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L’attore è un sacerdote, un pastore

Good shepherd 01
Good shepherd 01 (Photo credit: Wikipedia)

Oggi, 27 Marzo 2014, ricorre la cinquantatreesima Giornata Mondiale del Teatro, un'occasione creata apposta nel 1961 per stimolare la cooperazione fra i teatranti e sensibilizzare l'opinione pubblica intorno all'antica arte del teatro e al suo contributo per la pace tra i popoli della terra. Ogni anno una personalità importante viene incaricata di scrivere un messaggio. Quest'anno è toccato a Brett Bailey, drammaturgo, disegnatore, regista teatrale, organizzatore di festival e direttore artistico del Third World Bun Fight. Pubblico un estratto, la conclusione del suo testo:

Noi, gli artisti delle arene e dei palcoscenici, ci stiamo conformando alle sterilizzanti richieste del mercato o stiamo prendendo il potere che abbiamo per aprire uno spazio nei cuori e nelle menti della società, per riunire le persone attorno a noi, per ispirare, incantare, informare, e creare un mondo di speranza e di sincera collaborazione?

Non usa mezzi termini ed è incisivo e diretto Brett. E si rivolge non solo a chi fa teatro ma a tutti gli artisti, a tutti gli esponenti di ogni arte. Dove stiamo mirando, dunque? Che cosa è più importante per noi? Non possiamo servire l'Arte e Mammona! Abbiamo una responsabilità pedagogica nei confronti del pubblico, degli spettatori, dei fruitori o, ancora meglio, delle persone con cui interagiamo. Il pubblico è la cattedrale del teatro e come tale ha una funzione sacra. Al pari dei sacerdoti gli artisti hanno il compito di condurlo "su pascoli erbosi", come dice il salmo 23. E continuando la metafora ogni attrice, ogni attore (e ogni artista) è un pastore che ama il suo pubblico e non gli fa mancare nulla.

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