutare e soppesare così tanto da essere sterili. Gli stupidi, al contrario, andrebbero "di pancia"  e quindi tendono a realizzare buoni affari grazie al loro intuito, al loro fiuto. Esempio di tutto questo, sempre secondo Fo, sarebbe la sinistra italiana così piena di artisti, cineasti, intellettuali eppure spesso incapace di attuare il suo grande potenziale.

Ulysses
Ulysses (Photo credit: Nick in exsilio)

Ulisse è il personaggio mitologico dell'intuito, del "fiuto" per eccellenza. La sua astuzia gli permette di trarre il più grande vantaggio possibile dalle circostanze e di sfruttarne l'orientamento favorevole. Non è certo uno che prima costruisce dei modelli e poi cerca di metterli in pratica. Non è uno di quei generali che schiera le truppe in battaglia come un geometra di cui parla Platone nella Repubblica. Questi due esempi sono tratti dal libretto Pensare l'efficacia di François Jullien (Laterza). E ci servono a capire la distinzione, di cui parla Jacopo Fo, tra gli "intelligenti" che pianificano in modo complesso e che falliscono e gli "stupidi" che sono degli opportunisti e che riescono ad avere successo. Esiste una terza via, complementare al fiuto e alla cultura del progetto e che è quella del non-agire, dell'intendere l'azione come un processo e lavorare alla trasformazione piuttosto che alla pianificazione. È questa la via dell'arte della guerra cinese, ad esempio. E che ritroviamo anche nel Tao the ching di Lao Tzu:

Chi cerca l'erudizione,
ogni giorno aggiunge qualcosa.
Chi cerca il Tao,
ogni giorno toglie qualcosa.

(...)Conquisterai il mondo se lascerai
che ogni cosa segua il suo corso.

(Citato dalla traduzione di Claudio Lamparelli, Oscar Mondadori)

Chi segue la semplicità, quindi, è tutt'altro che stupido. Chi riesce a capire ciò che è essenziale si dimostra, invece, molto saggio. Perché riesce a trovare ciò che davvero conta, ciò che è naturale e compie tutto senza forzature. La semplicità, però, non è un punto di partenza ma di arrivo. Ci vuol tempo, per esempio, a scrivere una lettera semplice, come affermò una volta Kant. Ci vuol tempo, ad esempio, per realizzare un edificio semplice come ha avuto modo di dire una volta l'architetto Renzo Piano durante un'intervista a Rai Tre.

Oltre alla semplicità l'altra chiave per il successo sono le emozioni. Il quoziente intellettuale è responsabile solo per il 20% dei fattori che determinano il successo. Lo dicono, in modo autorevole, due professori dell'Università dell'Ohio in un loro articolo. È un fatto: l'intelligenza, per quanto possa essere quella di un genio, da sola non basta. Qualcuno direbbe che ci vuole l'olio di gomito, la fatica, il lavoro. Ma qui lo teniamo per scontato e ragioniamo, invece, sugli elementi di base per il successo nella vita, nel lavoro ecc. In inglese esiste un termine che è "smart" e che significa essere intelligenti, abili, furbi, brillanti, svegli, forti, rapidi, veloci. Un bel set di significati per una sola parola, vero? Non è un caso che i maghi del marketing si siano inventati il termine "smartphone". Come si fa ad essere "smart"? Ci vuole l'intelligenza emozionale: "It includes knowing what your feelings are and using your feelings to make good decisions in life" ( Essa racchiude la conoscenza di cosa sono le sensazioni e il loro utilizzo per prendere buone decisioni nella vita). Questa è la definizione di  "intelligenza emozionale" data da O'Neil. L'intelligenza emozionale è fondamentale per capire le nostre emozioni e utilizzarle al meglio per raggiungere le nostre mete nella vita. Quindi non è tanto un "andar di pancia" come si è affrettato a dire il caro Jacopo Fo ma un dialogo interno per controllare le nostre emozioni e empatia per capire e rispondere ai bisogni degli altri.

In conclusione per avere successo è necessaria un'armonia tra le nostre idee intelligenti e quindi le nostre capacità creative, di inventiva da una parte e la spinta propulsiva che può venirci dall'entusiasmo, dalla passione e dalle altre emozioni ben convogliate dall'altra.

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2 thoughts on “Semplicità e emozioni: grandi vie per il successo

  1. mattei_manu

    Bel post, Giuseppe! Oltre alle emozioni, ho da poco scoperto che potrebbero esistere molte intelligenze (teoria delle intelligenze multiple di Gardner)... e a fine giugno 2013 ci sarà anche un convegno mondiale sull'intelligenza emotiva... qualcosa sta cambiando? 🙂

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