Il cuore della rete

La Confesercenti di Brindisi annuncia un consorzio di imprese online. L'obiettivo è quello di far raggiungere i mercati esteri ai negozi della provincia che hanno aderito all'iniziativa. L'articolo apparso sul Quotidiano titola infatti: Negozi online per resistere. Per completare il progetto partiranno anche dei corsi gratuiti di web marketing e inglese commerciale. Si spera, in questo modo, di far fronte alla crisi dei consumi che si sente anche a Brindisi e dintorni dove il 4% dei commercianti è costretto a chiudere. Ciascuna azienda potrà avere un catalogo online.

In questo periodo sto dando un'occhiata a molti siti web e profili facebook e twitter delle imprese brindisine. Alcune di esse eccellono nell'impostazione del giusto mix di strategie e comunicazione che hanno messo in campo. Ma si tratta di realtà sporadiche.  La maggior parte di esse rivela la poca dimestichezza con la rete. Le ingenuità più comuni sono:

  • aspetto amatoriale delle pagine web;
  • contenuti istituzionali scritti per presentare dall'alto l'azienda;
  • testi non pensati per il web e di conseguenza non formattati con le relative caratteristiche;
  • interazione assente;
  • laddove è presente un blog i post sono scritti solo per presentare prodotti e servizi.

L'elenco potrebbe essere ancora più lungo se scendessi ad esaminare altri importanti aspetti. Ma credo che sia sufficiente per fare una fotografia dello stadio dell'arte.

Ritaglio articolo
Ritaglio dell'articolo sul Quotidiano di Puglia del 30 settembre 2014.

Ho conversato con un mio amico, Giuseppe Erroi titolare di un bar ad Oria, dove vivo, su questa iniziativa e più in generale su come usare la rete. La prima cosa che mi ha detto è che la rete è costituita prima di tutto dai propri clienti, pochi o molti che siano. Il mio amico ha centrato il punto: la rete è  un atteggiamento, un modo di interagire con le persone, che siano clienti oppure no. Siamo pronti a guadare, osservare, ascoltare, capire, servire chi abbiamo di fronte? Quali sono i migliori luoghi, momenti ed opportunità per costruire una relazione reciproca e duratura con gli avventori, potenziali o reali?

Oggi se non siamo noi a parlare della nostra attività con gli altri saranno questi ultimi a farlo e non è detto che lo facciano con parole a noi favorevoli. Occorre costruire con pazienza la propria reputazione. Non sono il numero di "mi piace" che la torta di una pasticceria raggiunge a fare rete ma la storia, o lo storytelling se preferite, di quella produzione. E di questo avremo modo di parlare con calma visto che anche io mi sto dedicando al rapporto tra imprese e rete assieme ad una realtà consolidata, storica, della consulenza di direzione come la Partner di Lecce. Anche di questo avremo modo di raccontare 😉

Intanto ho una domanda da farvi: come usare al meglio la rete dopo questi venti anni o quasi dalla sua diffusione?

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