Dieci buoni motivi per amare i nostri problemi

I problemi? Tiri la prima pietra chi non cerca di scansarli, come se fossero una tremenda malattia! Tutti cerchiamo di evitarli, bypassarli, eluderli. Anche nel linguaggio quotidiano spesso ripetiamo: "non c'è problema" o "non ci sono problemi". Trattiamo questi ultimi come ospiti indesiderati da non accogliere o addirittura da cacciare di casa. Ci professiamo come uomini o donne senza macchia, senza problema. Per noi il problem solving è l'arte del ladro che sfugge a tutte le polizie del mondo con facilità. Ci sentiamo degli Arsenio Lupin. Oppure, dall'altra parte, ci sentiamo vittime dei problemi, come se una congiura fa sì che siano riservati tutti a noi. Solo la loro presenza ci fa gridare alla sfiga cosmica. Il nostro ideale, il nostro paradiso è un posto dove va tutto liscio, senza intoppi, senza nodi che vengono al pettine. E se qualcuno si permette di presentarci uno o più problemi subito lo gettiamo tra i lebbrosi.

I problemi non stanno in questo mondo per caso o per perseguitarci. Invece di disprezzarli ci conviene molto di più amarli. Ecco dieci buoni motivi per farlo.

  1. I problemi sono il motore delle storie: sono ciò che le fa andare avanti, ciò che fa progredire qualsiasi situazione. Senza problema non c'è storia. Se Romeo e Giulietta possono amarsi senza contrasti dov'è il dramma? Il dramma è necessario per ottenere l'attenzione. Senza un problema davanti non c'è reazione, non c'è proprio attività. Se Cenerentola può uscire di casa e andare alla festa del principe, come le sorellastre, non ne diventerà mai la sposa o quantomeno avrà meno possibilità. Nel suo caso i problemi l'aiutano ad avere vantaggi.
  2. Perché senza i problemi saremmo solo degli infelici: l'assenza di difficoltà e gli agi rendono le persone inutili, vuote, tristi. Questo l'ho capito grazie a Dale Carnegie che in Come vincere lo stress e cominciare a vivere (I grandi tascabili) scrive: "'È il vento del nord che fa i vichinghi'. Dove siamo andati a scovare l'idea balzana che una vita sicura e piacevole, l'assenza di difficoltà e gli agi fanno la gente buona e felice?". Se Ulisse fosse rimasto nel talamo nuziale con Penelope di sicuro non avremmo avuto tutte le vicende narrate nell'Odissea che hanno fatto la fortuna di Omero.
  3. I problemi portano con sé la loro stessa soluzione: se non si possono risolvere non sono problemi. Non sono io a dirlo ma un grande esperto di problem solving come Umberto Santucci che in Fai luce sulla chiave. Problem setting: l'arte di definire i problemi prima di risolverli scrive: "Un problema insolubile è un muro che va evitato e aggirato, o un non problema che va dissolto. Il problema solubile è una scalinata". Il problema va pensato come un kit nel quale le sue possibili soluzioni sono già contenute. Con Aristotele potremmo dire che il problema è la soluzione in potenza. Tocca a noi porla in atto. Ma essa si trova già nel problema, come nei blocci di marmo Michelangelo vedeva già la scultura.
  4. Ogni volta che superiamo un ostacolo siamo più esperti, più saggi, più forti. Come accade agli atleti. Ogni volta che Bubka superava il record del salto con l'asta diventava ancora più abile, più fiducioso nelle sue capacità, più invincibile.
  5. I problemi sono delle informazioni, dei segnali importanti sulla via del successo. Come tali ci sono utili, sono nostri amici. Guidereste alla cieca senza guardare il cruscotto della vostra auto? Un problema lo si può considerare come le spie che si accendono. Sta quindi ad indicarci un'azione da eseguire, una decisione da prendere.
  6. I problemi degli altri, questa volta, sono una straordinaria occasione per renderci utili. Immaginiamo di occuparci di qualche problema di persone che conosciamo: ne nasce una buona relazione, amicizia, ecc. Ma quel che più importa è che in questo modo, spesso, troviamo uno scopo nella vita. I volontari delle tante associazioni che operano nel mondo vorrebbero debellare questo o quel problema ma è grazie ad essi che hanno potuto operare gesti immemorabili.
  7. È grazie ai problemi che proviamo interesse per le cose del mondo. Non vi succede mai di interessarvi a qualcosa perché improvvisamente avete individuato una soluzione ad un vecchio problema? Altrimenti non si spiegherebbe, per esempio, il successo di tanti tutorial, di manuali, corsi e workshop. Ogni giorno, in fondo, siamo al mondo per curare un qualche interesse per qualcosa che può migliorarci la vita.
  8. I problemi, alle volte, ci cambiano la vita e sempre per il nostro bene. Questo lo sanno bene tanti invalidi. È chiaro che essi avrebbero preferito non avere l'handicap che hanno. Tuttavia grazie ai problemi che la loro condizione comporta hanno un migliore approccio con il mondo e con le persone.
  9. I problemi prima di risolverli dobbiamo conoscerli bene e quindi se proviamo apprezzamento è più facile. Ve lo ricordate che a scuola imparavamo meglio le materie che ci piacevano e quelle che odiavamo proprio non ci entravano in testa?
  10. I segni che i problemi lasciano, le loro conseguenze, costituiscono la nostra storia, la nostra identità. Un po' come le rughe che Anna Magnani mostrava con orgoglio ai fotografi.

Quale atteggiamento avete nei confronti dei problemi? Dopo la lettura di questo elenco cosa farete? potreste iniziare con il cliccare su questo tweet 😉

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2 pensieri su “Dieci buoni motivi per amare i nostri problemi

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