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La quotidiana dose di dramma per divertirci

Se devi fare una sorpresa rendila drammatica. Perché? Perché attirerà molto di più l'attenzione, semplice. Come accade in questo video.

Tutto quello che i destinatari devono fare, in questo caso, è schiacciare un bottone. Dopodiché può succedere di tutto. Una tv belga ha pensato di pubblicizzare così il suo canale ad alta definizione, così alta che ci puoi finire dentro, come nel sequel della pubblicità.

Disneyland 14
Disneyland 14 (Photo credit: William Shewbridge)

In questo altro caso le conseguenze sono ancora più drammatiche. Infatti nello striscione finale si parla di "dose quotidiana di dramma", quella dose che ci fa salire l'adrenalina perché siamo parte di un'avventura. Lo stesso meccanismo, a pensarci bene, dei parchi ricreativi e tematici o, se vogliamo, dei luna park. Che cosa chiedono le persone a Disneyland o a Gardaland? Vivere una storia, a grande contenuto drammatico, in totale sicurezza e relax. Lo stesso accade con le crociere e con i centri commerciali. Si tratta di una grande domanda di spettacolo.

Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 andò in onda prima negli USA e poi in Italia la serie televisiva Fantasilandia in cui gli ospiti in un'isola-vacanza potevano vivere la storia dei loro sogni grazie a situazioni sceneggiate su misura da attori.  Qualche volta chi ci andava preferiva il ritorno alla realtà per delle conseguenze negative che non aveva previsto. Ma la situazione di base è sempre la stessa: sentirsi parte di un grande film in diretta nel quale abbiamo la nostra parte e in cui possiamo divertirci senza che ci accada davvero di farci male o morire. Lo stesso desiderio dei bambini quando giocano.

Cinema e tv lo fanno, perché voi no ho chiesto citando Dale Carnegie nel primo di una serie di post dedicati al potere della drammatizzazione. E abbiamo visto come la verità da sola non basta, che occorre renderla viva, interessante, drammatica. Perciò non è sufficiente che io faccia la pizza più buona del paese, per esempio, o che sia il miglior meccanico di tutta la provincia oppure che sia il miglior programmatore in giro oppure ancora che sappia cucinare meglio di tutti. Mi fermo qui ma potrei fare mille altre esempi di professionisti che sono i migliori nel loro campo ma che lavorano poco o addirittura non lavorano.

Molto dipende da quanto sappiamo spettacolarizzare la nostra offerta. Si badi che non sto dicendo di diventare dei fenomeni da baraccone. Sto parlando di un'efficace, sana, interattiva drammatizzazione delle nostre competenze. Ed oggi credo che possiamo imparare una lezione dai due video che vi ho mostrato. Non importa che lavoro facciamo o se siamo attori o registi o artisti o insegnanti o camerieri. La cosa che davvero conta è capire chi sono le persone con le quali vogliamo avere a che fare e farle divertire al meglio delle nostre possibilità. In che modo? Ne parlerò domani in un nuovo post in cui racconterò come riuscì a trovare lavoro un ex musicista appassionato di teatro che è diventato uno dei più grandi, se non il più grande, regista di tutti i tempi.

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