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Come avere successo a Hollywood presentando un romanzo

Orson Welles
Orson Welles (Photo credit: dahlia.delilah)

Prendete un libro di fantascienza, che magari parli di invasione aliene, di marziani per essere precisi. Prendete i microfoni di una radio dove lavorate come speaker. Dovete presentare questo romanzo e pensate di farlo attraverso un finto notiziario in cui simulate l'annuncio dell'arrivo degli extraterrestri sulla terra. Chi ci crederà mai? I radioascoltatori si annoieranno tutti e cambieranno stazione. Correva l'anno 1938. Questo speaker si chiamava Orson Welles e quelli che ho citato erano i suoi pensieri poco prima di andare in onda, in diretta. L'idea proprio non gli piaceva solo che lui e i suoi collaboratori non avevano avuto il tempo per trovarne un'altra che fosse più efficace. Alle venti in punto del 30 ottobre una voce annunciò:

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità».

Ebbe così inizio l'evento radiofonico e in generale mediatico più drammatico e più falso della storia: La Guerra dei Mondi. Chi  si sintonizzò sulla CBS quella sera fu preso dal panico e corse in strada per non farsi sorprende, inerte, dai marziani. Quella trasmissione sconvolse gli americani che credevano di avere le navicelle spaziali aliene fuori dalla porta di casa.

Il ventitreenne programmista Orson Welles diventò famoso nel corso di quella notte. La RKO Pictures, nota casa di produzione e distribuzione cinematografica, gli offrì un contratto per girare tre film a Hollywood per i quali gli lasciò completa carta bianca: poteva girare quel che gli pareva con un enorme budget a disposizione. Alzi la mano il regista che avrebbe rifiutato una simile possibilità all'inizio della sua carriera, ancor prima di aver realizzato il primo corto o lungo della sua vita. Sebbene Welles riuscì a concludere solo uno dei tre film promessi per lui si trattò della più strabiliante possibilità mai offerta ad un filmaker.

All'inizio di tutto questo c'è una messa in scena che quel giovane programmista riteneva addirittura noiosa e alla quale si prestò con riluttanza. Tuttavia questo episodio è un'incredibile dimostrazione del potere della drammatizzazione di cui mi sto occupando in una serie di post. Nel primo ci siamo occupati della necessità di drammatizzare le proprie idee, raccomandazione che ci viene dal grande esperto di sviluppo personale e leadership che è stato Dale Carnegie. In un secondo post abbiamo esaminato la campagna pubblicitaria di un canale televisivo che sfrutta al meglio quella quotidiana dose di dramma che ci diverte e ci coinvolge come spettatori. In questo terzo post ho citato l'esperimento dell'allora giovane attore di teatro Orson Welles per lanciare spunti circa la possibilità di trovare lavoro partendo proprio da piccole drammatizzazioni.

Spesso tanti attorie registi lamentano la mancanza di spazi e possibilità per farsi conoscere. D'altra parte molti frequentatori di librerie o spettatori di recensioni di libri lamentano la lunghezza o la poca brillantezza di certe recensioni. I due mondi possono unirsi. È quel che accade con il teatro in libreria. Nel 2007 sono stato coinvolto personalmente in un'iniziativa di questo genere. Presentavamo dei romanzi facendone vivere i personaggi in librerie di Roma attraverso alcune scene descritte nel libro. Per avere un'idea più precisa si può guardare questo video amatoriale.

Mi pare evidente che se l'idea è ben curata tutti vi ringrazieranno: autori, ospiti, commessi della libreria, editori, ecc. E, magari, prima o poi capiterà l'occasione di avere successo come Orson Welles o quasi.

Appuntamento a domani: vedremo come la Coca Cola conosce e riesce ad usare la drammatizzazione in modo strabiliante e cercheremo di capire, come al solito, in che modo possiamo fare nostra la sua lezione.

Intanto se siete curiosi (siatelo se volete fare cose grandi!) su La Guerra dei Mondi potete guardare e sentire:

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