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Cambiare vita grazie a un mentore

Ammirate qualcuno? Vorreste essergli simile? Fatevi raccontare come ha fatto. Tutti amano dare consigli e parlare della propria storia. Può essere la mossa giusta per iniziare a farvi amico qualcuno che per voi conta. È chiaro che dovete farlo con sobrietà e leggerezza, che non dovete tediarlo con ogni sorta di domanda e problema. Scrivetevi le 4-5 cose che davvero vorreste sapere. Dichiarate la vostra ammirazione sincera, con dettagli precisi. Poi chiedete i consigli e infine ringraziate. Provate, quindi, a mettere in pratica i suggerimenti che vi sono stati dati e verificate cosa funziona aggiornandolo sui vostri progressi. Potreste così trovare un mentore, merce rara di questi tempi.

Tutto questo a me è successo con Umberto Santucci, consulente e formatore free lance. Dopo aver letto il suo libro Fai luce sulla chiave (L'Airone) gli ho scritto proponendogli alcuni sviluppi nel campo di cui lui è esperto, il problem solving. Ne è nata una lunga conversazione. Per me è diventato quindi una guida, che mi ha insegnato a usare diversi strumenti, come racconto nel post Storia della guarigione dalla mia confusione.  Tutto quello che ha insegnato a me e che potreste imparare anche tu l'ho riassunto in un altro post: Dieci buoni motivi per conoscere Umberto Santucci ed essergli grati.

La necessità di avere almeno un mentore la devo a Bernard Hiller, coach americano che per primo mi ha fatto riflettere su questa necessità. Siccome, poi, ciascuno di noi ha più di un interesse perché non provare ad avere un mentore per ciascuno di essi? Se praticate uno sport potrebbe essere il vostro allenatore o un giocatore più esperto, se suonate potrebbe essere il vostro insegnante o un musicista che la sa più lunga di noi, se scrivete potrebbe essere uno scrittore più abile ecc. Badate bene che un mentore non è un semplice insegnante  o un tutor. Si tratta di un consigliere fidato, di una guida saggia, di un precettore come ci racconta l'omonima voce su Wikipedia.  Un notevole esempio di mentore è il musicista Gilberto Gil che si è messo a servizio della giovane cantante egiziana Dina El Wedidi.

Altro grande esempio che mi viene in mente è il maestro di Bruce Lee, Ip Man. Un elemento spesso presente in questo tipo di relazioni, infatti, è un qualche tipo di continuità tra docente e discente. Quest'ultimo in qualche modo continua, porta avanti, spesso a compimento delle qualità, delle caratteristiche del suo insegnante senza esserne, è ovvio, la fotocopia.

Da cosa si capisce se siete di fronte ad un buon mentore? Mi pare chiaro che deve avere una buona attitudine a trasmettervi le migliori pratiche per trovare la vostra strada. Mai deve sostituirvi a voi o imporvi delle scelte contrarie alla vostra natura. Deve saper valorizzare le persone che guida e alle volte, saper troncare questo o quell'errore, questo o quell'eccesso. Alle volte potremmo anche sentirci ferire da un mentore. Io ne ho riconosciuto uno, come Francesco Niccolini, dalla sua propensione a offrire del cibo da lui stesso cucinato, dal condividere un atto di generosità.

Un buon mentore sa riconoscere il momento in cui siamo pronti da quello in cui non lo siamo, quello in cui dobbiamo batterci da quello in cui dobbiamo allenarci, quello in cui passare all'azione da quello in cui dobbiamo imparare. Ricordate La Maschera di Zorro?

Monster.it ci spiega come funziona un mentore per i dipendenti mentre WikihHow ci offre ottimi consigli per individuare la guida giusta, avvicinarla e mantenere la relazione. Tra questi tipi di mentori c'è anche quello personale. Potrebbe darsi benissimo, infatti, che magari il precettore che ci serve è un familiare. Per me, ad esempio, tante volte lo è stato mia mamma Benedetta: la sua saggezza, il suo istinto di madre, il suo infinito spirito di servizio l'hanno resa tale.

Chi sono stati o vi piacerebbe che fossero i vostri mentori? Come li scegliete? Come vi siete relazionati con loro? Condividete esperienze e domande nei vostri commenti.

 

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4 thoughts on “Cambiare vita grazie a un mentore

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