Quei sinceri mentitori di Rubini e Fellini

Film director Sergio Rubini
Film director Sergio Rubini (Photo credit: Wikipedia)

Credo profondamente che un regista sia un “sincero mentitore”. Questa definizione appartiene a Sergio Rubini, con cui ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare nel film L’amore ritorna nell’autunno del 2003 e che ho visto all’opera in un’altra sua creatura: L’uomo nero. Inizio oggi una serie di cinque post sulla regia, come avevo anticipato: mi concentrerò su questa figura professionale in relazione agli attori e al resto del team di lavoro. Ho deciso di dedicarmi a questo argomento nel blog perché inizio a sentire un qualche richiamo che mi porta, per ora, a riflettere sui registi con cui ho lavorato o di cui ho raccolto testimonianze.

Soprattutto ne L'uomo nero Rubini riveste più che mai i panni dell’uomo della vera menzogna:

La menzogna è fondamentale per uno che racconta. Per raccontarti davvero devi mentire

ha affermato in un’intervista a Trovacinema. L’operazione che lui fa è questa: parto da premesse vere che sono la mia famiglia, il mio tempo, la mia visione del mondo da bambino però poi faccio procedere tutto verso direzioni che in realtà non si sono verificate. Vi racconto una delle tante storie che si sarebbero potute realizzare, non quella vera. E vi racconto una bugia perché rivela molto più della verità.

Raccontare attraverso il cinema, il teatro e le altre arti richiede la capacità di essere un sincero… Condividi il Tweet

 

English: Federico Fellini
English: Federico Fellini (Photo credit: Wikipedia)

D’altronde un film non è mai un’operazione di verità come Fellini ci ha fatto capire: è sempre una selezione dei momenti migliori della vita perché quest’ultima, se la racconto per filo e per segno, è noiosa. Rubini ha imparato questo mix di sincerità e menzogna dal grande maestro che ho appena citato. I due hanno lavorato insieme e quando s’incontrarono la prima volta il regista riminese raccontò proprio all’allora aspirante attore pugliese una bugia o, meglio, quella che quest’ultimo ha definito una bugia. Pare che Fellini il giorno prima avesse urtato un ginocchio per cui si scusò per il fatto che non si era alzato in piedi per stringergli la mano. Che fosse vero o meno poco importa. Quel che è importante è che quel giovane attore per la prima volta si sentì qualcuno, si sentì importante. Quando, poi, fu ingaggiato per Intervista Fellini non gli disse che interpretava lui da giovane, gli fece sapere soltanto che aveva il ruolo del giornalista. Una menzogna quella felliniana resa ancor più vera dal fatto che lavorava senza sceneggiatura, lasciando improvvisare gli attori che, da questo punto di vista, sono i bugiardi più reali per antonomasia. È con questi che il regista instaura un legame profondo, quasi di figliolanza.

Registi e attori tanto più si intendono quanto più sono adepti della sincera menzogna. Condividi il Tweet

 

Una sensazione di questo tipo mi accompagnò durante il periodo di casting, prove e riprese per L’Amore ritorna di Sergio Rubini. Rispetto a molti altri registi che fanno le selezioni solo attraverso i video, almeno per i ruoli cosiddetti secondari, lui era presente al provino e fece collegare un grande monitor alla telecamera con cui inquadrava a lungo gli aspiranti attori. Ci guardò e valutò tutti con maniacale attenzione. Come se stesse scegliendo persone con cui avere a che fare a lungo, con cui instaurare la più duratura delle collaborazioni. Fa in modo da far sentire importante ciascun membro sia del cast artistico sia del cast tecnico. Quindi, ancora una volta, la sua è la filosofia del seduttore vero, del mentitore sincero, di felliniana tradizione. Una sensazione questa che contagia tutto il resto della troupe: dall’attrezzista al runner, dagli assistenti ai costumisti, dai parrucchieri agli elettricisti, ecc. Complice alcune location romane, dove girammo, come ad esempio una splendida vista verso l’Altare della Patria da una terrazza su via Cavour, l’atmosfera è quella di vivere una magia.

Avete mai colto questa qualità nei registi? Avete testimonianze? Parlatene nei commenti.

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2 pensieri su “Quei sinceri mentitori di Rubini e Fellini

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