Il solstizio del bene

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Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse . (Isaia  9, 1).

Questo nostro mondo non è al buio. La luce lo illumina. Basta guardare un po' quel che accade. Per esempio a Cuba dove l' embargo è stato revocato dopo decenni di impoverimento dell'isola. Oppure si può considerare l'operato di papa Francesco molto ben determinato a fare chiarezza all'interno dello IOR, la banca vaticana in odore di mafia. Un terzo segno viene dalle tante persone che nel mondo ogni giorno fanno del bene agli altri, senza mettersi in mostra, in modo disinteressato.

Ciò non vuol dire che ci sono solo luci e che le tenebre non ci sono più,  sia chiaro.  Quel che sappiamo però è che ci sono squarci nel pesante mantello delle sofferenze del mondo. In qualche modo le ingiustizie del mondo sono controbilanciate da tante buone notizie.

Il tempo del Natale diventa così il momento del solstizio della luce del bene nel mondo e quindi il tempo del conforto, del balsamo delle tante ferite nei nostri animi di pastori nella notte al freddo e al gelo.

La notte è lunga, dura, spesso porta alla disperazione. Questo soprattutto se iniziamo a pensare che l'alba non arriverà, che un chiarore non ci sarà più. Se, invece, come i Magi sapremo scrutare i segni del cielo ci lasceremo guidare verso la culla stessa della luce, il suo punto d'inizio, la fonte stessa. Un po' come accade nel mito della caverna di Platone: ci libereremo dai simulacri che fino ad oggi abbiamo creduto essere la verità.

Perciò è necessario mettersi alla ricerca delle stelle, dei punti di luce. A partire dalla rete, dal web. Come per esempio fa il Corriere della sera che ha dedicato un blog alla buone notizie. Anche Il Fatto Quotidiano vi dedica un'apposita sezione nel sito web. Chi mi seguirà durante il 2015 in questo blog vedrà sempre maggiore spazio alle good news. A proposito, ne avete qualcuna? Scrivetemi!

Intanto buon Natale di luce! 💡

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