Facciam cantare i censurati

Italiano: In occasione della rassegna Autori s...
Dario Fo. (Photo credit: Wikipedia)

È il 6 gennaio del 1988. In chiesa alla messa della mattina viene il vescovo che durante l'omelia critica Adriano Celentano che, durante il Fantastico della stagione 1987-1988, per parlare del Natale, in una puntata, aveva invitato Dario Fo che, a suo dire, non andava bene. Finita la funzione vado in sagrestia e gli chiedo perché Fo non era adatto al Natale. Il compianto Armando Franco, vescovo di Oria dal 1981 al 1997, risponde al quattordicenne impertinente quale ero che quell'attore era ateo, sarebbe stato meglio chiamare qualcuno cattolico. A me la storia presa dai Vangeli Apocrifi che aveva raccontato era piaciuta tanto, mi aveva proprio incantato. Era la prima volta che vedevo una sua performance e quell'affabulatore mi aveva già rapito. Ho poi scoperto, anni dopo, che insieme a sua moglie Franca Rame era stato il conduttore della stessa trasmissione, che prima si chiamava Canzonissima.

Il 12 Ottobre del 1962 appare di sera su Rai Uno con una sigla che fa così:

Facciam cantare gli orfani,
le vedove che piangono
e gli operai in sciopero
lasciamoli cantar...

Cito da La Storia di Dario Fo di Chiara Valentini (Universale Economica Feltrinelli) che nel capitolo settimo, dal titolo Opplà, questa è la TV parla di tutto ciò che accadde tra la prima puntata del programma e il 26 Novembre dello stesso anno quando i due, a pochi minuti dalla messa in onda, abbandonano la RAI.

Perché parlarne nel mio blog? Ho scelto questo episodio della storia della televisione italiana per onorare il Blog Action Day di quest'anno: si tratta di una giornata in cui comunità di blogger si ritrovano per discutere di un particolare tema. Quello scelto per oggi riguarda gli eroi che alzano la loro voce contro la censura, le minacce e la violenza. Da questo punto di vista i due attori sono stati un simbolo per molte generazioni, non solo per il Nobel alla Letteratura vinto da Fo.

Perché lasciarono mamma Rai? Che cosa accadde in quelle settimane? La coppia Fo-Rame fu costretta a dare le dimissioni dalla censura dei funzionari della televisione sui quali grande era la pressione di diversi esponenti politici. La cosa è ancora più grave perché per almeno venti anni non fu permesso loro di realizzare altre trasmissioni destinate al grande pubblico. Si trattò di un vero e proprio scandalo che coinvolse, è ovvio, i giornali dell'epoca oltre a molti personaggi dello spettacolo. Giusto per dare un'idea del dietro le quinte della situazione fu loro impedito di utilizzare parole come "orfanatrofio", "opera pia" e perfino "libertà".

Ma quali erano gli obiettivi dei due comici? Che cosa volevano fare? Ce ne parla il libro che ho citato prima. Lo stesso Fo dice:

La mia idea centrale era di guardare dietro la facciata del miracolo economico, dietro l'atteggiamento conciliante dei padroni. 'Adesso i tempi sono cambiati, siamo tutti una grande famiglia', dicevano in sostanza. E invece volevo far vedere come lo sfruttamento continuasse più di prima, gli scandali prosperassero. E anche come il potere cercasse di fregare la gente addormentandola con l'industria dello spettacolo, con le canzonette, i festival, con trasmissioni come Canzonissima. Infatti fin dalla prima puntata avevo cercata di rovesciarla dal di dentro, di usare le sue strutture per farne la presa in giro.

Non aveva però fatto i conti con un apparato di burocrati al soldo e all'ordine dei politici del momento che non avevano esitato due anni prima, nel 1960, ad allontanare Enzo Tortora per dieci anni perché aveva ospitato Alighiero Noschese che aveva scherzato su Amintore Fanfani e che nel 1986 caccerà Beppe Grillo che attaccherà i socialisti, allora al potere.

Ora mi piacerebbe rivolgere una piccola domanda ai lettori di questo post: dov'è la satira nella Rai di oggi? Quale posto occupa? In quali momenti si vede? Rispondete nello spazio dei commenti.

Chi vuole può guardarsi la seconda parte di un programma dedicato all'episodio di cui vi ho parlato. Perché solo la seconda? Perché la Rai, non ci crederete, ha bloccato il video della prima. Quindi guardatevi quel che resta finché fate in tempo.

 

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