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Tre buone pratiche per finanziare il teatro

Theatre Lightshow
Theatre Lightshow (Photo credit: Mikepaws)

A che punto è la crisi, ci si potrebbe chiedere prendendo a prestito una celebre battuta del Macbeth di William Shakespeare: "A che punto è la notte?". In qualunque fase del suo ciclo sia, i continui tagli alla cultura creano enormi difficoltà alle arti, tra cui il teatro. Del resto i teatranti di ogni tempo e cultura hanno sempre dovuto barcamenarsi tra impedimenti di ogni tipo come la mancanza di fondi. Hanno quindi dovuto elaborare le più disparate strategie per averli. Shakespeare, che ho appena citato, e Molière non erano soltanto degli straordinari autori: una delle loro peculiarità era quel che oggi chiameremmo il management, che è anch'essa un'arte. Uno dei suoi obiettivi è quello di trovare i soldi per tenere in piedi compagnie e spettacoli. Un aspetto che sta diventando sempre più difficile. Tutti gli economisti che si sono occupati di spettacolo si sono resi conto che il settore teatrale è tecnologicamente non progressivo e quindi per questo destinato a scomparire se lo si lascia al solo gioco concorrenziale, come facevano notare Mimma Gallina, Lorenzo Scarpellini e Pierpaolo Forte nel 2001 nel saggio "Teatro e Stato: principi e quadro normativo" del libro Organizzare Teatro di Mimma Gallina edito da Franco Angeli. Oggi voglio segnalare tre diverse iniziative che mirano proprio al reperimento dei necessari fondi.

La prima strada che si può battere è quella del premio per la cultura che, per esempio, sta percorrendo l’associazione Città della Cultura / Cultura della Città di Ferrara, che sta partecipando al concorso Che Fare organizzato dall'Associazione Culturale Doppiozero. Hanno presentato un proprio progetto che si chiama Sempreverdi. Esso prevede la creazione di una filiera produttiva dedicata ai prodotti di seconda vita e ai saperi nascosti allo scopo di rigenerare il tessuto culturale e sociale del Teatro Verdi.

Una possibile seconda via è quella del Crowdfunding, un processo collaborativo di finanziamento dal basso. Lo sta usando la Compagnia Teatrale Teatri della Plebe per sostenere lo spettacolo Italians interpretato dall'attore Rosario Lisma con la regia di Antonio Mingarelli. Il progetto è presentato sulla piattaforma Proposizione.com e al momento ha raggiunto 515 euro sui 2000 necessari.

La terza pista è quella del mecenatismo, che il teatro ha da sempre perlustrato, rinnovato ai giorni nostri attraverso nuove tecniche di marketing come, ad esempio, la compensazione attraverso la dedica personale sulla poltrona con tanto di nome e cognome. È quel che sta facendo, per esempio, il Royal National Theatre di Londra che fa incidere i nomi dei donatori per contributi dai 100 alle 5 mila sterline. Iniziative analoghe sono state intraprese anche dal teatro Eliseo di Roma e dal Franco Parenti di Milano.

Avete mai sentito parlare di iniziative di questo tipo? Le avete mai usate per i vostri progetti?

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