Sulla necessità di drammatizzare le proprie idee

Trojan horse
Trojan horse (Photo credit: tryangulation)

Cinema e tv lo fanno, perché voi no?

Questo è il titolo provocatorio di uno dei capitoli di Come trattare gli altri e farseli amici, di Dale Carnegie (Tascabili Bompiani). Pensate che la verità basti?

La verità da sola non basta. Dev'essere resa vivida, interessante, drammatica, si deve usare uno stile spettacolare. Lo fa il cinema, lo fa la televisione, e lo dobbiamo fare anche noi se vogliamo ottenere attenzione.

Da grande esperto di sviluppo personale e di leadership Dale sapeva bene che occorre rendere spettacolari le nostre idee.  Nel suo libro cita i vetrinisti e gli spot televisivi. Non solo. Ci parla anche del genitore di un bambino che s'inventa il passaggio del trenino nella sua cameretta per fargli raccogliere tutti i giocattoli che vi ha sparso a fine giornata.  Significativo è poi l'aneddoto di Jim Yeamans, un venditore, che convince il suo cliente a cambiare il registratore di cassa facendo tintinnare delle monete per terra per fargli capire che stava buttando via i soldi.  Come notevole è anche l'esempio del venditore di creme di bellezza che dispose trentadue vasetti della concorrenza con "affrancato un cartellino che riassumeva i risultati della ricerca i modo conciso e drammatico". Così colpì l'attenzione del suo acquirente che si dimostrò interessatissimo.

Date retta a qualcuno se vi racconta qualcosa in modo neutro, anche se veritiero, oppure preferite dare ascolto a chi ha un minimo di potere drammatico, anche se magari non tutto ciò che dice è vero? Facciamo l'esempio di una dichiarazione d'amore. Ci sentiremmo coinvolti se fosse fredda? Non abbiamo forse bisogno che ci parli con tutta la forza delle sue emozioni?

La ragione per cui spesso le idee falliscono è perché non sono state rese drammatiche abbastanza, perché non sono state spettacolarizzate. Se si racconta un'idea così com'è, infatti, si finisce per il buttarla via: a quel punto un'idea è come un'altra, perché dovrebbe essere accolta? Che cosa fa, invece, uno che è convinto di avere l'idea del secolo? La presenta con tutta la passione, l'entusiasmo e il vigore drammatico che ha.

Pensiamo al film The Aviator. Tanto per cominciare Howard Hughes usa sempre una grande immaginazione e una grande ambizione in ogni idea che gli viene in testa. Tutti lo ascoltano e si innamorano delle sue idee. Lui è un grande maestro di drammatizzazione. Pensiamo all'episodio in cui un suo film, di cui è produttore, viene censurato per alcune scollature di donne. In quel caso fa riprodurre una serie di gigantografie scene con  mammelle in altri film e le espone davanti alla commissione che deve giudicare la sua produzione. Solo ad un grande talento visionario e drammatico poteva venire un'idea del genere.

Un altro, prima di lui, in fatto di idee spettacolari non secondo a nessuno fu  Ulisse. Soprattutto quando regalò ai cittadini di Troia quel grande cavallo di legno con le sue truppe stipate all'interno che gli permise di espugnare la città. Anche Marco Porcio Catone rese altamente emotivo e vivo un suo discorso ricorrendo ad un espediente drammatico. Nel pronunciare la celebre frase Carthago Delenda Est mostrò un cesto di fichi che proveniva da Cartagine per far capire quanto la potente città africana era troppo vicina e quindi che era necessario distruggerla.

Quante idee, pur buone, abbiamo buttato via perché non abbiamo saputo comunicarle? Come presentarle meglio? Come renderle vive e interessanti? Ho deciso di studiare un po' questa materia e di parlarle in una serie di post, di cui questo che avete letto è il primo. Appuntamento a domani con un secondo aspetto di questo argomento.

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3 pensieri su “Sulla necessità di drammatizzare le proprie idee

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