Nuovi attori per la commedia italiana

intervista a Carlo VanzinaAl cinema italiano, soprattutto alla commedia, servono attori nuovi, parola di Carlo Vanzina, intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia ieri, 6 maggio 2014. Ecco i due passaggi più significativi dell'intervista:

Vanzina, in che condizioni versa il genere che lei ha detto essere "nel dna italiano"? (La commedia, n.d.r.)

«Citando il titolo di un film di qualche anno fa, mi verrebbe da rispondere "Stanno tutti bene". Invece la commedia sta male perché, secondo me, quella vera la fanno in pochissimi. In Italia girano finte commedie che fanno ridere poco, sono ideologiche e ripetitive. Sembrano riprodotte con lo stampo».

Come si può uscire da questa situazione?

«In realtà, nessuno vuole uscirne, ma per farlo forse bisognerebbe trovare degli attori nuovi. Siamo incartati sugli stessi nomi e tutti realizzano film con gli stessi protagonisti, che diventano una sorta di compagnia di giro. Sembrano quasi come gli ospiti che presenziano ai talk show in televisione».

Il figlio di Stefano Vanzina (in arte Steno) e fratello dello sceneggiatore e produttore Enrico ha espresso come il sole a mezzogiorno quel che in molti pensano: alla commedia (e non solo) per rinnovarsi servono attori nuovi. Se vi riporto le sue parole non è per tirare acqua al mio mulino di attore. Piuttosto è una questione di opportunità: quando il filone di una miniera è esaurita occorre avere il coraggio di scavare nuove gallerie. Chi lo fa per primo ne gode, poi, di tutti i vantaggi. Perciò presto o tardi produttori e registi investiranno sulla leva dei nuovi attori. E chi fa questo mestiere deve essere pronto, preparato ad essere chiamato quando non sta lavorando e aggiornarsi quando calca i set. Che ne pensate?

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