Le imprese di un quarantenne che salta i muretti a secco

Nel cellulare della bella biondaDino Zoff nel 1982 vinse i campionati mondiali di calcio con la storica finale vinta con la Germania per 3 a 1, in Spagna. Aveva quaranta anni. Quelli che compio io oggi, 15 Febbraio 2014. E subito dopo fu testimonial di una celebre pubblicità, quella dell'olio cuore in cui saltava la staccionata. Quindi ho speranza di poter compiere qualche impresa sportiva ancora. Proverò a riprendere le mie attività fisiche saltando i muretti a secco del salento, visto che dalle mie parti le staccionate 'un ce so'.

Robbie Williams ha compiuto quaranta anni qualche giorno fa. E fa impazzire le ragazzine (e le donne più mature) dai tempi dei Take That. Allora forse posso essere ancora una rockstar pure io. Chi mi ha sentito cantare magari non è d'accordo ma prima o poi capiranno che le mie non sono stonature ma scelte di stile.

Io, però, tutti questi anni proprio non me li sento. Per rendermi conto di quanti ne ho bisogno di alcuni segnali. Vediamo, forse ho 40 anni perché:

  • i cantanti e le band che mi piacciono sono diventati ormai petrolio;
  • i giocatori che vedo nelle partite di calcio mi sembrano sempre più ragazzini e rimpiango il mio eroe di gioventù, Alessandro Altobelli;
  • quando dico ai ragazzi di oggi"riavvolgi il nastro" mi guardano senza capire;
  • penso ancora al mio primo amore, Lamù.

Mi pare che siano quindi proprio quaranta. Un numero importante, biblico. Da oggi capisco il significato del termine "antidiluviano" con il quale mi etichettano quando parlo di sceneggiati come Sandokan e Alla Conquista del West, che continuano a farmi impazzire. Giacché ci siamo spero finisca anche questo quarantennale peregrinare nel deserto della crisi visto che è da quando sono nato che sento ronzare nelle mie orecchie "c'è la crisi, è colpa della crisi, siamo in crisi...".

Mi viene da pensare a cosa ho fatto in tutti questi anni. Massimo Ranieri, che adoro, canta da quaranta anni perché non sa nuotare. Che mi sembra una buona idea, se non altro per non affogare. Anche io non so nuotare. Preferisco rubare, come i quaranta ladroni di Alì Babà. In senso metaforico, s'intende. Anzi rubo proprio le metafore: quelle che recito e quelle che ho iniziato a scrivere. Giacché non ci può essere niente di nuovo sotto il sole, mi arrangio con quello che c'è.

Ed ora viene la parte commovente, strappalacrime del mio post. Vi avviso prima. Così vi regolate. Perché sono contento di esserci in questi miei primi 40 anni, tanto per citare Marina Ripa di Meana. Ringrazio i miei genitori per avermi scelto nel casting del grande film della vita (che poeta!). Ringrazio tutti i miei amici vecchi e nuovi, a partire da Pasquale e Maurizio, i più antichi, quelli delle scuole elementari e medie che ora non so in quale diavolo di modo si suddividano. Ringrazio tutti i miei maestri e qui la lista sarebbe lunghissima, cito solo mia nonna Mimina che, da analfabeta, mi ha insegnato l'unica lettera che sapeva scrivere la "O" o, meglio, come diceva nel suo dialetto cegliese " u jo" e che mi ha fatto capire che delle storie la cosa più importante è la loro musicalità, la loro ripetizione, il loop. E per forza, conosceva solo la storia di Cummari Furmiculecchia e mi raccontava sempre quella! Ringrazio tutte le ragazze che ho amato e che hanno lasciato in me una traccia profonda, soprattutto Nesrine, che è quella con cui ho condiviso più intensamente la mia vita. Ringrazio Zeman che spero di rivedere presto in panchina. E, infine, permettetemi un doveroso, caloroso, affettuoso ringraziamento a colui che mi fa sentire meno vecchio e che mi fa da ponte con il mondo della prima repubblica, che ricordo con un po' di nostalgia. Sto parlando di Paolo Cirino Pomicino, che mi fa tanta tenerezza quando ancora interviene nei talk show televisivi e quando rilascia dichiarazioni. Pensavo che l'immortale era Giulio Andreotti e, invece, l'ha fregato!

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