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Dieci volte buon compleanno Yola

Yola

Oggi, sette ottobre, è il compleanno di chi ha iniziato a suonare la salsa, la rumba e altri ritmi latini in una vita come la mia fino a prima rimasta al di qua dell'oceano atlantico. È meno di un anno che sono sposato con Yola, la mia moglie cubana, ma già tanti sono gli strumenti che si sono aggiunti all'orchestra che sta suonando, dal vivo, la colonna sonora del nostro film. Io oggi ve ne voglio nominare dieci, così da poterle dire insieme a voi dieci volte buon compleanno.

  1. Il primo è il pudìn, il dolce di pane e zucchero caramellato che spesso mi prepara, una vera leccornia che viene dal nuevo mundo, una versione più povera del franco-inglese budino ma non per questo meno buona. A parte questo dolce, la devo ringraziare per avermi fatto conoscere il tostone (platano burro fritto), la malanga e la yuca.
  2. Il secondo motivo per dirle buon compleanno è per avermi fatto conoscere Ricardo Arjona, cantautore guatemalteco, autore di canzoni, per esempio, come Historia de Taxi, Cuándo e El Amor.
  3. Nella mia immaginazione ho spesso desiderato di avere una donna latino-americana. Non ne conoscevo bene il motivo. Ora, invece, lo so: si chiama "sabrosura", una parola che non abbiamo nel nostro vocabolario, che solo da lontano possiamo rendere con gustosità, saporosità. Per apprenderla in pieno però dovremmo considerare tutta la sensualità delle donne sudamericane.
  4. A Cuba non ci sono ancora stato. Ma quando in televisione inquadrano il Malecón e lei subito con gli occhi pieni di luce mi racconta di tante partenze e di sogni da quel posto sul lungomare a L'Havana è come se ci sto già passeggiando con lei.
  5. L'altro luogo che è in cima alla lista dei posti della sua isola che voglio visitare è Santa Clara, dove è sepolto Che Guevara, anche per me un personaggio da cui lasciarsi ispirare. Intanto con Yola abbiamo già conosciuto sua figlia Aleida, venuta in Italia alcuni mesi fa.
  6. L'altro grande della storia di cui a volte la sento parlare con la madre o con altri cubani è Fidel Castro. Nei loro discorsi si mantengono lontani dalla romantica ammirazione di tanti comunisti nostrani. Ma d'altra parte non lo additano neanche come il demonio. Devo dire grazie ai cubani per l'equilibrio nei loro giudizi su di lui.
  7. Voglio dire buon compleanno a mia moglie anche perché mi ha insegnato alcuni detti in spagnolo come, ad esempio, «Tanto va el cántaro a la fuente que al final se rompe» che alla lettera significa: tante volte l'anfora va alla fonte che alla fine si rompe. Potremmo tradurlo con «Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino». Si tratta di un bela immagine, di un bell'ammonimento, non credete?
  8. Sto imparando tanto sulla sua cultura e sulla sua lingua. Lei intanto apprende l'italiano e il dialetto che si parla nella provincia di Brindisi, dove viviamo. Grande è la sua sorpresa quando incontra vocaboli come "camisa" (camicia) o "fuecu" (fuoco) che sono uguali o molto simili allo spagnolo, che si parla a Cuba e nella gran parte dell'America Latina. In fondo noi e i sudamericani abbiamo avuto una cosa in comune: la dominazione spagnola.
  9. Devo dirle buon compleanno anche per il suo senso dell'organizzazione, dell'ordine e della decorazione, maturato nei diversi anni in cui ha lavorato alla distribuzione dei farmaci della Labiofam, l'azienda farmaceutica cubana, una vera e propria istituzione scientifica di cui le va molto orgogliosa.
  10. Buon compleanno Yola perché l'altro giorno mi hai detto: «Te quiero mucho, gracias por tu forma de ser».
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1 thought on “Dieci volte buon compleanno Yola

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